Economia

Brexit e crescita fanno paura ma i mercati vanno ai massimi. Deboli Mps e Tenaris

Milano chiude a +0,5%. La buona stagione delle trimestrali e l'attesa per un supplemento di politiche accomodanti delle Banche centrali hanno però spinto le quotazioni: +4.500 miliardi di dollari di valore globale dallo shock della Brexit. Cade la fiducia Ue, lira turca sotto pressione

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MILANO - Da una parte i timori per il rallentamento dell'economia globale, alimentati dal referendum sulla Brexit in prima battuta - che ha portato anche il Fmi a tagliare le stime di crescita - e dall'evoluzione politica in Turchia. Dall'altra parte le trimestrali delle aziende che stanno nel complesso andando meglio delle attese, con i mercati che ne prendono atto e, sperando in un supplemento di politiche monetarie espansive da parte delle Banche centrali, trattano ai livelli massimi (tornando a preoccupare qualcuno per questi eccessi di euforia non giustificata). La corsa delle azioni globali, nelle tre settimane dopo lo shock del referendum britannico, ha permesso ai listini di aggiungere oltre 4.500 miliardi di dollari con le valutazioni ai massimi da undici mesi. Anche per questa ragione, dicono nelle sale operative, le ultime sedute sono state caratterizzate da qualche presa di profitto, mentre è scesa la volatilità in attesa di trovare nuovi spunti per rispingere in alto le quotazioni.

In Europa la situazione è meno effervescente, complici i timori sulla tenuta delle banche e la consapevolezza che Brexit presenterà il suo conto maggiore proprio qui. Oggi i listini del Vecchio continente chiudono in rialzo: Milano segna +0,54% con le banche contrastate. Non va bene il titolo Mps che dopo una rapida salita col segno più è stato in un primo tempo sospeso dopo essere scivolato in basso di oltre il 3%. E Tenaris indossa la maglia nera sull'indice Ftse Mib di Piazza Affari, in scia alla bocciatura arrivata questa mattina da Goldman Sachs. Recupera Fca, anche grazie a Volkswagen con conti migliori del previsto. Gli analisti del colosso bancario statunitense hanno tagliato il giudizio a "neutral" dal precedente "buy". Francoforte aggiunge l'1,61%, Londra segna il +0,47% finale e Parigi sale dell'1,15%. Tratta in rialzo Wall Street, che punta a nuovi record: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones è in progresso dello 0,2% e il Nasdaq sale al +1,1%.

L'epurazione che Erdogan sta conducendo in Turchia ha rigettato ombre sul futuro politico ed economico del Paese. Dopo un rimbalzo nella giornata di lunedì, la lira è tornata a perdere terreno in area 3,06 contro il dollaro e sfiorando i minimi di sempre toccati nello scorso settembre prima di risalire leggermente. Da quando, venerdì sera, è scoppiato il tentativo di golpe poi fallito la divisa turca ha perso il 5%: la Banca centrale ha intanto tagliato il tasso di riferimento sui prestiti overnight, mentre S&P ha tagliato il rating di Ankara al livello BB (e Moody's ne ha minacciato il declassamento). Euro in flessione sotto quota 1,10 sul dollaro. Lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude a 125 punti base e il rendimento è a 1,23%.
L'andamento della lira turca sul dollaro: la valuta si è portata vicina ai minimi di sempre dopo il colpo di Stato e la reazione feroce di Erdogan. Ne servono più di 3 per acquistare 1 biglietto verde 
L'agenda macro incassa la stima flash sulla fiducia dei consumatori nell'economia elaborato dalla Commissione europea, che indica una caduta di 0,7 punti a quota -7,9 punti per la zona euro e una caduta molto marcata di 1,8 punti a quota -7,6 per l'Unione europea. Si tratta della prima stima dopo il referendum britannico a favore di Brexit. In Germania, i prezzi alla produzione a giugno ha fatto segnare un incremento dello 0,4% su mese e un calo del 2,2% su anno. Da segnalare anche il tasso di occupazione e le retribuzioni in Gran Bretagna. L'attenzione si sposterà domani verso la Bce di Mario Draghi, che non è attesa a cambi di politica monetaria; si guarda però alla conferenza stampa del governatore e alle indicazioni che vorrà dare per smorzare i timori derivanti dall'instabilità legata alla scelta del Regno Unito. Secondo Aberdeen, "è improbabile che" l'incertezza post-Brexit "spinga già la Bce ad una mossa aggressiva. È più facile che questo si verifichi durante il meeting di settembre, quando Draghi avrà visibilità su un eventuale indebolimento dei dati economici".

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso debole dopo aver aggiornato i massimi da sei settimane: a pesare le prese di profitto e le indicazioni in chiaro scuro dalla nuova stagione delle trimestrali. L'indice Nikkei ha fatto segnare un ribasso  dello 0,28%, in calo di 47 punti a quota 16.675.80. Le azioni della Nintendo sono crollate del 16% dopo la segnalazione che il lancio della popolare app Pokemon Go potrebbe essere posticipata sul mercato giapponese. Il titolo ieri aveva raddoppiato la sua capitalizzazione di mercato dal rilascio della app in altri paesi, il 6 luglio. Positiva Hong Kong (+0,75%), contrastati gli indici cinesi (Shanghai -0,31% e Shenzhen +0,11%).

Il petrolio si conferma in ribasso, scivolando al minimo in due mesi e al di sotto dei 45 dollari al barile, dopo il dato pubblicato dal dipartimento all'energia americano. Le scorte settimanali di greggio si sono attestate in ribasso a -2,342 milioni di barili, mentre le stime erano per un calo di 1,7 milioni e il dato è stato in linea con quanto anticipato dall'american petroleum institute. A pesare sui prezzi è il rialzo a sorpresa degli stock di benzina (+911.000 Barili, contro le stime per -100.000). Oro in flessione: quando terminano gli scambi in Europa il metallo con consegna immediata scivola di 1 punto percentuale a 1.318 dollari l'oncia.