MILANO - Una denuncia da parte della Associazione italiana sviluppatori e consulenti gestionali (Assogestionali) ha portato l'Antitrust a puntare il faro contro Net Service, la società che ha realizzato e gestisce la piattaforma per il funzionamento del Processo civile telematico (PCT), per conto del Ministero della Giustizia, e insieme offre ai professionisti di questo settore, in concorrenza con altre imprese, i software applicativi.
L'Agcm ha aperto un'istruttoria "per accertare eventuali condotte abusive che avrebbero riguardato l’intera filiera dei sistemi informatici per lo svolgimento di servizi che attengono alla funzione giudiziaria".
Secondo la prima ricostruzione dell'Autorità, "la posizione dominante sul mercato a monte consente all’impresa di conoscere in anticipo rispetto ai concorrenti l’evoluzione del linguaggio informatico, perfezionando prima degli altri le versioni aggiornate dei software applicativi da vendere a valle. Da ciò discende per Net Service un obbligo concorrenziale di mettere tempestivamente a disposizione dei concorrenti le stesse informazioni di cui dispone per lo sviluppo di software applicativi. Il mancato rispetto di tale obbligo pone rilevanti rischi competitivi".
In sostanza, la società - operando a monte in monopolio sulla definizione degli standard informatici di riferimento - sarebbe molto più agevolata - a valle - quando si tratta di produrre i software ad hoc. Metterebbe così in atto "condotte discriminatorie in grado di ostacolare lo sviluppo di offerte concorrenziali quali, per esempio, la comunicazione incompleta e intempestiva delle nuove specifiche tecniche". Proprio per accertare queste eventualità, i funzionari dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato hanno eseguito ispezioni nella sede di Net Service, insieme al Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.
L'Agcm ha aperto un'istruttoria "per accertare eventuali condotte abusive che avrebbero riguardato l’intera filiera dei sistemi informatici per lo svolgimento di servizi che attengono alla funzione giudiziaria".
Secondo la prima ricostruzione dell'Autorità, "la posizione dominante sul mercato a monte consente all’impresa di conoscere in anticipo rispetto ai concorrenti l’evoluzione del linguaggio informatico, perfezionando prima degli altri le versioni aggiornate dei software applicativi da vendere a valle. Da ciò discende per Net Service un obbligo concorrenziale di mettere tempestivamente a disposizione dei concorrenti le stesse informazioni di cui dispone per lo sviluppo di software applicativi. Il mancato rispetto di tale obbligo pone rilevanti rischi competitivi".
In sostanza, la società - operando a monte in monopolio sulla definizione degli standard informatici di riferimento - sarebbe molto più agevolata - a valle - quando si tratta di produrre i software ad hoc. Metterebbe così in atto "condotte discriminatorie in grado di ostacolare lo sviluppo di offerte concorrenziali quali, per esempio, la comunicazione incompleta e intempestiva delle nuove specifiche tecniche". Proprio per accertare queste eventualità, i funzionari dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato hanno eseguito ispezioni nella sede di Net Service, insieme al Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.