Economia

Pa, Madia convoca i sindacati per rinnovo contratto

Il negoziato si aprirà a inizio luglio. Camusso: "Dopo sette anni di blocco sarebbe quasi da fare un brindisi ma la bottiglia la stappiamo quando siamo davanti al tavolo"

 

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MILANO - Via alle trattative per il rinnovo del contratto del pubblico impiego. Il calcio d'inizio arriva dalla ministra della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, che annunca "per l'inizio di luglio" la convocazione dei sindacati. "Iniziamo una discussione su due punti che sono strettamente collegati - ha affermato Madia al forum Cgil - la contrattazione tra parte datoriale e sindacato e il testo unico sul pubblico impiego". Un annuncio dettato dalla convinzione del governo che "la recessione sia alle spalle", quindi "possiamo tornare alla normale dialettica contrattuale. Occorre dire a chi è bravo che ce ne siamo accorti". "E' una buona notizia" ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: "Dopo sette anni di blocco sarebbe quasi da fare un brindisi ma la bottiglia la stappiamo quando siamo davanti al tavolo".

La situazione dei contratti resta comunque delicata perché quelli dei dipendenti pubblici sono bloccati dal 2010: in termini di retribuzioni il congelamento scattato ormai sei anni fa è costato già oltre 600 euro, ma l'ultima rilevazione dell'Istat in materia si ferma alla fine del 2013. Il conto rischia quindi di essere ancora più salato. D'altra parte, l'alleggerimento della busta paga si spiega sia con il congelamento dei rinnovi contrattuali e lo stop alle maturazioni stipendiali, come gli scatti, sia con il freno al turnover. Un anno fa, peraltro, aveva definito illegittimo il blocco degli stipendi della Pa, decidendo che la sentenza non fosse retroattiva per non mettere in crisi i conti dello Stato.

Madia ha quindi rivendicato la sua riforma come "una grande riforma di sinistra" perché afferma una visione dello Stato universale che non discrimina ma combatte le disuguaglianze. Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, ha affermato che "la regola del turn over generalizzato è sbagliata", mentre bisogna pensare ad un "turn over selettivo, unito ad una mobilità che funziona". Non si tratta quindi più di partire dalle piante organiche - ha concluso - ma dal fabbisogno.