"Vola a casa e vota resta nell'Ue": le offerte di Ryanair contro la Brexit
Voli a prezzi stracciati per tornare a casa e votare "rimani". Con "Fly home to vote remain", Ryanair offre voli a 20 euro per aiutare i quasi 1,2 milioni di britannici sparsi per il mondo a tornare in patria il 23 giugno, giorno del referendum sulla Brexit. Un'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea alla compagnia aerea creerebbe non pochi problemi. Basti pensare che solo nei 13 aeroporti in cui opera nel Regno Unito impiega oltre 3mila persone e trasporta 41 milioni di clienti ogni anno. L'iniziativa sta suscitando parecchie polemiche e gli è già costata una denuncia da parte dei sostenitori della Brexit: "Offrire voli a prezzi irrisori il giorno prima e il giorno dopo la data del referendum sta influenzando il voto degli elettori"
E' grazie alla RyanAir che ragazzi italiani studiano e lavorano a Londra ma tornano a casa una volta al mese dalla mamma (senza rovinare se stessi o il portafoglio della mamma). E' grazie alla Ryan che polacchi, greci, lituani, olandesi, spagnoli, tedeschi, volano da un capo all'altro d'Europa, per lavoro, per studio, per diletto, sentendosi parte di uno spazio senza frontiere politiche e senza barriere economiche.
Per questo O'Leary desidera che l'Unione europea non alzi muri al proprio interno. Perciò fa il tifo per "Remain", rimanere nella Ue, nel referendum di giugno. E dunque ne ha approfittato per prendere, come fa spesso, i classici due piccioni con una fava: facilitare il voto dei cittadini britannici residenti negli altri 27 paesi della Ue, prevedibilmente più filo-europei dei loro compatrioti euroscettici residenti nel Regno Unito, facendoli tornare a casa a un prezzo particolarmente basso; e farsi pubblicità con uno slogan e una trovata ad effetto.
L'iniziativa, prevedibilmente, non è piaciuta a tutti. Non è piaciuta per niente ai fans del Brexit, che l'hanno addirittura denunciata come illegale. Dominic Cumming, direttore della "Leave Campaign", la definisce "corrotta", in violazione delle norme sul referendum e del Bribery Act, la legge anti-corruzione, e ha chiesto alla polizia di aprire un'inchiesta. Scotland Yard conferma di avere ricevuto un esposto e considererà la richiesta. "Un gesto disperato da parte di gente che sta per perdere", commenta O'Leary dal quartier generale di Dublino della Ryan Air.
Un'aria di crescente preoccupazione, se non proprio di disperazione, si comincia in effetti a percepire nel campo di Brexit. L'ex-sindaco di Londra Boris Johnson e il leader dell'Ukip Nigel Farage, i due leader della campagna per l'uscita dalla Ue, mettono già le mani avanti affermando che il referendum potrebbe non essere definitivo: nel futuro, in caso di vittoria del sì alla Ue, è possibile che tenteranno di organizzarne un altro. E poi ci sono i bookmaker, solitamente più precisi dei sondaggi nel prevedere (sulla base delle scommesse) l'esito di un evento, non solo in campo sportivo: ieri, per il terzo giorno consecutivo, hanno abbassato le quotazioni sulla vittoria dei sì all'Europa, che ora viene data 1/5, l'equivalente di un 83 per cento di probabilità che la Gran Bretagna resti nell'Unione europea. I sondaggi fanno la medesima previsione, sia pure in termini meno netti: i sì alla Ue vinceranno 46 a 41 per cento, secondo quello del Financial Times.