Borse deboli in Europa. Le azioni globali sono già ai massimi dell'anno
Raffaele Ricciardi
La compagnia Line celebra il debutto alla Borsa di New York (ap)
I listini del Vecchio continente chiudono deboli: Milano perde lo 0,29%. L'Asia lancia segnali incoraggianti: L'economia cinese si è stabilizzata e ha battuto le attese nel secondo trimestre. Continua il rally di Tokyo, gli operatori si affidano ai nuovi stimoli di politici e governatori
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MILANO - Nell'Europa che ripiomba nell'incubo terrorismo, a seguito del nuovo attentato in Francia, i mercati finanziari trattano deboli dopo i guadagni della vigilia, mentre nel resto del mondo è proseguito il recupero azionario che ha azzerato l'effetto della Brexit e riportato i listini a nuovi massimi. Milano si conferma debole alla chiusura e il Ftse Mib lima lo 0,29%. In ordine sparso le altre Borse europee: Francoforte chiude invariata (-0,01%), Londra sale dello 0,22% e Parigi retrocede dello 0,3%. Wall Street incassa le buone trimestrali di Citigroup e Wells Fargo, ma dopo un avvio positivo si stabilizza: alla chiusura dei mercat europei, l'indice Dow Jones e lo S&P500 sono poco sopra la parità mentre il Nasdaq cede lo 0,1%.
In Asia, la Borsa di Tokyo non vedeva una settimana così positiva dal 2009: gli investitori sono corsi agli acquisti in attesa dei nuovi stimoli a pioggia da parte della Banca centrale giapponese e delle politiche espansive del governo, uscito rafforzato dall'ultima tornata elettorale. A livello globale, le azioni hanno guadagnato oltre 4mila miliardi di dollari dallo scorso 27 giugno, anche in scia alle buone performance dell'economia americana e affidandosi alla manifesta volontà di politici e governatori di fare di tutto per evitare contraccolpi dal referendum britannico. A ciò si aggiunge una stagione delle trimestrali Usa partita bene, che diffonde ulteriore ottimismo sui mercati. Nel grafico di Bloomberg viene tracciato il valore delle azioni globali: siamo arrivati ai massimi dell'anno
A Piazza Affari, intanto, continuano a tenere banco le vicende che hanno caratterizzato le ultime giornate di contrattazioni. Il comparto del credito resta sulla ribalta in attesa della soluzione di sistema per il Monte dei Paschi e, più generalmente, per lo smaltimento delle sofferenze bancarie; anche ieri si sono registrate importanti aperture da Margrethe Vestager e altri all'idea di rafforzare le banche senza far scattare integralmente il bail-in di obbligazionisti subordinati e altri risparmiatori. Si conclude oggi, inoltre, la battaglia per il controllo di Rcs Mediagroup: è infatti l'ultimo giorno per aderire all'Opas di Urbano Cairo e all'Opa di International media holding guidata da Andrea Bonomi.
In Italia, via Nazionale segnala il nuovo aumento del debito pubblico a maggio, record a 2.241 miliardi; mentre l'Istat certifica la prolungata debolezza dell'export tricolore, ma nonostante ciò migliora il saldo commerciale di maggio. A livello di Eurozona c'è una leggera ripresa dei prezzi: secondo il dato diffuso oggi da Eurostat, infatti, l'inflazione annua calcolata in giugno ha registrato un aumento dello 0,1% contro il -0,1% del mese precedente. In Ue a 28 paei, invece, il dato è invariato ma in maggio era pari a -0,1%. Il settore delle automobili registra una leggera frenata delle vendite, ma Fca continua a procedere con il vento in poppa. Bene anche negli Usa il dato sulla produzione industriale, in crescita più delle previsioni dello 0,6% a giugno. Scema invece la fiducia, complice il referendum britannico: l'indice dell'Università del Michigan scivola a 89,5 punti a metà luglio, sotto le stime. Migliore delle previsioni, infine, il +0,2% delle scorte di magazzino delle aziende a maggio.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi resta stabile in area 125 punti base, con il decennale italiano che rende l'1,25% sul mercato secondario. L'euro chiude in calo a 1,1071 dollari e guadagna qualche punto sullo yen a quota 117,56. I positivi dati macroeconomici giunti dagli Usa rendono più probabile che la Fed valuti una stretta. Il biglietto verde avanza inoltre a 105,91 yen.
In mattinata, come accennato, sono giunte indicazioni positive dall'Asia. Il Pil della Cina è cresciuto nel secondo trimestre del 6,7% su base annua e, pur attestandosi al ritmo più basso degli ultimi 7 anni, ha confermato i valori dei primi tre mesi del 2016: segnali di stabilizzazione nel processo di "atterraggio" dell'economia e nel tentativo di sviluppare i consumi interni. Su base congiunturale il rialzo è stato dell'1,8%, contro l'1,1% precedente: i dati, diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica, battono le attese degli ananlisti pari, rispettivamente a +6,6% e +1,2-1,6%.
Chiusura di settimana in rialzo per la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che sale a 16.497,85 punti a +0,68%. Dopo la Borsa americana, dove ha guadagnato il 27%, il sistema giapponese di messaggistica Line ha debuttato anche sulla Piazza asiatica facendo segnare un altro netto rialzo.
Per le materie prime, quando terminano gli scambi in Europa il prezzo del petrolio Wti segna un rialzo di mezzo punto percentuale circa, portandosi a un passo da 46 dollari al barile. Anche il Brent aggiunge lo 0,5% e quota 47,6 dollari. Debole invece l'oro spot, che retrocede dello 0,6% a 1.327 dollari l'oncia.