Economia

Anna Maria Furlan: "Bene così, senza penalizzazioni"

La segretaria generale Cisl: "Promesse le detrazioni per aiutare le fasce più deboli dei lavoratori"

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ROMA. Valutazione positiva sull'"apertura del dialogo sociale ", ancora in sospeso invece sul merito delle proposte del governo in materia di politiche previdenziali e per il lavoro. E però, al termine dell'incontro al ministero del Lavoro, la segretaria della Cisl Anna Maria Furlan sottolinea come i sindacati abbiano intanto "acquisito dal governo una cosa di non poco conto: non ci sarà una penalizzazione per chi sceglie di andare in pensione prima, ma la restituzione di un prestito".

Ma essere costretti a farsi carico di un prestito ventennale non è di per sé una forma di penalizzazione?
"Il tema del prestito deriva dalla necessità di non allargare le maglie della spesa pubblica, dando modo all'Europa di fermare tutto. Però poi il governo ci ha assicurato che attraverso le detrazioni intende sostenere innanzitutto coloro che ne hanno più bisogno: penso ai licenziati, ma anche a chi percepisce pensioni particolarmente basse".

Quindi si potranno detrarre quote molto importanti del prestito?
"La restituzione avverrà attraverso forme di detrazione fiscale sempre più forti, volte a ridimensionare le rate, sulla base naturalmente dei criteri adottati a seconda delle condizioni del lavoratore. Inoltre nel caso in cui si tratti di riorganizzazioni aziendali, le imprese verranno chiamate a partecipare al tutto. Altro aspetto positivo è che l'interfaccia del lavoratore è l'Inps, non l'istituto di credito. C'è un mix di possibilità, noi vogliamo capire meglio, avremo varie sedi di approfondimento. E abbiamo anche proposto l'eventuale utilizzo dei fondi pensione integrativa già vigenti. Anche su questo aspetto sarà il confronto a definire tutto. Noi abbiamo bisogno di una scelta che duri nel tempo, non di definire anni di nascita su cui incentrare l'attenzione. E di ridefinire tutti gli aspetti previdenziali, non solo per gli anziani ma anche per i giovani".

E quindi cos'altro c'è sul tavolo della previdenza?
"C'è da parte del governo la volontà concreta di affrontare il tema nel suo complesso: la flessibilità in particolare è collegata a una ridefinizione dei lavori usuranti, con una possibile estensione dei benefici a lavoratori che al momento non ne hanno diritto. E poi bisogna pensare ai giovani: piuttosto che lanciare allarmi su un futuro da pensionati poveri, oggi si può fare molto perché ciò non avvenga, migliorando la previdenza complementare e rendendo molto meno onerosa la ricongiunzione dei contributi. Per chi è già in pensione inoltre è il momento di parlare di "no tax area" e di rivalutazione".

Avete già affrontato anche temi legati al lavoro?
"Abbiamo ripreso alcune questioni importanti, dalle politiche attive del lavoro che diventano fondamentali, in particolare in relazione a come accompagnare il lavoratore e la lavoratrice nelle aree di crisi più complesse. E poi c'è la questione dei voucher. Il governo ha fatto il decreto sulla tracciabilità, uno strumento in più che però non basta per evitare gli abusi, soprattutto nei settori nei quali i buoni vengono utilizzati in modo macroscopico per finalità scorrette. Servono interventi più seri per far ritornare i voucher alla missione originaria, cioè per il lavoro occasionale".