Economia

Dalla California arriva la vodka fatta di nebbia

Un'azienda californiana riesce a catturare l'acqua dalla nebbia, per utilizzarla nella distillazione di una rarissima Vodka da 120 dollari a bottiglia. E gira i proventi a una Organizzazione non governativa che si preoccupa di conservare le risorse idriche

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MILANO - I Paesi del Golfo hanno il petrolio. Il Sud Africa l'oro e i diamanti. Pure la Val Padana però - quanto a giacimenti naturali - non può lamentarsi grazie all'abbondanza di una commodity che potrebbe presto cambiare il suo futuro economico ed etilico: la nebbia. Per secoli i cittadini del Nord l'hanno vissuta come un impiccio, buono solo a far chiudere gli aeroporti, rallentare il traffico e moltiplicare le polveri sottili. Si sbagliavano: anche la ligera, come la chiamano a Milano, a saperla prendere può riservare sorprese. Come quella di diventare la materia prima di una delle più preziose vodke del mondo.

A rilanciare l'utilizzo economico della nebbia, nel nome della sbornia eco-sostenibile, è stata la Hangar One. L'azienda californiana è da anni uno dei più originali produttori di alcolici semi-artigianali americani. Nei suoi alambicchi passano solo distillati di prodotti d'agricoltura biodinamica: il limone nano di Buddha, grani selezionati, lime makrut e le fioriture di arancio. La sua sede è in un capannone riciclato che fino a qualche decennio fa ospitava una base della Marina a stelle e strisce con vista mozzafiato sul Golden Gate e San Francisco. Proprio questo meraviglioso panorama però, anzi la sua assenza, è diventato l'ispirazione dell'ultima geniale trovata dei creativi della West Coast: ricavare l'acqua, prezioso e sottovalutato ingrediente della distillazione, non dai rubinetti della fabbrica ma dalla nebbia che tante volte all'anno avvolge il ponte e nasconde la città dietro un muro di grigio.
 
Detto, fatto: Chris Fogliatti, partner del team, è stato insignito del ruolo di acchiappa-nebbia: ha scelto i posti dove è più fitta e pulita - Sobrero Bay, Outer Sunset, Berkeley Holls e El Sobrante - ha steso alcune reti hi-tech reiventate sul modello vecchi "attrezzi" utilizzati dagli agricoltori californiani per recuperare acqua nei periodi di siccità et voilà, dal cielo è stato "vendemmiato" una goccia per volta il liquido per produrre la Vodka Fog Point, fatta con le uve di un'azienda bio-dinamica della Regione. Il primo raccolto di sei mesi ha consentito di distillare un'edizione limitata di 2.400 rarissime bottiglie. Messe in vendita (e dicono andate a ruba) al non modicissimo prezzo di 120 dollari. Tanto, ma a fine di bene: il 100% dei profitti della Fog Point, garantiscono nella vecchia base navale di San Francisco, andrà in beneficenza a un'Ong che si occupa della conservazione dell'acqua negli Stati Uniti.