Le nuove forme di finanziamento via web: si muove il panorama italiano
Raffaele RicciardiIl rapporto del Politecnico di Milano: equity e lending crowdfunding o invoice trading stanno iniziando a macinare terreno anche nella Penisola, seppure la distanza con il mercato del Regno Unito resti abissale
MILANO - Le nuove forme di finanziamento delle imprese iniziano a diventare rilevanti anche in Italia. Il messaggio di speranza per coloro che credono in equity crowdfunding, lending crowdfunding e invoice trading (tutti strumenti di raccolta del denaro attraverso il web) arriva dal primo report italiano sul Crowdinvesting presentato dal relativo Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano.
Uno studio che focalizza l'attenzione sui portali che consentono alle imprese di ottenere capitale offrendo una remunerazione agli investitori, attraverso la sottoscrizione di capitale di rischio (equity crowdfunding, ambito dove l'Italia vanta una legislazione specifica relativa a startup e Pmi innovative), oppure attraverso prestiti (lending crowdfunding) o ancora con la cessione di fatture commerciali (invoice trading). "Il crowdinvesting è un sottoinsieme del crowdfunding - spiega nella nota di presentazione del report Giancarlo Giudici, direttore scie…
Uno studio che focalizza l'attenzione sui portali che consentono alle imprese di ottenere capitale offrendo una remunerazione agli investitori, attraverso la sottoscrizione di capitale di rischio (equity crowdfunding, ambito dove l'Italia vanta una legislazione specifica relativa a startup e Pmi innovative), oppure attraverso prestiti (lending crowdfunding) o ancora con la cessione di fatture commerciali (invoice trading). "Il crowdinvesting è un sottoinsieme del crowdfunding - spiega nella nota di presentazione del report Giancarlo Giudici, direttore scie…
MILANO - Le nuove forme di finanziamento delle imprese iniziano a diventare rilevanti anche in Italia. Il messaggio di speranza per coloro che credono in equity crowdfunding, lending crowdfunding e invoice trading (tutti strumenti di raccolta del denaro attraverso il web) arriva dal primo report italiano sul Crowdinvesting presentato dal relativo Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano.
Uno studio che focalizza l'attenzione sui portali che consentono alle imprese di ottenere capitale offrendo una remunerazione agli investitori, attraverso la sottoscrizione di capitale di rischio (equity crowdfunding, ambito dove l'Italia vanta una legislazione specifica relativa a startup e Pmi innovative), oppure attraverso prestiti (lending crowdfunding) o ancora con la cessione di fatture commerciali (invoice trading). "Il crowdinvesting è un sottoinsieme del crowdfunding - spiega nella nota di presentazione del report Giancarlo Giudici, direttore scientifico dell'Osservatorio Crowdinvesting - e si realizza quando investitori finanziari diffusi, attraverso una piattaforma Internet abilitante, rispondono direttamente ad un appello rivolto alla raccolta di risorse per un progetto, in cambio di una remunerazione del capitale. E' un fenomeno molto recente, eppure nel 2015 ha raccolto risorse a livello mondiale per circa 28 miliardi di euro. A determinarne lo sviluppo sono stati la crisi finanziaria, che ha portato le imprese a cercare fonti di finanziamento alternative, e l'azzeramento dei rendimenti risk free".
Ecco dunque la fotografia presentata, settore per settore.
Equity crowdfunding
La raccolta di capitale attraverso la sottoscrizione diretta sul web di titoli partecipativi del capitale nel 2015 ha portato nelle casse degli emittenti di tutto il mondo 2,56 miliardi di dollari, in gran parte destinati a startup. In Europa il mercato di riferimento è il Regno Unito, dove la principale piattaforma, CrowdCube, ha raccolto finora oltre 168 milioni di sterline. In Italia, con la recente riforma del Regolamento Consob, l'equity crowdfunding ha cambiato marcia (oggi possono accedervi startup e PMI innovative, purché la campagna sia veicolata su piattaforme autorizzate) e solo nell'ultimo trimestre sono arrivate sul mercato 11 offerte. Questo dovrebbe portare il mercato alla soglia di 9 milioni di euro entro l'anno, ora siamo a quota 5,565 milioni. Dati che fanno comunque comprendere quanto sia ampia la distanza con il mercato Uk, dove solo nel 2015 di milioni ne sono stati raccolti 332.
A metà giugno risultavano autorizzati 19 portali, con 48 campagne di startup lanciate e 19 chiuse con successo (17 senza successo, le altre in corso). Dalla Lombardia sono arrivate le richieste maggiori e l'obiettivo principale della raccolta è lo sviluppo commerciale (28 casi) seguito dall'investimento produttivo (18 casi). In media, l'obiettivo di raccolta è di poco superiore a 300mila euro (317.000 euro, corrispondente ad una quota del capitale azionario offerta pari al 22,68%).
Lending crowdfunding
In questo caso, gli investitori prestano soldi in cambio di interessi e rimborso del capitale investito. Generalmente la piattaforma di lending seleziona il prestito attribuendo un rating e lo suddivide fra una molteplicità di investitori, per frazionarne il rischio. Nel mondo nel 2015 i portali di lending hanno raccolto oltre 25 miliardi di dollari, il leader di mercato è la statunitense Lending Club. In Italia ci sono quattro piattaforme, che hanno mediato in tutto l'erogazione di 28,3 milioni euro, con una durata media dei finanziamenti fra i 30 e i 40 mesi e il tasso annuo nominale (TAN) di circa il 6%, più precisamente tra 5,7% e 7,7%. Secondo il rapporto, le prospettive in Italia sono quelle di una crescita sensibile, che però necessita di una riforma del regime di tassazione (oggi penalizzante) e dell'arrivo di nuovi investitori, anche istituzionali.
Invoice trading
In questo caso Internet serve per la cessione di una fattura commerciale attraverso un portale (ce n'è uno solo in Italia): il lavoro del portare è selezionare le opportunità e sostituire il tradizionale 'sconto' della fattura attuato dalle banche. La cessione viene attuata o tramite un'asta competitiva o tramite il tranching in tante porzioni. Gli investitori quindi anticipano l'importo della fattura, al netto della remunerazione richiesta. Su questo segmento, il rapporto riconosce che il mercato è ancora in fase embrionale: al momento le imprese che hanno approfittato di questa opportunità sono solo 40, con 220 fatture cedute per un importo totale di 11 milioni di euro, a fronte di 20 investitori (qui l'importo medio di investimento è abbastanza elevato). Siamo però ben lontani dai numeri del Regno Unito, ad esempio, che ha movimentato 325 milioni di sterline solo nel 2015.
Uno studio che focalizza l'attenzione sui portali che consentono alle imprese di ottenere capitale offrendo una remunerazione agli investitori, attraverso la sottoscrizione di capitale di rischio (equity crowdfunding, ambito dove l'Italia vanta una legislazione specifica relativa a startup e Pmi innovative), oppure attraverso prestiti (lending crowdfunding) o ancora con la cessione di fatture commerciali (invoice trading). "Il crowdinvesting è un sottoinsieme del crowdfunding - spiega nella nota di presentazione del report Giancarlo Giudici, direttore scientifico dell'Osservatorio Crowdinvesting - e si realizza quando investitori finanziari diffusi, attraverso una piattaforma Internet abilitante, rispondono direttamente ad un appello rivolto alla raccolta di risorse per un progetto, in cambio di una remunerazione del capitale. E' un fenomeno molto recente, eppure nel 2015 ha raccolto risorse a livello mondiale per circa 28 miliardi di euro. A determinarne lo sviluppo sono stati la crisi finanziaria, che ha portato le imprese a cercare fonti di finanziamento alternative, e l'azzeramento dei rendimenti risk free".
Ecco dunque la fotografia presentata, settore per settore.
Equity crowdfunding
La raccolta di capitale attraverso la sottoscrizione diretta sul web di titoli partecipativi del capitale nel 2015 ha portato nelle casse degli emittenti di tutto il mondo 2,56 miliardi di dollari, in gran parte destinati a startup. In Europa il mercato di riferimento è il Regno Unito, dove la principale piattaforma, CrowdCube, ha raccolto finora oltre 168 milioni di sterline. In Italia, con la recente riforma del Regolamento Consob, l'equity crowdfunding ha cambiato marcia (oggi possono accedervi startup e PMI innovative, purché la campagna sia veicolata su piattaforme autorizzate) e solo nell'ultimo trimestre sono arrivate sul mercato 11 offerte. Questo dovrebbe portare il mercato alla soglia di 9 milioni di euro entro l'anno, ora siamo a quota 5,565 milioni. Dati che fanno comunque comprendere quanto sia ampia la distanza con il mercato Uk, dove solo nel 2015 di milioni ne sono stati raccolti 332.
A metà giugno risultavano autorizzati 19 portali, con 48 campagne di startup lanciate e 19 chiuse con successo (17 senza successo, le altre in corso). Dalla Lombardia sono arrivate le richieste maggiori e l'obiettivo principale della raccolta è lo sviluppo commerciale (28 casi) seguito dall'investimento produttivo (18 casi). In media, l'obiettivo di raccolta è di poco superiore a 300mila euro (317.000 euro, corrispondente ad una quota del capitale azionario offerta pari al 22,68%).
Lending crowdfunding
In questo caso, gli investitori prestano soldi in cambio di interessi e rimborso del capitale investito. Generalmente la piattaforma di lending seleziona il prestito attribuendo un rating e lo suddivide fra una molteplicità di investitori, per frazionarne il rischio. Nel mondo nel 2015 i portali di lending hanno raccolto oltre 25 miliardi di dollari, il leader di mercato è la statunitense Lending Club. In Italia ci sono quattro piattaforme, che hanno mediato in tutto l'erogazione di 28,3 milioni euro, con una durata media dei finanziamenti fra i 30 e i 40 mesi e il tasso annuo nominale (TAN) di circa il 6%, più precisamente tra 5,7% e 7,7%. Secondo il rapporto, le prospettive in Italia sono quelle di una crescita sensibile, che però necessita di una riforma del regime di tassazione (oggi penalizzante) e dell'arrivo di nuovi investitori, anche istituzionali.
Invoice trading
In questo caso Internet serve per la cessione di una fattura commerciale attraverso un portale (ce n'è uno solo in Italia): il lavoro del portare è selezionare le opportunità e sostituire il tradizionale 'sconto' della fattura attuato dalle banche. La cessione viene attuata o tramite un'asta competitiva o tramite il tranching in tante porzioni. Gli investitori quindi anticipano l'importo della fattura, al netto della remunerazione richiesta. Su questo segmento, il rapporto riconosce che il mercato è ancora in fase embrionale: al momento le imprese che hanno approfittato di questa opportunità sono solo 40, con 220 fatture cedute per un importo totale di 11 milioni di euro, a fronte di 20 investitori (qui l'importo medio di investimento è abbastanza elevato). Siamo però ben lontani dai numeri del Regno Unito, ad esempio, che ha movimentato 325 milioni di sterline solo nel 2015.