Economia

Pa, i paletti del Senato al decreto partecipate: "Tetto stipendi non solo a controllate"

Palazzo Madama promuove con riserva il decreto Madia sulle società partecipate della pubblica amministrazione e chiede di circoscrivere "all'ambito regionale" eventuali esuberi, di mettere un freno alle buonuscite degli amministratori, ma anche di creare una task force nella Corte dei Conti

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MILANO - Il Senato promuove con riserva il decreto Madia sulle società partecipate della pubblica amministrazione e chiede di circoscrivere "all'ambito regionale" eventuali esuberi, di mettere un freno alle buonuscite degli amministratori, ma anche di creare una task force nella Corte dei Conti. Tra paletti suggeriti c'è la richiesta di non prevedere "buonuscite agli amministratori che alla fine o anche prima della fine del mandato sono nominati amministratori in altra società a controllo pubblico", quanto ai tetti "sugli emolumenti degli amministratori" attualmente limitati "alle società a controllo pubblico" i soci pubblici propongano che siano estesi anche ad altre partecipate. Così la bozza del parere del Senato sul decreto Madia, un giudizio favorevole ma condizionato.

Tra gli altri accorgimenti suggeriti, la relatrice del decreto è la senatrice Linda Lanzillotta, c'è infatti l'ampliamento del raggio d'azione della stretta sugli stipendi: si preveda che, si legge nella bozza, "nel caso di partecipazioni rilevanti, il socio pubblico debba proporre agli organi di amministrazione di introdurre limitazioni analoghe". Inoltre il Senato chiede che Corte dei Conti adegui "la sua organizzazione allo svolgimento delle nuove funzioni" relative alla verifica degli atti costitutivi di nuove società e al monitoraggio sulla razionalizzazione, "eventualmente valutando l'opportunità di istituire una struttura ad hoc, al fine di assicurare uniformità di indirizzo su tutto il territorio nazionale e di poter svolgere efficacemente un'analisi non solo finanziaria e contabile ma anche in termini di economicità ed efficienza".

Il Senato vorrebbe anche che il monitoraggio e il controllo sull'attuazione del decreto di razionalizzazione delle partecipate, "per quanto riguarda le società partecipate dallo Stato, ferma la competenza del Mef", venisse dato "a una struttura ad hoc non inquadrata nei Dipartimenti onde evitare potenziali conflitti tra l'esercizio dei poteri dell'azionista e la predetta attività di monitoraggio e controllo". Inoltre è chiesto che venga "fatto divieto alle società strumentali degli enti locali di costituire nuove società o acquisire partecipazioni in altre società, ad eccezione delle holding".