MILANO - La nuova direttiva sul bail in e la crisi delle quattro banche che lo scorso novembre ha azzerato oltre un miliardo di risparmi, tra bond e azioni, ha riportato in cima all'agenda del governo l'esigenza di dotare il paese di una "strategia nazionale per l'educazione finanziaria", con linee guida e misure organizzative che dovrebbero rendere il Tesoro la nuova cabina di regia per azioni più decise di alfabetizzazione sugli investimenti. Ma tra discussioni, pause e iniziative di legge sovrapposte i mesi passano e la montagna non partorisce. Così ci pensano economisti e accademici, a colmare il conosciuto e triste vuoto culturale che fa dell'Italia un paese tra i più dotati di ricchezza privata (circa 3.500 miliardi di euro mal contati, più della Germania e degli Stati Uniti) e tra i meno scafati quando si tratta di investirla.
Fabrizio Ghisellini, dirigente di lungo corso di via XX Settembre, ha pensato di fare da sé, e scritto due libri di informazione finanziaria in due anni. Nel novembre 2014 Ghisellini aveva già scritto Spread arrosto con patate, uscito per Fazi e strutturato come in ricettario su grandi temi come mutui casa, credito al consumo, bond, azioni, polizze, risparmio gestito e diversificazione. Ora torna in libreria con Finanza quotidiana, opera nata per insegnare ai lettori ad evitare gli errori tra i più frequenti per chi investe: quelli legati a fattori ambientali e alla cattiva percezione. Temi studiati dalla finanza comportamentale, la cui analisi negli ultimi anni è diventata sempre più uno strumento attivo di politica economica da parte dei governi (anche in questo caso, l'Italia è non pervenuta).
"Gli errori che facciamo più spesso nascono a mio avviso da due componenti principali - spiega Ghisellini -: la prima è l'ignoranza, la seconda ha a che fare con la sfera psicologica ed emotiva, che lega gli investitori ai condizionamenti ambientali di famiglia, amici, colleghi, o che li rende talmente avversi alle perdite immediate e parziali da far loro rischiare perdite molto superiori nel medio termine". L'autore cita l'esempio, a tutti noto, del rapporto soggettivo tra un cliente e un funzionario di banca, quello in cui il primo pensa di avere un "amico allo sportello" che gli fornisce le dritte sicure e promettenti; mentre il secondo più spesso ha conoscenze a sua volta limitate, e interessi in conflitto, per cui rifila al cliente i prodotti più costosi e più convenienti sì, ma per la banca. Finanza quotidiana evidenzia, insomma, i fallimenti della teoria convenzionale per cui l'homo oeconomicus disopne di mercati efficienti e ha come solo obbiettivo la massimizzazione del profitto; una cornice sempre meno intonata alla volatilità e all'irrequietezza dei mercati degli ultimi anni.
Degli stessi temi, nel marzo scorso, si era occupato Luigi Guiso, economista docente dell'Istituto Einaudi di Roma, Attenti a quei soldi (Università Bocconi Editore), dall'eloquente sottotitolo Difendere le proprie finanze dagli altri e da sé stessi. Il libro, con una sezione dedicata al gioco e alle scommesse (tema prossimo agli investimenti per tecnica, e di cui pure gli italiani sono primatisti mondiali), è anche un prontuario per insegnare ai risparmiatori a difendersi dalle truffe. Quelle grossolane "alla Madoff", basate sulla cara vecchia catena di Sant'Antonio. Ma anche quelle più sottili, come "la prassi delle banche italiane di emettere obbligazioni e venderle ai propri clienti a tassi di rendimento sistematicamente inferiori a quelli di un titolo del tesoro con caratteristiche simili". Ci sono ancora oltre 300 miliardi di euro di simili bond bancari nel portafoglio delle famiglie, alcuni dei quali all'attenzione di inquirenti e autorità del mercato dopo i crac di Banca Marche, Etruria, Cariferrara e Carichieti.
Fabrizio Ghisellini, dirigente di lungo corso di via XX Settembre, ha pensato di fare da sé, e scritto due libri di informazione finanziaria in due anni. Nel novembre 2014 Ghisellini aveva già scritto Spread arrosto con patate, uscito per Fazi e strutturato come in ricettario su grandi temi come mutui casa, credito al consumo, bond, azioni, polizze, risparmio gestito e diversificazione. Ora torna in libreria con Finanza quotidiana, opera nata per insegnare ai lettori ad evitare gli errori tra i più frequenti per chi investe: quelli legati a fattori ambientali e alla cattiva percezione. Temi studiati dalla finanza comportamentale, la cui analisi negli ultimi anni è diventata sempre più uno strumento attivo di politica economica da parte dei governi (anche in questo caso, l'Italia è non pervenuta).
"Gli errori che facciamo più spesso nascono a mio avviso da due componenti principali - spiega Ghisellini -: la prima è l'ignoranza, la seconda ha a che fare con la sfera psicologica ed emotiva, che lega gli investitori ai condizionamenti ambientali di famiglia, amici, colleghi, o che li rende talmente avversi alle perdite immediate e parziali da far loro rischiare perdite molto superiori nel medio termine". L'autore cita l'esempio, a tutti noto, del rapporto soggettivo tra un cliente e un funzionario di banca, quello in cui il primo pensa di avere un "amico allo sportello" che gli fornisce le dritte sicure e promettenti; mentre il secondo più spesso ha conoscenze a sua volta limitate, e interessi in conflitto, per cui rifila al cliente i prodotti più costosi e più convenienti sì, ma per la banca. Finanza quotidiana evidenzia, insomma, i fallimenti della teoria convenzionale per cui l'homo oeconomicus disopne di mercati efficienti e ha come solo obbiettivo la massimizzazione del profitto; una cornice sempre meno intonata alla volatilità e all'irrequietezza dei mercati degli ultimi anni.
Degli stessi temi, nel marzo scorso, si era occupato Luigi Guiso, economista docente dell'Istituto Einaudi di Roma, Attenti a quei soldi (Università Bocconi Editore), dall'eloquente sottotitolo Difendere le proprie finanze dagli altri e da sé stessi. Il libro, con una sezione dedicata al gioco e alle scommesse (tema prossimo agli investimenti per tecnica, e di cui pure gli italiani sono primatisti mondiali), è anche un prontuario per insegnare ai risparmiatori a difendersi dalle truffe. Quelle grossolane "alla Madoff", basate sulla cara vecchia catena di Sant'Antonio. Ma anche quelle più sottili, come "la prassi delle banche italiane di emettere obbligazioni e venderle ai propri clienti a tassi di rendimento sistematicamente inferiori a quelli di un titolo del tesoro con caratteristiche simili". Ci sono ancora oltre 300 miliardi di euro di simili bond bancari nel portafoglio delle famiglie, alcuni dei quali all'attenzione di inquirenti e autorità del mercato dopo i crac di Banca Marche, Etruria, Cariferrara e Carichieti.