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Borse in rialzo nonostante i timori di stretta della Fed

Gli investitori restano appesi alle decisioni della Banca centrale americana, che ha riavvicinato la possibilità di un rialzo dei tassi già a giugno. Al G7 in Giappone si cercano gli antidoti alla debolezza economica globale: la Brexit è visto come il maggior rischio finanziario all'orizzonte. I mercati Ue partono bene, rimbalzo in Asia dopo i recenti cali: Tokyo guadagna lo 0,5%, Hong Kong l'1%
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MILANO - Continua la fase di volatilità sui mercati, che da una parte assistono a un consolidamento del prezzo del petrolio, ma dall'altra temono una possibile stretta monetaria da parte della Federal Reserve, che ha riavvicinato il rialzo dei tassi Usa. Una mossa che ha caratterizzato l'umore delle sale operative negli ultimi tre giorni, da quando cioè sono stati pubblicati i verbali della riunione di Washington: sedute che sono bastate a spazzare 900 miliardi di dollari dal valore globale delle azioni. Gli economisti sono consapevoli del fatto che la forza dell'economia a stelle e strisce è tale da sostenere tassi più alti, ma quel che preoccupa è la debolezza del resto del mondo: un tema sul tavolo del G7 che si svolge in Giappone fino a domani.

I mercati europei riescono a rafforzare i rialzi dell'apertura, dopo le recenti vendite: Milano aggiunge l'1,52%. Sale nettamente Unicredit che guadagna la maglia rosa di giornata sull…
MILANO - Continua la fase di volatilità sui mercati, che da una parte assistono a un consolidamento del prezzo del petrolio, ma dall'altra temono una possibile stretta monetaria da parte della Federal Reserve, che ha riavvicinato il rialzo dei tassi Usa. Una mossa che ha caratterizzato l'umore delle sale operative negli ultimi tre giorni, da quando cioè sono stati pubblicati i verbali della riunione di Washington: sedute che sono bastate a spazzare 900 miliardi di dollari dal valore globale delle azioni. Gli economisti sono consapevoli del fatto che la forza dell'economia a stelle e strisce è tale da sostenere tassi più alti, ma quel che preoccupa è la debolezza del resto del mondo: un tema sul tavolo del G7 che si svolge in Giappone fino a domani.

I mercati europei riescono a rafforzare i rialzi dell'apertura, dopo le recenti vendite: Milano aggiunge l'1,52%. Sale nettamente Unicredit che guadagna la maglia rosa di giornata sulle voci di ricambio imminente ai vertici, mentre il cda di Rcs ha valutato per la prima volta le offerte concorrenti di Cairo e Bonomi per la società editrice. Bene anche le altri Borse europee: Francoforte chiude in rialzo dell'1,23%, Parigi dell'1,67% e Londra dell'1,7%. Anche Wall Street tratta in recupero: alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones e lo S&P500 salgono dello 0,7%, il Nasdaq aggiunge l'1,3%. Infine archivia la giornata in rialzo: Dow Jones +0,38%, Nasdaq +1,21%, positivo anche lo S&P che guadagna +0,60%.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è poco mosso in area 130 punti base, con i titoli italiani che rendono intorno all'1,48% sul mercato secondario. L'agenda macroeconomica di giornata è piuttosto scarica: in Germania il prezzo di produzione dei beni industriali è salito dello 0,1% su base mensile ad aprile, rispetto al +0,5% di marzo, mentre su base annua è calato del 3,1%. Negli Usa le vendite case esistenti ad aprile hanno segnato +1,7%, sopra le attese. La crescita del Pil dell'area Ocse nel primo trimestre del 2016 è stata dello 0,4%, lo stesso incremento registrato nei tre mesi precedenti.

In Asia, in mattinata, i listini hanno sfruttato il rafforzamento del petrolio (causato da un timido rallentamento del dollaro) per far scattare gli acquisti. D'altra parte, il paniere Msci Asia Pacific che rapprenta i mercati orientali, era reduce da un netto scivolone che lo aveva portato ai minimi da sei mesi. La Borsa di Tokyo ha guadagnato lo 0,54% a 16.739,12 punti con lo yen che si mantiene sui minimi rispetto al biglietto verde, poco sopra i 110 sul dollari. Segnali positivi anche a Hong Kong (+1,1%) e Shangai (+0,6%). I commenti dei dirigenti della Fed e la prospettiva di un rialzo dei tassi hanno comunque mantenuto il dollaro intorno ai livelli più alti da marzo. Soltanto la sterlina, rafforzata dalla discesa delle probabilità che i sondaggi attribuiscono alla Brexit, si è rafforzata contro il biglietto verde. Il tema del referendum sulla permanenza Uk nell'Unione è un altro argomento sul tavolo del G7, dove anzi è stato indicato come il maggior rischio finanziario all'orizzonte. L'euro chiude poco mosso a 1,1213 dollari e 123,72 yen. Gli investitori attendono segnali dal Giappone: il ministro delle Finanze nipponico Taro Aso, ha già annunciato che assumerà iniziative per contrastare un eccessivo apprezzamento dello yen, che scivola a quota 110,93 sul biglietto verde.

Sul fronte delle materie prime, le quotazioni del petrolio si stabilizzano: quando chiudono i mercati europei, il Wti scivola sotto 48 dollari al barile e il Brent tratta in area 48,3. Il prezzo dell'oro è stabile sui mercati dopo i cali dei giorni scorsi. Il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1255 dollari l'oncia in attesa del prossimo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve Usa ipotizzato a giugno.