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Volkswagen: "Per recuperare dal dieselgate serviranno 14 anni"

La casa automobilistica tedesca però non ha intenzione di rimborsare i clienti europei come ha fatto con quelli americani per i quali ha stanziato 14,7 miliardi dollari: "Un accordo del genere schiaccerebbe il gruppo" ha detto il ceo Mathias Mueller
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MILANO - Lo scandalo del dieselgate e delle emissioni truccare rapprenta "un enorme" danno d'immagine per Volkswagen, ma nonostante tutto la casa di Wolfsburg non ha intenzione di rimborsare i clienti europei come invece ha fatto con quelli americani. E su questo punto prosegue il botta e risposta a distanza tra il gruppo automobilistico tedesco l'Unione europea secondo cui i clienti del Vecchio continente devono essere indennizati allo stesso modo di quelli americani in quanto "si tratta del solo modo per ripristinare la fiducia nel settore auto europeo". Un presa di posizione ribadita dalla portavoce della commissaria Ue al mercato interno Elzbieta Bienkowska, sottolineando che la Commissione "in molte occasioni ha indicato da tempo che bisogna trattare i consumatori europei come quelli Usa" e che questo è "il miglior modo di procedere". Allo stesso tempo, ha precisato, "non spetta alla Commissione ma a Volkswagen presentar…
MILANO - Lo scandalo del dieselgate e delle emissioni truccare rapprenta "un enorme" danno d'immagine per Volkswagen, ma nonostante tutto la casa di Wolfsburg non ha intenzione di rimborsare i clienti europei come invece ha fatto con quelli americani. E su questo punto prosegue il botta e risposta a distanza tra il gruppo automobilistico tedesco l'Unione europea secondo cui i clienti del Vecchio continente devono essere indennizati allo stesso modo di quelli americani in quanto "si tratta del solo modo per ripristinare la fiducia nel settore auto europeo". Un presa di posizione ribadita dalla portavoce della commissaria Ue al mercato interno Elzbieta Bienkowska, sottolineando che la Commissione "in molte occasioni ha indicato da tempo che bisogna trattare i consumatori europei come quelli Usa" e che questo è "il miglior modo di procedere". Allo stesso tempo, ha precisato, "non spetta alla Commissione ma a Volkswagen presentare delle soluzioni".

I tedeschi, però, non hanno intenzione di fornire ai clienti europei compensazioni simili a quelle attuate nei confronti del mercato statunitense. "Non c'è bisogno di un matematico per capire che un rimborso danni di questo tipo schiaccerebbe Volkswagen", ha dichiarato l'amministratore delegato, Mathias Mueller al Die Welt, dopo l'accordo da 14,7 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Contestualmente il responsabile del marchio Volkswagen, Herbert Diess, parlando alla Sueddeutsche Zeitung, ha spiegato che per ristrutturare il brand "ci vorranno più o meno due generazioni di veicoli", ovvero circa quattordici anni.

Il manager, in una intervista alla Sueddeutsche Zeitung, sostiene che l'azienda oggi si concentra "su dove dobbiamo o no dobbiamo investire nel futuro, con particolare riferimento alla innovazione" per quanto riguarda le auto elettriche e le loro batterie che, spiega Diess, "rappresentano tra il 30 ed i 50 valore del veicolo.
In ogni caso, Diess, ribadisce di non aver mai pensato a dimettersi, e si dice convinto che il brand Volkswagen sopravviverà alla crisi per la qualità della sua produzione: "la maggior parte delle società impiega tra un anno ed un anno e mezzo a lasciarsi alle spalle  le crisi di credibilità".