Economia

Petrolio, l'aumento della domanda spinge i prezzi

Vola la produzione dell'Arabia Saudita: ai Paesi Opec la quota di mercato più ampia dagli anni '70. Il Venezuela crolla ai minimi da 13 anni, in calo anche gli Stati Uniti, mentre la richiesta globale salirà a fine anno di 1,3 milioni di barili al giorno

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MILANO - Il rally del petrolio è solo all'inizio. La crescita della domanda favorirà l'aumento dei prezzi del greggio anche se gli alti stock continueranno a esercitare una pressione al ribasso. Anche perché nel frattempo la produzione è tornata a crescere a ritmi elevati. Sono queste le previsioni dell'Aie, l'Agenzia internazionale dell'energia, nel rapporto di luglio per il mercato nel 2016. La domanda globale aumenterà di 1,4 milioni di barili al giorno a 96,1 milioni di barili, in rialzo rispetto alla stima di +1,3 milioni di barili del mese scorso.

L'Aie prevede, quidni, un "ritorno in equilibrio" dei prezzi, anche se avverte che "gli alti stock rappresentano una minaccia alla recente stabilizzazione dei prezzi". Solo un mese fa, però, la stessa agenzia aveva definito improbabili aumenti delle quotazioni proprio per l'alto livello delle scorte di magazzino. A giugno, invece, l'Aie registra un picco di 52 dollari al barile, che poi si è normalizzato a 45-50 dollari. Nel rapporto di luglio è inoltre previsto un miglioramento delle eccedenze di rifornimenti sui mercati nel 2016 e nel 2017, grazie al calo della produzione dei paesi non Opec e in particolare gli Usa.

Proprio a giugno, infatti, la forte crescita della produzione di greggio in Medio Oriente ha riportato l'Opec ad avere la quota di mercato globale più alta dalla fine degli anni '70. Contestualmente, il Venezuela è calato ai minimi da 13 anni. L'Aie sottolinea, inoltre, come la produzione in Arabia Saudita abbia sfiorato valori record contribuendo a portare la produzione dell'area mediorientale a superare i 31 milioni di barili al giorno per il terzo mese di fila. In dettaglio, la produzione dei Paesi Opec è aumentata di 400.000 barili a quota 33,21 milioni, il livello più alto negli ultimi otto anni, anche per l'apporto dell'Iran che continua la ripresa dell'export dopo la fine delle sanzioni e del Gabon tornato a far parte del Cartello.

Negli Usa la produzione è diminuita di 140.000 barili al giorno a quota 12,45 milioni e in Venezuela si è registrato un ribasso di 240.000 barili a 2,18 milioni, il livello più basso dal febbraio del 2003. L'Aie ha rialzato leggermente le stime sulla domanda globale per quest'anno di 100.000 barili al giorno e per il 2017 si attende un aumento dell'1,3% a 97,4 milioni di barili al giorno. L'Agenzia avverte che se i livelli di scorte e domanda sono stati sostanzialmente in equilibrio nel secondo trimestre, la crescita delle riserve "rimane un peso per i prezzi petroliferi".