MILANO - La ripresa delle quotazioni del petrolio non basta a risollevare le sorti di Shell che entro fine anno taglierà altri 2.200 posti di lavoro a livello mondiale: la riduzione della forza lavoro si aggiunge ai tagli occupazionali già decisi dalla compagnia petrolifera nel quadro dell'acquisizione di BG Group, portando così a 12.500 il totale delle uscite tra il 2015 e il 2016.
Il vice presidente di Shell per il Regno Unito e l'Irlanda, Paul Goodfellow, ha sottolineato in una nota la fase di "recessione prolungata" e che "i tempi sono duri per la nostra industria e dobbiamo prendere ulteriori decisioni difficili per garantire che Shell rimanga competitiva".
D'altra parte l'utile lordo della compagnia si è dimezzato rispetto ai 20 miliardi di dollari del 2014. E, ora, dopo aver ceduto attività e tagliato posti di lavoro e investimenti a causa del crollo del prezzo del petrolio, la compagnia anglo-olandese punta tutto sulla fusione con British Gas. Il conto più salato delle fusione, però, lo hanno pagato i diecimila dipendenti che verranno tagliati.
Il gruppo ha già tagliato 7.500 dipendenti lo scorso anno, principalmente per far fronte al calo dei prezzi del greggio, che sono scesi fino a 26-27 dollari al barile in gennaio e febbraio, a fronte degli oltre 100 dollari del giugno 2014. Shell aveva già previsto il taglio di circa 2.800 persone in più nell'ambito dell'acquisizione di Bg per 47 miliardi de sterline (61 miliardi di euro ai tassi attuali).
Il vice presidente di Shell per il Regno Unito e l'Irlanda, Paul Goodfellow, ha sottolineato in una nota la fase di "recessione prolungata" e che "i tempi sono duri per la nostra industria e dobbiamo prendere ulteriori decisioni difficili per garantire che Shell rimanga competitiva".
D'altra parte l'utile lordo della compagnia si è dimezzato rispetto ai 20 miliardi di dollari del 2014. E, ora, dopo aver ceduto attività e tagliato posti di lavoro e investimenti a causa del crollo del prezzo del petrolio, la compagnia anglo-olandese punta tutto sulla fusione con British Gas. Il conto più salato delle fusione, però, lo hanno pagato i diecimila dipendenti che verranno tagliati.
Il gruppo ha già tagliato 7.500 dipendenti lo scorso anno, principalmente per far fronte al calo dei prezzi del greggio, che sono scesi fino a 26-27 dollari al barile in gennaio e febbraio, a fronte degli oltre 100 dollari del giugno 2014. Shell aveva già previsto il taglio di circa 2.800 persone in più nell'ambito dell'acquisizione di Bg per 47 miliardi de sterline (61 miliardi di euro ai tassi attuali).