Banda ultra larga, partono le gare per la prima rete pubblica
Alessandro Longo, di ALESSANDRO LONGOPubblicato il primo bando Infratel,in sei regioni: sul piatto 1,4 miliardi di euro, con cui dare la fibra ottica a 6,5 milioni di cittadini nelle zone a fallimento di mercato. L'infrastruttura rimarrà dello Stato. Nel frattempo Tim lancia 1 Gigabit a Milano, Catania, Perugia
MILANO - Partono le gare con cui l'Italia intende costruire la prima rete nazionale pubblica per la banda ultra larga. Sul piatto subito 1,4 miliardi di euro per coprire 6,5 milioni di cittadini entro il 2020, in sei regioni (Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto), ma entro l'estate arriveranno altri bandi per le restanti regioni (annuncia il Governo in una nota). Il tutto mentre anche gli operatori privati si danno da fare: dal primo giugno parte internet a 1 Gigabit, con fibra ottica nelle case, di Tim a Milano, Perugia e Catania. A breve una simile offerta è prevista da Vodafone e Wind su rete Enel. Arriva insomma al momento della verità il grande piano banda ultra larga nazionale, dopo oltre un anno dal suo annuncio (marzo 2015). Già disponibili, per queste gare pubbliche, ci sono 3,5 miliardi di euro di fondi pubblici (nazionali, europei, regionali), per coprire tutte le zone dove gli operatori non intendono investire.
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MILANO - Partono le gare con cui l'Italia intende costruire la prima rete nazionale pubblica per la banda ultra larga. Sul piatto subito 1,4 miliardi di euro per coprire 6,5 milioni di cittadini entro il 2020, in sei regioni (Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto), ma entro l'estate arriveranno altri bandi per le restanti regioni (annuncia il Governo in una nota). Il tutto mentre anche gli operatori privati si danno da fare: dal primo giugno parte internet a 1 Gigabit, con fibra ottica nelle case, di Tim a Milano, Perugia e Catania. A breve una simile offerta è prevista da Vodafone e Wind su rete Enel. Arriva insomma al momento della verità il grande piano banda ultra larga nazionale, dopo oltre un anno dal suo annuncio (marzo 2015). Già disponibili, per queste gare pubbliche, ci sono 3,5 miliardi di euro di fondi pubblici (nazionali, europei, regionali), per coprire tutte le zone dove gli operatori non intendono investire.
"Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando per la rete pubblica, il Piano per la banda ultralarga fa un passo in avanti decisivo per mettere l'Italia al passo con i più virtuosi paesi europei entro il 2020. Si parte con le prime sei regioni, che, con più di 3000 comuni coinvolti, rappresentano già quasi la metà delle aree bianche dell'intero paese", sottolinea il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli: "Senza intervento pubblico avremmo avuto un'Italia a due velocità, con una parte consistente del paese tagliata fuori dal futuro digitale. Per noi sarebbe stato inaccettabile".
Nella sostanza significa che nascerà una grande rete pubblica nazionale per le telecomunicazioni, per la banda ultra larga (internet a 100 Megabit o oltre). La rete infatti resterà di proprietà dello Stato. I vincitori dei bandi (pubblicati sul sito di Infratel) dovranno costruire la rete e gestirla (l'avranno in concessione per vent'anni), ma la proprietà resterà pubblica, dato che pubblici sono tutti i fondi impiegati per realizzarla. Nel 2016 il Governo ha deciso di prendere questa strada - intervento tutto pubblico, evitando di chiedere ai privati di contribuire economicamente - per accelerare su un piano che stava subendo troppi rinvii.
Nel frattempo, ha spinto anche per la scesa in campo di Enel, per costruire una rete in 224 città, in zone diverse da quelle interessate dal piano banda ultra larga. Enel ha avviato a fine maggio a Perugia le prime connessioni, con offerte finali a 1 Gigabit, di Wind e Vodafone (Enel infatti è solo operatore all'ingrosso). Questa stessa velocità è pure nell'offerta Tim in alcune zone di Perugia, Milano e Catania dal primo giugno.
A completare il quadro ci sono anche le reti di Metroweb (con offerte Vodafone fino a 500 Megabit e Wind) e Fastweb. Quadro che può apparire ingarbugliato, ma si sta chiarendo proprio in questi giorni, proprio con la spinta del Governo, a quanto risulta dalla prossima acquisizione di Metroweb da parte di Enel e, appunto, dall'arrivo dei primi bandi per la rete pubblica.
"Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando per la rete pubblica, il Piano per la banda ultralarga fa un passo in avanti decisivo per mettere l'Italia al passo con i più virtuosi paesi europei entro il 2020. Si parte con le prime sei regioni, che, con più di 3000 comuni coinvolti, rappresentano già quasi la metà delle aree bianche dell'intero paese", sottolinea il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli: "Senza intervento pubblico avremmo avuto un'Italia a due velocità, con una parte consistente del paese tagliata fuori dal futuro digitale. Per noi sarebbe stato inaccettabile".
Nella sostanza significa che nascerà una grande rete pubblica nazionale per le telecomunicazioni, per la banda ultra larga (internet a 100 Megabit o oltre). La rete infatti resterà di proprietà dello Stato. I vincitori dei bandi (pubblicati sul sito di Infratel) dovranno costruire la rete e gestirla (l'avranno in concessione per vent'anni), ma la proprietà resterà pubblica, dato che pubblici sono tutti i fondi impiegati per realizzarla. Nel 2016 il Governo ha deciso di prendere questa strada - intervento tutto pubblico, evitando di chiedere ai privati di contribuire economicamente - per accelerare su un piano che stava subendo troppi rinvii.
Nel frattempo, ha spinto anche per la scesa in campo di Enel, per costruire una rete in 224 città, in zone diverse da quelle interessate dal piano banda ultra larga. Enel ha avviato a fine maggio a Perugia le prime connessioni, con offerte finali a 1 Gigabit, di Wind e Vodafone (Enel infatti è solo operatore all'ingrosso). Questa stessa velocità è pure nell'offerta Tim in alcune zone di Perugia, Milano e Catania dal primo giugno.
A completare il quadro ci sono anche le reti di Metroweb (con offerte Vodafone fino a 500 Megabit e Wind) e Fastweb. Quadro che può apparire ingarbugliato, ma si sta chiarendo proprio in questi giorni, proprio con la spinta del Governo, a quanto risulta dalla prossima acquisizione di Metroweb da parte di Enel e, appunto, dall'arrivo dei primi bandi per la rete pubblica.