Economia

L'export spinge la ceramica italiana: nel 2015 investimenti record

Il giro d'affari del comparto è salito a 5,8 miliardi: all'estero quasi l'80% delle vendite. Il presidente di Confindustria Ceramica, Vittorio Borelli: "Il principale tema nella nostra agenda internazionale è l'azione antidumping sulle importazioni cinesi in Europa"
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MILANO - La ceramica italiana vola grazie all'estero con un giro d'affari cresciuto a 5,8 miliardi grazie alle vendite oltre confine che ormai valgono quasi l'80% del fatturato complessivo. La fotografia scattata in occasione dell'Assemblea 2015 di Confindustria Ceramica ritrae un settore in salute nonostante la crisi: sono infatti  228 le industrie italiane che occupano 25.152 addetti in settori che vanno dalle piastrelle ai sanitari fino ai materiali refrattari.

Tuttavia non mancano i rischi al ribasso: "Lo scenario internazionale sembra tendere ad un lieve peggioramento nelle sue principali variabili - afferma Vittorio Borelli, presidente di Confindustria Ceramica - , a causa dell'indebolimento del dollaro, del maggior costo del petrolio, di un Pil mondiale in rallentamento e dell'annunciato rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti". A preoccupare gli industriali però è soprattutto la concorrenza della Cina: "Il principale tema nella nostra agenda internazionale - spiega Borelli - è l'azione antidumping sulle importazioni cinesi in Europa, di cui la recente votazione plebiscitaria del Parlamento Europeo contro il MES alla Cina (il riconoscimento dello status di economia di mercato, ndr) è cosa che abbiamo accolto con grande favore, per il quale non dobbiamo abbassare la guardia in attesa che della decisione finale dell'Unione Europea, attesa per fine anno".
 
Altro tema centrale per il comparto della cermaica è quello dell'energia: "Sul tema degli oneri generali di sistema dell'energia elettrica siamo fermi a 12 mesi fa - prosegue il presidente di Confindustria Ceramica - l'Italia non è riuscita a sbloccare gli sgravi già previsti per le imprese energivore, mentre la Germania ha fatto precise scelte allocative. La nostra posizione è nella riparametrizzazione degli sgravi si debba tenere conto anche della propensione al commercio internazionale".

Nel dettaglio del settore, il peso maggiore è sulle spalle delle piastrelle con 150 aziende e 19.143 addetti (-1,5% sul 2014), che nel corso del 2015 hanno prodotto 394,8 milioni di metri quadrati (+3,4%), tali da consentire vendite per 396,9 milioni di metri quadrati (+0,6%) per un fatturato totale di 5,1 miliardi di euro (+4,1%)  di cui 4,3 miliardi all'estero. Tra le note positive emerge anche il dato sugli investimenti che segnano il nuovo record assoluto dal 2000 con spese per 351,3 milioni di euro (+22,7% sul 2014).