MILANO - Quali prospettive offre l'Italia ai suoi bambini? La pagella al benessere dei giovani colloca il Belpaese nella prima colonna della classifica del G20 e indica le classiche luci e ombre sulle quali lavorare. L'indice arriva da Save The Children, grande organizzazione indipendente che dagli inizi del secolo scorso difende i diritti dei più piccoli operando in 120 Paesi. In occasione del G20 finanziario cinese, Save The Children ha aggiornato il suo rapporto "Economic Playground" chiedendo ai leader economici di prendere tre impegni per offrire garanzie minime a tutti i bambini: "Una finanza equa che permetta a tutti di accedere ai servizi di base; l'eliminazione delle discriminazioni economiche e sociali; meccanismi di trasparenza su come gli Stati impiegano fondi e aiuti in favore dei bambini più vulnerabili".
Il report rilette su otto dimensioni: salute (aspettativa di vita, mortalità e obesità infantile), educazione, redditi, sicurezza, occupazione, uguaglianza di genere, infrastrutture (acqua e servizi urbani, rete elettrica), ambiente (emissioni di Co2 tra le altre cose). La pagella complessiva del benessere degli infanti vede l'Italia confermare l'ottavo posto del 2014 tra i diciannove Paesi più avanzati, quelli che valgono da soli l'85% dell'economia globale, considerando che la ventesima casella è occupata dall'Unione europea. La Germania rappresenta il miglior Paese in cui crescere, grazie al primo posto registrato in tre campi osservati (genere, occupazione e reddito) e il secondo posto in altri tre (educazione, ambiente e sicurezza). Seguono Francia e Giappone, mentre il Regno Unito si attesta in sesta posizione. L'India è il fanalino di coda, preceduta da Sudafrica e Brasile.
I tasti dolenti per la Penisola riguardano l'educazione, l'obesità infantile, il basso reddito pro capite e la disoccupazione giovanile. La prima voce è ovviamente fondamentale nello sviluppo dei giovani, ma il trampolino di lancio verso la formazione personale e professionale - strumento primario per esprimere al meglio le proprie potenzialità - rischia di essere scarico, in Italia. Il Belpaese è infatti undicesimo nella classifica della voce scuola, e paga un ritardo sia per il numero di anni che gli studenti trascorrono a scuola (undicesima posizione, sotto la media dei Paesi ad "alto reddito" secondo la Banca Mondiale: poco più di 10 anni contro gli oltre 13 di Regno Unito e Germania), che per la qualità dell'insegnamento misurata dagli standard Ocse.
A destare le maggiori preoccupazioni, dice Save The Children, sono però i dati sulla disoccupazione giovanile: prendendo i numeri della Banca Mondiale, per un raffronto omogeneo tra Paesi, l'Organizzazione si dice "preoccupata" perché il livello del nostro Paese (44,1%, anche se secondo le ultime statistiche Istat relative a maggio siamo scesi al 36,9%, ndr) è inferiore solo a quello del Sudafrica e dell'India. Alla voce delle criticità si iscrive anche, nel campo della salute, il numero dei ragazzi tra 0 e 19 anni obesi o in sovrappeso, che nel nostro Paese rappresentano il 26,9% del totale, mentre in Francia e Germnaia si fermano al 18,1 e al 20,1%. La percentuale più alta di bambini obesi o in sovrappeso nei Paesi del G20 si ha invece in Arabia Saudita (30%), seguita da Stati Uniti (29,5%), Messico (29,1%) e Regno Unito (27,5%).
Scuola, dunque, e lavoro tra i punti critici del Belpaese. Forse tra Buona Scuola, Sia (appena lanciata) e Jobs Act, era lecito attendersi qualche risultato in più nel Belpaese? "In Italia la crisi economica ha colpito soprattutto i bambini, con una crescita esponenziale dal 2008 ad oggi della povertà minorile: oggi più di un milione 300mila minori in condizioni di povertà assoluta. Questo, naturalmente ha un forte impatto su tutte le dimensioni di vita dei più piccoli, dalla salute (con la cattiva alimentazione e l'obesità) alla educazione", dice Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children Italia. "Nella ultima legge di Stabilità si è finalmente riconosciuta, per la prima volta, l'esistenza di questo problema e sono stati varati alcuni provvedimenti importanti, come il Sostegno all'Inclusione Attiva ed anche un fondo di contrasto alla povertà educativa. Ora monitoriamo se e come si passerà rapidamente ai fatti, un passaggio tutt'altro che semplice, anche per la riforma della scuola. Speriamo di esserci lasciati finalmente alle spalle la stagione degli interventi 'spot', ma in ogni caso è troppo presto per valutare l'impatto di queste misure che dovrebbero rappresentare, a nostro avviso, solo il primo passo per il riavvio di una politica per l'infanzia e l'adolescenza nel nostro paese, mancata troppo a lungo, e resa indispensabile dalla realtà che vediamo ogni giorno, nelle aree più difficili e a rischio. Un ulteriore passo da fare subito, in questa direzione, è l'immediata approvazione da parte del Consiglio dei ministri del nuovo piano infanzia e adolescenza elaborato da mesi e in attesa di approvazione".
In ogni caso bisogna sottolineare che la pagella dell'Italia non va in archivio solo con performance negative. Gli aspetti migliori si rintracciano nell'uguaglianza di genere: la bassa mortalità materna e la presenza di molte parlamentari, insieme al piccolo divario tra maschi e femmine nell'accesso a scuola secondaria e lavoro, ci permettono di tallonare la capofila Germania. Voti sopra la media anche per le basse emissioni di CO2 (anche se la qualità complessiva dell'aria non è delle migliori), per l'alto livello di sicurezza e l'accesso all'acqua.
Sollevando lo sguardo fuori dai nostri confini, il report mette a nudo le distorsioni che rimangono anche nei Paesi che riportano i risultati più positivi, che restano vittime di pesanti disparità al loro interno. Save The Children non manca di ricordare che "nel mondo, tre quarti dei bambini sotto i cinque anni che muoiono per cause facilmente prevenibili si trovano in Africa e Asia meridionale, eppure la mortalità infantile colpisce anche i Paesi più sviluppati, specialmente nelle aree rurali e nelle zone segnate dalla povertà. India, Sudafrica, Indonesia, Brasile e Arabia Saudita sono i Paesi del G20 con il più alto tasso di mortalità infantile (47,7 in India), mentre l'Italia fa registrare il terzo livello più basso (3,5)". Il raffronto rispetto al report prodotto dall'Organizzazione nel 2014 permette di mappare quali sono i contesti che hanno registrato progressi e quali hanno peggiorato il loro posizionamento. Nella prima pattuglia rientra di gran carriera il Canada, che è salito dal sesto al quarto posto generale. Miglira la pagella anche per Giappone, Indonesia, Messico e Regno Unito, mentre peggiora il quadro per Australia, Brasile, Corea e Arabia Saudita.
Il report rilette su otto dimensioni: salute (aspettativa di vita, mortalità e obesità infantile), educazione, redditi, sicurezza, occupazione, uguaglianza di genere, infrastrutture (acqua e servizi urbani, rete elettrica), ambiente (emissioni di Co2 tra le altre cose). La pagella complessiva del benessere degli infanti vede l'Italia confermare l'ottavo posto del 2014 tra i diciannove Paesi più avanzati, quelli che valgono da soli l'85% dell'economia globale, considerando che la ventesima casella è occupata dall'Unione europea. La Germania rappresenta il miglior Paese in cui crescere, grazie al primo posto registrato in tre campi osservati (genere, occupazione e reddito) e il secondo posto in altri tre (educazione, ambiente e sicurezza). Seguono Francia e Giappone, mentre il Regno Unito si attesta in sesta posizione. L'India è il fanalino di coda, preceduta da Sudafrica e Brasile.
I tasti dolenti per la Penisola riguardano l'educazione, l'obesità infantile, il basso reddito pro capite e la disoccupazione giovanile. La prima voce è ovviamente fondamentale nello sviluppo dei giovani, ma il trampolino di lancio verso la formazione personale e professionale - strumento primario per esprimere al meglio le proprie potenzialità - rischia di essere scarico, in Italia. Il Belpaese è infatti undicesimo nella classifica della voce scuola, e paga un ritardo sia per il numero di anni che gli studenti trascorrono a scuola (undicesima posizione, sotto la media dei Paesi ad "alto reddito" secondo la Banca Mondiale: poco più di 10 anni contro gli oltre 13 di Regno Unito e Germania), che per la qualità dell'insegnamento misurata dagli standard Ocse.
A destare le maggiori preoccupazioni, dice Save The Children, sono però i dati sulla disoccupazione giovanile: prendendo i numeri della Banca Mondiale, per un raffronto omogeneo tra Paesi, l'Organizzazione si dice "preoccupata" perché il livello del nostro Paese (44,1%, anche se secondo le ultime statistiche Istat relative a maggio siamo scesi al 36,9%, ndr) è inferiore solo a quello del Sudafrica e dell'India. Alla voce delle criticità si iscrive anche, nel campo della salute, il numero dei ragazzi tra 0 e 19 anni obesi o in sovrappeso, che nel nostro Paese rappresentano il 26,9% del totale, mentre in Francia e Germnaia si fermano al 18,1 e al 20,1%. La percentuale più alta di bambini obesi o in sovrappeso nei Paesi del G20 si ha invece in Arabia Saudita (30%), seguita da Stati Uniti (29,5%), Messico (29,1%) e Regno Unito (27,5%).
Scuola, dunque, e lavoro tra i punti critici del Belpaese. Forse tra Buona Scuola, Sia (appena lanciata) e Jobs Act, era lecito attendersi qualche risultato in più nel Belpaese? "In Italia la crisi economica ha colpito soprattutto i bambini, con una crescita esponenziale dal 2008 ad oggi della povertà minorile: oggi più di un milione 300mila minori in condizioni di povertà assoluta. Questo, naturalmente ha un forte impatto su tutte le dimensioni di vita dei più piccoli, dalla salute (con la cattiva alimentazione e l'obesità) alla educazione", dice Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children Italia. "Nella ultima legge di Stabilità si è finalmente riconosciuta, per la prima volta, l'esistenza di questo problema e sono stati varati alcuni provvedimenti importanti, come il Sostegno all'Inclusione Attiva ed anche un fondo di contrasto alla povertà educativa. Ora monitoriamo se e come si passerà rapidamente ai fatti, un passaggio tutt'altro che semplice, anche per la riforma della scuola. Speriamo di esserci lasciati finalmente alle spalle la stagione degli interventi 'spot', ma in ogni caso è troppo presto per valutare l'impatto di queste misure che dovrebbero rappresentare, a nostro avviso, solo il primo passo per il riavvio di una politica per l'infanzia e l'adolescenza nel nostro paese, mancata troppo a lungo, e resa indispensabile dalla realtà che vediamo ogni giorno, nelle aree più difficili e a rischio. Un ulteriore passo da fare subito, in questa direzione, è l'immediata approvazione da parte del Consiglio dei ministri del nuovo piano infanzia e adolescenza elaborato da mesi e in attesa di approvazione".
In ogni caso bisogna sottolineare che la pagella dell'Italia non va in archivio solo con performance negative. Gli aspetti migliori si rintracciano nell'uguaglianza di genere: la bassa mortalità materna e la presenza di molte parlamentari, insieme al piccolo divario tra maschi e femmine nell'accesso a scuola secondaria e lavoro, ci permettono di tallonare la capofila Germania. Voti sopra la media anche per le basse emissioni di CO2 (anche se la qualità complessiva dell'aria non è delle migliori), per l'alto livello di sicurezza e l'accesso all'acqua.
Sollevando lo sguardo fuori dai nostri confini, il report mette a nudo le distorsioni che rimangono anche nei Paesi che riportano i risultati più positivi, che restano vittime di pesanti disparità al loro interno. Save The Children non manca di ricordare che "nel mondo, tre quarti dei bambini sotto i cinque anni che muoiono per cause facilmente prevenibili si trovano in Africa e Asia meridionale, eppure la mortalità infantile colpisce anche i Paesi più sviluppati, specialmente nelle aree rurali e nelle zone segnate dalla povertà. India, Sudafrica, Indonesia, Brasile e Arabia Saudita sono i Paesi del G20 con il più alto tasso di mortalità infantile (47,7 in India), mentre l'Italia fa registrare il terzo livello più basso (3,5)". Il raffronto rispetto al report prodotto dall'Organizzazione nel 2014 permette di mappare quali sono i contesti che hanno registrato progressi e quali hanno peggiorato il loro posizionamento. Nella prima pattuglia rientra di gran carriera il Canada, che è salito dal sesto al quarto posto generale. Miglira la pagella anche per Giappone, Indonesia, Messico e Regno Unito, mentre peggiora il quadro per Australia, Brasile, Corea e Arabia Saudita.
| # | PAESE | Genere | Infrastrutture | Ambiente | Salute | Scuola | Sicurezza | Lavoro | Reddito |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Germania | 1 | 5 | 2 | 4 | 2 | 2 | 1 | 1 |
| 2 | Francia | 3 | 3 | 3 | 3 | 9 | 5 | 10 | 4 |
| 3 | Giappone | 7 | 4 | 11 | 1 | 6 | 3 | 2 | 8 |
| 4 | Australia | 4 | 6 | 13 | 5 | 4 | 4 | 5 | 3 |
| 5 | Canada | 6 | 2 | 16 | 6 | 1 | 7 | 4 | 2 |
| 6 | Uk | 8 | 1 | 4 | 8 | 5 | 1 | 6 | 7 |
| 7 | Corea del Sud | 5 | 10 | 19 | 2 | 3 | 9 | 3 | 6 |
| 8 | ITALIA | 2 | 8 | 7 | 7 | 11 | 6 | 17 | 9 |
| 9 | Usa | 11 | 7 | 15 | 12 | 7 | 10 | 7 | 5 |
| 10 | Turchia | 13 | 11 | 10 | 10 | 12 | 8 | 14 | 12 |
| 11 | Cina | 9 | 15 | 18 | 9 | 10 | 13 | 9 | 16 |
| 12 | Russia | 10 | 16 | 14 | 13 | 8 | 16 | 15 | 11 |
| 13 | Argentina | 15 | 13 | 8 | 14 | 13 | 11 | 12 | 14 |
| 14 | Messico | 14 | 12 | 6 | 16 | 15 | 17 | 8 | 17 |
| 15 | Arabia Saudita | 12 | 9 | 12 | 18 | 16 | 15 | 16 | 10 |
| 16 | Indonesia | 18 | 19 | 5 | 11 | 18 | 12 | 13 | 13 |
| 17 | Brasile | 17 | 14 | 1 | 15 | 17 | 18 | 11 | 18 |
| 18 | Sudafrica | 16 | 17 | 9 | 19 | 14 | 19 | 18 | 19 |
| 19 | India | 19 | 18 | 17 | 17 | 19 | 14 | 19 | 15 |