L'ipotesi Brexit gela i mercati. L'Europa brucia 130 miliardi. Milano affonda, banche in difficoltà
Raffaele Ricciardi, di RAFFAELE RICCIARDIIl referendum del 23 giugno spaventa gli investitori, che vendono le azioni e comprano i beni rifugio quali oro e titoli di Stato americani, tedeschi e giapponesi. La sterlina ai minimi da un mese e mezzo: se la Gran Bretagna lasciasse l'Ue, precipiterebbe ai minimi da trent'anni. Le banche affondano Piazza Affari. Asta di Btp, piazzati 7 miliardi
MILANO - I mercati imboccano il rettilineo finale verso il referendum sulla Brexit, il prossimo 23 giugno, sulla falsariga di quanto mostrato nella seduta di venerdì scorso: forti vendite sul fronte azionario, sterlina in ribasso e corsa verso i beni rifugio quali lo yen, l'oro e i titoli di Stato dei Paesi forti. I listini europei chiudono in rosso in scia a quanto accaduto in Asia, dove il paniere che riassume l'andamento dell'area ha registrato il peggior andamento degli ultimi due mesi. Oggi il Vecchio continente ha bruciato 130 miliardi dopo i 174 miliardi volatilizzati venerdì scorso. Nel pomeriggio, poi, sono continuate le sospensioni al ribasso sulla Borsa Italiana: Mps e Banco Popolare sono alcuni dei titoli più venduti, mentre gli investitori guardano a Rcs con l'avvio dell'offerta di Cairo. Milano chiude sui minimi perdendo il 2,91%; Francoforte cede l'1,8%, Parigi l'1,85% e Londra tiene meglio a -1,16%. In ribasso anche Wall…
MILANO - I mercati imboccano il rettilineo finale verso il referendum sulla Brexit, il prossimo 23 giugno, sulla falsariga di quanto mostrato nella seduta di venerdì scorso: forti vendite sul fronte azionario, sterlina in ribasso e corsa verso i beni rifugio quali lo yen, l'oro e i titoli di Stato dei Paesi forti. I listini europei chiudono in rosso in scia a quanto accaduto in Asia, dove il paniere che riassume l'andamento dell'area ha registrato il peggior andamento degli ultimi due mesi. Oggi il Vecchio continente ha bruciato 130 miliardi dopo i 174 miliardi volatilizzati venerdì scorso. Nel pomeriggio, poi, sono continuate le sospensioni al ribasso sulla Borsa Italiana: Mps e Banco Popolare sono alcuni dei titoli più venduti, mentre gli investitori guardano a Rcs con l'avvio dell'offerta di Cairo. Milano chiude sui minimi perdendo il 2,91%; Francoforte cede l'1,8%, Parigi l'1,85% e Londra tiene meglio a -1,16%. In ribasso anche Wall Street, reduce da una settimana poco sotto la parità: il Dow Jones perde lo 0,74%, il Nasdaq lo 0,94% e l'indice S&P500 lo 0,81%.
RISPOSTAREP. Cosa succede agli italiani se Londra esce?
Gli ultimi sondaggi hanno rafforzato le posizioni degli euroscettici: anche gli indici di Financial Times e Bloomberg danno ormai in vantaggio l'opinione di chi vuole uscire dalla Ue, anche se la quota di indecisi è enorme. Numeri che hanno depresso la divisa britannica, che si è portata ai minimi da un mese e mezzo in area 1,416 dollari; secondo gli analisti - qualora il voto dovesse portare all'uscita della Gran Bretagna dall'Unione - il pound raggiungerebbe rapidamente i livelli minimi da trent'anni. Non mancano ovviamente coloro che scommettono su questo possibile scenario: secondo i dati della Commodity Futures Trading Commission, hedge fund e speculatori stanno puntando sulla debolezza della sterlina con una forza che non si vedeva dal giugno 2013. Bloomberg aggiunge che il Bitcoin si sta rivalutando di fronte a tanta incertezza, trattando ai massimi dal febbraio 2014.
Nella prima mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in picchiata del 3,51%. Hong Kong ha lasciato sul parterre il 2,6%, Shanghai il 3,21% e Shenzhen il 4,76%.
L'euro ha chiuso in rialzo poco sotto quota 1,13 dollari, dopo essere balzato venerdì oltre 1,14 dollari. In recupero anche verso lo yen a 120,13, mentre la sterlina riesce a riguadagnare qualche posizione nella seconda parte di seduta. Lo spread tra Btp e Bund segna un rialzo in area 143 punti base, con il rendimento del titolo decennale italiano all'1,45%. Il Tesoro non ha risentito delle tensioni e ha collocato in asta tutti i 7 miliardi di euro di Btp a 3 e 7 anni e due trentennali con esiti vari: tassi in rialzo sul titolo triennale mentre cala quello sul 7 anni. Il rendimento del Btp a tre anni è salito a 0,08% da 0,04% dell'asta di maggio, mentre quello del 7 anni é sceso a 0,83% da 0,87% precedente. Il tasso del Btp trentennale con scadenza marzo 2047 è pari al 2,49% e quello del Btp settembre 2044 al 2,44%.
Sull'umore degli investitori pesano anche i dubbi sulle Banche centrali: si attendono indicazioni da parte della Fed e della Bank of Japan, le cui riunioni sono in agenda rispettivamente mercoledì e giovedì prossimo. Dalla Banca centrale americana non si aspetta il secondo rialzo dei tassi - dopo quello avvenuto a dicembre - ma Janey Yellen potrebbe lasciare aperta la porta a un ritocco del costo del denaro a luglio, anche se ormai la maggioranza degli osservatori prevede si debba attendere la fine dell'anno per la stretta monetaria. L'agenda marco odierna si concentra sulla Cina, dove i dati confermano la stabilizzazione dell'economia: la produzione industriale è salita del 6% annuo a maggio (in linea con le attese), mentre le vendite al dettaglio hanno segnato un +10%, solo leggermente inferiore alle aspettative. In rallentamento, infine, gli investimenti fissi con un +9,6% anno a maggio. Secondo l'Ocse, la crescita del Pil nell'area G20 è stata dello 0,7% nel primo trimestre, come nel trimestre precedente.
Come accennato, tra le materie prime viene premiato il bene rifugio per eccellenza: l'oro è salito ai massimi da oltre tre settimane e alla chiusura dei mercati europei il lingotto segna 1.282 dollari l'oncia. Dall'inizio dell'anno il lingotto si è apprezzato del 20%. Il petrolio risente della debolezza generale e - dopo aver rivisto quota 52 dollari poche sedute fa - quando terminano gli scambi Ue il Wti si stabilizza in area 49 dollari al barile, mentre il Brent è a 50,6 dollari.
RISPOSTAREP. Cosa succede agli italiani se Londra esce?
Gli ultimi sondaggi hanno rafforzato le posizioni degli euroscettici: anche gli indici di Financial Times e Bloomberg danno ormai in vantaggio l'opinione di chi vuole uscire dalla Ue, anche se la quota di indecisi è enorme. Numeri che hanno depresso la divisa britannica, che si è portata ai minimi da un mese e mezzo in area 1,416 dollari; secondo gli analisti - qualora il voto dovesse portare all'uscita della Gran Bretagna dall'Unione - il pound raggiungerebbe rapidamente i livelli minimi da trent'anni. Non mancano ovviamente coloro che scommettono su questo possibile scenario: secondo i dati della Commodity Futures Trading Commission, hedge fund e speculatori stanno puntando sulla debolezza della sterlina con una forza che non si vedeva dal giugno 2013. Bloomberg aggiunge che il Bitcoin si sta rivalutando di fronte a tanta incertezza, trattando ai massimi dal febbraio 2014.
L'euro ha chiuso in rialzo poco sotto quota 1,13 dollari, dopo essere balzato venerdì oltre 1,14 dollari. In recupero anche verso lo yen a 120,13, mentre la sterlina riesce a riguadagnare qualche posizione nella seconda parte di seduta. Lo spread tra Btp e Bund segna un rialzo in area 143 punti base, con il rendimento del titolo decennale italiano all'1,45%. Il Tesoro non ha risentito delle tensioni e ha collocato in asta tutti i 7 miliardi di euro di Btp a 3 e 7 anni e due trentennali con esiti vari: tassi in rialzo sul titolo triennale mentre cala quello sul 7 anni. Il rendimento del Btp a tre anni è salito a 0,08% da 0,04% dell'asta di maggio, mentre quello del 7 anni é sceso a 0,83% da 0,87% precedente. Il tasso del Btp trentennale con scadenza marzo 2047 è pari al 2,49% e quello del Btp settembre 2044 al 2,44%.
Sull'umore degli investitori pesano anche i dubbi sulle Banche centrali: si attendono indicazioni da parte della Fed e della Bank of Japan, le cui riunioni sono in agenda rispettivamente mercoledì e giovedì prossimo. Dalla Banca centrale americana non si aspetta il secondo rialzo dei tassi - dopo quello avvenuto a dicembre - ma Janey Yellen potrebbe lasciare aperta la porta a un ritocco del costo del denaro a luglio, anche se ormai la maggioranza degli osservatori prevede si debba attendere la fine dell'anno per la stretta monetaria. L'agenda marco odierna si concentra sulla Cina, dove i dati confermano la stabilizzazione dell'economia: la produzione industriale è salita del 6% annuo a maggio (in linea con le attese), mentre le vendite al dettaglio hanno segnato un +10%, solo leggermente inferiore alle aspettative. In rallentamento, infine, gli investimenti fissi con un +9,6% anno a maggio. Secondo l'Ocse, la crescita del Pil nell'area G20 è stata dello 0,7% nel primo trimestre, come nel trimestre precedente.
Come accennato, tra le materie prime viene premiato il bene rifugio per eccellenza: l'oro è salito ai massimi da oltre tre settimane e alla chiusura dei mercati europei il lingotto segna 1.282 dollari l'oncia. Dall'inizio dell'anno il lingotto si è apprezzato del 20%. Il petrolio risente della debolezza generale e - dopo aver rivisto quota 52 dollari poche sedute fa - quando terminano gli scambi Ue il Wti si stabilizza in area 49 dollari al barile, mentre il Brent è a 50,6 dollari.