Economia

Banche, Merkel: "Problemi saranno risolti". Ecofin, sanzioni per Spagna e Portogallo

La riunione dei ministri delle Finanze europei ha aperto la procedura per comminare sanzioni ai due Paesi membri per aver non aver centrato la riduzione del rapporto deficit /Pil negli anni 2014 e 2015. Le sanzioni potranno essere evitate a fronte di ulteriori impegni. Padoan sulle banche italiane: "Rischi grossi? Infondato". Schaeuble: "Margini di intervento"

3 minuti di lettura
MILANO - Per la prima volta l'Ecofin ha avviato la procedura di sanzioni a carico di Portogallo e Spagna per mancato rispetto degli obiettivi di riduzione del deficit negli anni 2014 e 2015. Nel documento adottato, i ministri finanziari indicano che i due paesi "non hanno preso le misure necessarie" per correggere i deficit portandoli sotto il 3% del Pil. La decisione dei ministri "fa scattare le sanzioni sulla  base della procedura per deficit eccessivo", è scritto nel comunicato finale. Da oggi la commissione ha venti giorni di tempo per raccomandare ulteriori decisioni Ecofin per imporre sanzioni. Tuttavia, l'orientamento generale è che a fronte di impegni precisi dei due paesi per correggere il deficit, la multa, che può arrivare allo 0,2% del Pil, possa essere pari a zero. "Sono sicuro che avremo un risultato intelligente", ha indicato il presidente di turno Ecofin Peter Kazimir.

Portogallo e Spagna possono inviare entro dieci giorni alla commissione e all'Ecofin una "richiesta argomentata" per una riduzione della multa. Il miglioramento cumulato del deficit strutturale portoghese è stato nel periodo 2013-2015 notevolmente inferiore al 2,5% raccomandato dall'Ecofin: 1,1% e se aggiustato con la revisione della crescita potenziale e le entrate inattese o mai realizzate non si è neppure manifestato. Quanto alla Spagna, nel 2014 il deficit/Pil era al 5,9% e nel 2015 al 5,1%, sopra gli obiettivi fissati dall'Ecofin. Nel 2015, segnala l'Ecofin, l'impatto più forte è derivato da "un rilassamento della politica di bilancio". La correzione cumulata nel periodo 2013-2015 è stata pari allo 0,6% del Pil a fronte di 2,7% raccomandato.

La Spagna, dal canto suo, conta di riuscire ad evitare le sanzioni. Il Ministro delle finanze spagnolo Luis de Guindos è "sempre più convinto" di farcela: "Importante è non mischiare due procedimenti: uno fa riferimento all'anno 2015 e poi ce n'è un altro, che logicamente inizierà quando arriverà a soluzione il procedimento sanzionatorio, nel quale non ritengo ci saranno sanzioni, ma si fisserà un nuovo percorso per la Spagna, perché quello di prima non è più valido". De Guindos ha indicato che nei prossimi giorni presenterà a Bruxelles una relazione sul 2015 "la commissione farà un'analisi su quale deve essere il percorso, che siamo convinti sarà fondamentalmente un anno extra per ridurre il deficit".

Gli istituti italiani. Sullo sfondo della riunione dei ministri finanziari, anche se non ufficialmente in agenda, il tema del rafforzamento delle banche italiane oberate di sofferenze, con la trattativa tra Roma e Bruxelles per arrivare a un quadro d'intervento che eviti il cappio degli aiuti di Stato o del bail-in. Parlando degli istituti di casa nostra, il ministro Pier Carlo Padoan è tornato a tranquillizzare: "Il sistema bancario rimane solido" anche se ha sofferto di alcuni anni di "recessione profonda. Il fatto che qualcuno dica che il rischio generato dal sistema bancario italiano sia così elevato è una dichiarazione completamente infondata", ha aggiunto confermando infine la priorità del governo: "Ogni azione da parte dell'esecutivo sarà dettata dal principio di proteggere i risparmiatori". Al ministro dell'Economia ceco, Andrej Babis, che ha parlato di problema italiano peggiore di Brexit, Padoan ha risposto indirettamente: "Fuori luogo".

Anche Angela Merkel ha usato parole dolci: per la Cancelliera, l'emergenza sofferenze che scuote le banche italiane verrà risolta "bene" e non porterà a una nuova crisi europea. Merkel ha aggiunto che sono in corso "intense discussioni" tra il governo italiano e la Commissione Europea. Una fonte comunitaria racconta però all'agenzia France Presse di una Berlino meno fiduciosa. "I tedeschi sono in ansia per l'Italia", ha dichiarato la fonte, in quanto si tratta di "un problema di dimensioni tali che tutta l'Europa sarebbe esposta". Altre aperture sono però arrivate dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble: secondo la Bloomberg, ha rimarcato che la direttiva bancaria europea Brrd "consente misure preventive in certe condizioni per le banche solvibili", ma "quando questa clausola della Brrd è usata" e la Commissione determina che c'è un rischio sistemico per il settore bancario "rimane comunque la questione degli aiuti di Stato".

Prima ancora, era stato il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ad aprire: secondo lui una soluzione al problema delle banche italiana sarà trovata "ben prima che parta il referendum in Italia". Ha anche espresso "piena fiducia che il governo italiano troverà il modo di risolvere i problemi di alcune banche, all'interno delle regole che abbiamo", riconoscendo che gli italiani "stanno lavorando a stretto contatto con la Commissione Europea e con i supervisori per trovarla".

Guerra all'evasione. Tornando ai temi propri della riunione di oggi, l'Ecofin ha anche adottato nuove regole per impedire pratiche abusive da parte delle grandi imprese per ridurre le imposte. Si tratta delle norme che rafforzano il contrasto dell'evasione e dell'erosione fiscale su scala europea sulla base delle raccomandazioni Ocse sostenute dal G20. La direttiva interviene nelle situazioni in cui le imprese, in maggioranza multinazionali, approfittano delle disparità normative tra i sistemi fiscali nazionali per ridurre il livello delle imposte. Riguarda tutti i contribuenti soggetti alla tassazione del reddito di impresa, incluse le filiali di società stabilite in paesi terzi.

Basilea 3 non produrrà una valanga di aumenti di capitale delle banche. "Il pacchetto di riforma per affinare gli elementi del quadro regolamentare di Basilea 3 non è atteso produrre un aumento significativo dei requisiti complessivi di capitale per il settore bancario, perciò non produrrà differenze significative tra specifiche aree globali". E' questa la conclusione dell'Ecofin, definita al termine della discussione tra i ministri. E' stato ribadito il sostegno al lavoro del comitato di Basilea per affinare gli elementi di Basilea 3 entro fine anno allo scopo di "assicurare certezza della regolazione, coerenza ed efficacia preservando la sensitività al rischio della normativa bancaria". I ministri europei però sottolineano l'importanza che il comitato di Basilea "valuti attentamente il disegno e la calibrazione del pacchetto di riforma sulla base di un'analisi quantitativa complessiva e trasparente, tenendo conto nella calibratura globale anche la distribuzione del suo impatto sui diversi modelli di banca e fra le diverse giurisdizioni".