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Lagarde: "Subito i negoziati per la Brexit"

Il direttore Christine Lagarde ricorda che l'impatto dell'uscita del Regno Unito sulla Ue e sullo stesso Paese dipenderà dalle condizioni stabilite. Dunque è meglio chiarirle al più presto, non lasciando a lungo i mercati nell'incertezza

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ROMA - Il Fondo Monetario Internazionale preme affinchè il Regno Unito lasci al più presto l'Unione Europea. Il numero uno Christine Lagarde in un'intervista al Financial Times dice di volere "vedere chiarezza più prima che dopo perché crediamo che l'assenza di chiarezza alimenti incertezza, che di per sè mette a repentaglio l'appetito per gli investimenti".

Preannunciando un taglio delle stime di crescita globale da parte dell'istituto di Washington, l'ex ministro francese delle Finanze spiega che la Brexit si sta già facendo sentire sull'economia mondiale e sulle previsioni del Fmi. L'impatto del referendum sulla congiuntura britannica dipenderà, secondo Lagarde, dalle condizioni alle quali il Regno Unito lascerà la Ue. Se l'accesso a un mercato unico verrà preservato (seguendo dunque il modello norvegese) il Pil britannico al 2016 sarà più basso dell'1,5% rispetto al dato calcolato immaginando la permanenza del Paese d'Oltremanica nella Ue.

Se invece l'accesso del Regno Unito alle altre 27 economie Ue dovesse essere soggetto a tariffe in linea con le regole dell'Organizzazione Mondiale del commercio, allora la Brexit potrebbe costare il 4,5% del Pil da qui al 2019. Lagarde spiega che il Fondo non ha calcolato l'impatto di uno scenario in cui l'incertezza post Brexit continua per un anno o più anche se riconosce che la crisi politica innescata dal referendum potrebbe rendere probabile quello stesso scenario: "Abbiamo una stima e uno scenario legati a una incertezza prolungata, a una totale assenza di chiarezza, a un mancato ricorso all'articolo 50 (che regola l'uscita dei Paesi membri dalla Ue, ndr), a un limbo che dura molto? No. Non lo abbiamo. Dubitiamo che sarebbe politicamente e geopoliticamente sostenibile".