Economia

LovBy, la start up che monetizza il tempo "perso" sui social network

Nata dall'idea di un imprenditore ligure, la piattaforma permette di guadagnare con azioni di marketing a favore di un marchio: tra i clienti anche Samsung e Nike. In Italia oltre 50mila utenti

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MILANO - Capovolgere il mercato della pubblicità dall'alto verso il basso, coinvolgendo direttamente consumatori e brand "perché oggi i marchi sono quello che dicono i loro clienti, i brand sono i loro stessi consumatori". Fabrizio Rametto, 44enne di Imperia trapiantato a Milano, prova a rivoluzionare il paradigma della pubblicità con una start up che promette di trasformare gli utenti nei testimonial dei brand che più amano, "abbiamo trovato un modo per valorizzare il tempo passato ogni giorno sui social network" racconta l'imprenditore che insieme a Groupalia e Advicegroup ha lanciato LovBy.

Il meccanismo alla base del progetto è semplice: da un lato gli utenti si iscrivono alla piattaforma utilizzando i loro profili social e accettando di essere "studiati" dall'algoritmo che valuta la loro influenza, "ovvero quanto la persona riesce davvero a interagire con i propri contatti". Dall'altro le aziende propongono delle azioni di marketing (chiamate mission) che vanno dall'acquisto di un prodotto alla sua recensione in cambio delle quali offrono dei punti (lovies) sulla base dell'influenza del singolo utente. I punti raccolti vengono versati su un conto virtuale che può essere utilizzato per ottenere premi da LovBy.

Un meccanismo simile a quello della raccolta punti nei supermercati, che crea fidelizzazione, ma che nel progetto di Rametto dovrebbe aumentare la fiducia nei confronti dei marchi: "Rispetto alle campagne tradizionali, infatti, noi coinvolgiamo profili social veri, di persone reali non gestiti da terzi per blogger o vip più o meno famosi. E siamo convinti che le persone non abbiano voglia di impegnarsi per cose che non sentono loro o in cui non credono. L'influenza sociale, poi, diventa una moneta di scambio e di relazione per le persone".

Se il mercato decollasse, cambierebbe anche il modo delle società di pianificare le proprie attività di marketing: dagli investimenti in click o impression alla ricerca di un obiettivo, si passerebbe direttamente alle spese per obiettivi raggiunti. "Un'azienda che volesse far circolare un video - spiega Rametto - anziché acquistare banner potrebbe decidere di lanciare una mission sulla nostra piattaforma pagando solo quando l'obiettivo viene raggiunto, magari 20 centesimi per visualizzazione. In questo modo la pubblicità non è più intrusiva, ma condivisa. E soprattutto efficace".

Sviluppata la piattaforma - con dieci programmatori tutti italiani - l'obiettivo di LovBy è chiaramente quello di fare utili, marginando tra gli incassi ottenuti dai singoli brand che pianificano i loro investimenti e i premi acquistati cui hanno accesso gli utenti. "Dobbiamo essere bravi a incassare più di quello che spendiamo per l'acquisto dei premi - chiosa l'imprenditore -, ma sono fiducioso. Siamo partiti a metà febbraio dopo un anno di lavoro e i risultati sono confortanti": gli iscritti sono circa 50mila e tra i clienti ci sono Samsung, Triumph, Intimissimi, Nikem e Telepass. "Abbiamo creato un processo che ancora non esisteva cavalcando l'onda del mercato online dove vince il prodotto con più recensioni positive. Su internet non si acquistano i prodotti con le migliori pubblicità, ma con le migliori recensioni".