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Le Borse poco mosse dopo i massimi. Contraccolpo Brexit sui Pmi della Gran Bretagna

Le valutazioni delle azioni globali sono al top da un anno: ogni contraccolpo che si incontra sulla strada dei rialzi viene amplificato. Mps stringe sulle sofferenze, ormai manca solo una settimana alla pubblicazione degli stress test. Indici Pmi su manifatturiero e servizi deboli in Europa, tracollo in Gran Bretagna: scende la sterlina
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MILANO - Le Borse europee chiudono incerte nell'ultima seduta di settimana, caratterizzata da un avvio debole in scia alla correzione delle azioni asiatiche, che hanno lasciato (ma non di molto) i massimi da otto mesi. I listini del Vecchio continente chiudono poco mossi: Milano segna un calo dello 0,16%. Contrastate le altre: Francoforte scende dello 0,09%, Londra sale dello 0,46% e Parigi strappa il +0,11%. Debole anche Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones è fermo poco sotto la parità e il Nasdaq gira in rialzo dello 0,15%; a fine giornata chiude in rialzo con l'indice S&P 500 che guadagna lo 0,45%, il Dow Jones sale dello 0,28% a 18.569,90 punti e il Nasdaq segna un +0,52%.

I mercati azionari vengono da una striscia positiva che ha permesso loro di guadagnare 4.500 miliardi di dollari in tre settimane, sulla speculazione che da Asia e Europea arriveranno nuovi stimoli a supporto della crescita e dell'inflazione, mentre negl…
MILANO - Le Borse europee chiudono incerte nell'ultima seduta di settimana, caratterizzata da un avvio debole in scia alla correzione delle azioni asiatiche, che hanno lasciato (ma non di molto) i massimi da otto mesi. I listini del Vecchio continente chiudono poco mossi: Milano segna un calo dello 0,16%. Contrastate le altre: Francoforte scende dello 0,09%, Londra sale dello 0,46% e Parigi strappa il +0,11%. Debole anche Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones è fermo poco sotto la parità e il Nasdaq gira in rialzo dello 0,15%; a fine giornata chiude in rialzo con l'indice S&P 500 che guadagna lo 0,45%, il Dow Jones sale dello 0,28% a 18.569,90 punti e il Nasdaq segna un +0,52%.

I mercati azionari vengono da una striscia positiva che ha permesso loro di guadagnare 4.500 miliardi di dollari in tre settimane, sulla speculazione che da Asia e Europea arriveranno nuovi stimoli a supporto della crescita e dell'inflazione, mentre negli Usa le trimestrali sono state fin qui positive. Gli acquisti, dettaglia Bloomberg, hanno spinto le valutazioni ai massimi da un anno, con possibili contraccolpi sempre dietro l'angolo viste le innumerevoli ragioni di tensione geopolitica e finanziaria che sono presenti sullo scacchiere internazionale. Nell'ultima seduta, sono state le parole del governatore giapponese Kuroda alla Bbc a smorzare gli entusiasmi: ha stoppato ogni "helicopter money" della sua BoJ, ovvero misure ultra-espansive che la porterebbero a finanziare direttamente la spesa pubblica.In Italia, l'oggetto osservato speciale restano le banche, oggi deboli a Piazza Affari. Ieri il governatore Mario Draghi ha sottolineato la possibilità di rafforzarle nella cornice delle norme del bail-in, ma con l'intervento pubblico, cercando di mediare tra la posizione dell'Italia e quella della Commissione Ue. Il Monte dei Paschi sta stringendo per liberarsi di un pacchetto da una decina di miliardi di sofferenze in tempo utile per anticipare i risultati degli stress test Eba del prossimo 29 luglio, che pur non essendo prescrittivi di aumenti di capitale potrebbero deflagrare sui mercati in modo pericoloso. Ma gli analisti guardano con un po' di preoccupazione anche a quel che potrebbe emergere sugli istituti di Germania, Austria e del Nord Europa. A Piazza Affari continua l'attenzione su Rcs: le banche hanno rinunciato a chiedere il rimborso del debito dopo il cambio di controllo che si perfeziona oggi. La Consob, intanto, ha valutato l'esposto dei soci storici non rilevando ragioni per bloccare l'offerta di Urbano Cairo.

La giornata macroeconomica segnala i dati Istat sul calo di fatturato e ordinativi dell'industria a maggio, mentre le vendite al dettaglio recuperano terreno tra aprile e maggio. Gli indici Pmi di Markit, che anticipano l'andamento del manifatturiero e dei servizi (sopra 50 punti indicano un'espansione economica) segnalano un calo del manifatturiero tedesco, che si mantiene comunque a 53,7 punti, mentre il settore dei servizi sale a 54,6 punti. Il manifatturiero dell'Eurozona di luglio rallenta secondo la stima preliminare a 51,9, al di sotto delle attese degli analisti (52,1). A giugno l'indice era risultato pari a 52,8. In lieve calo anche i servizi, a 52,7 punti dai 52,8 precedenti, ma sopra il consensus. Netto l'effetto Brexit sul dato della Gran Bretagna, con il Pmi manifatturiero che crolla a luglio al livello minimo da oltre 3 anni (41 mesi): viene indicato a 49,1 da 52,1 di giugno, minimo da 41 mesi. Male anche l'indice pmi servizi che torna sui livelli del 2009 a 47,4 (minimo da 88 mesi). La sterlina è calata sotto 1,32 dollari nella mattinata dopo la diffusione degli indici Pmi. Sul referendum britannico hanno ragionato anche i previsori della Bce, che hanno di conseguenza tagliato le stime di crescita per 2017 e 2018. Da segnalare infine i dati Eurostat don il deficit/Pil del primo trimestre che cala all'1,6% nell'Eurozona e il debito che sale al 91,7% del prodotto.

Pmi in arrivo anche dagli Usa, dove il manifatturiero ha accelerato in luglio con l'indicatore a 52,9 punti, in rialzo dai 51,4 della lettura flash di giugno e dai 51,3 punti di quella finale del mese scorso. In Giappone, invece, il Pmi manifatturiero flash è peggiorato a 49 punti a luglio. Seduta negativa, come accennato, alla Borsa di Tokyo con una flessione dell'1,09% a 16.627 punti. Ultima giornata di settimana in calo anche per la Borsa di Shanghai con l'indice Composite che scende a 3.012,82 punti a -0,86%. Male anche Shenzhen dove l'indice Component scende a 10.709,07 punti a -0,72%.

L'euro chiude in calo a 1,0970 dollari e 116,07 yen in seguito alla deludente lettura degli indici Pmi di Markit sull'economia dell'Eurozona, che, secondo gli investitori, aumenta le probabilità di un nuovo round di stimoli monetari. Il biglietto verde avanza inoltre a 106,86 yen. Andamento stabile per lo spread tra il Btp a 10 anni e il Bund tedesco. Il differenziale si attesta a 126 punti con il rendimento del titolo italiano all'1,24% mentre torna negativo quello sul Bund.

Quotazioni in calo per l'oro. Il metallo, bene rifugio per eccellenza, perde mezzo punto percentuale alla chiusura degli scambi europei scendendo a 1.322 dollari l'oncia. Segno meno anche per il petrolio Wti, scambiato a 44,3 dollari al barile.