MILANO - Il mercato immobiliare sta mostrando segnali di ripresa, se non ancora per i prezzi almeno per quanto riguarda il numero di compravendite, anche grazie al clima positivo che si respira in banca quando si va a chiedere un finanziamento. Secondo l'Abi, infatti, a maggio i tassi di interesse sui prestiti hanno continuato la loro discesa, sfruttando l'azione della Bce e la congiuntura dei mercati: il tasso medio sui nuovi mutui per l'acquisto di abitazioni "si è attestato al 2,24% toccando il nuovo minimo storico (2,29% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso". In crescita anche il valore complessivo dei mutui accesi dalle famiglie, che sono saliti ad aprile dell'1,4% rispetto allo stesso mese del 2015, "confermando, anche sulla base dei dati sui finanziamenti in essere (e non solo delle nuove erogazioni, ndr), la ripresa del mercato dei mutui".
Sono - a ben vedere - pochi segnali positivi in un contesto ancora debole per le banche e i loro clienti. Dal rapporto dell'Abi emerge infatti che, di nuovo a maggio, "il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione prossima allo zero, pari a -0,04% nei confronti di maggio 2015, migliorativa rispetto al -0,5% registrata il mese precedente e assai migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo ed è ritornato sui valori di aprile 2012". Resta comunque lo strozzamento del canale del credito.
Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni già effettuate dalle banche con proprie risorse) a fine aprile 2016 sono pari a 84 miliardi di euro rispetto a 83,1 miliardi di marzo. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,67% ad aprile 2016, 4,58% a marzo 2015 (4,93% a fine 2015; 0,86%, prima dell'inizio della crisi).
Sono - a ben vedere - pochi segnali positivi in un contesto ancora debole per le banche e i loro clienti. Dal rapporto dell'Abi emerge infatti che, di nuovo a maggio, "il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione prossima allo zero, pari a -0,04% nei confronti di maggio 2015, migliorativa rispetto al -0,5% registrata il mese precedente e assai migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo ed è ritornato sui valori di aprile 2012". Resta comunque lo strozzamento del canale del credito.
Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni già effettuate dalle banche con proprie risorse) a fine aprile 2016 sono pari a 84 miliardi di euro rispetto a 83,1 miliardi di marzo. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,67% ad aprile 2016, 4,58% a marzo 2015 (4,93% a fine 2015; 0,86%, prima dell'inizio della crisi).