Economia

Le Borse Ue chiudono contrastate con Wall Street. Tiene la fiducia tedesca

Gli osservatori aspettano le riunioni di Federal Reserve e Banca del Giappone: da un lato sono tornati in agenda i possibili rialzi dei tassi, dall'altro si aspettano nuovi stimoli. L'indice Ifo cala dopo Brexit, ma meno delle attese. Poco mossa per Tokyo, i listini Usa ritracciano dopo i record

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MILANO - Il dollaro si conferma forte in avvio della settimana che conduce alle riunioni della Federal Reserve e della Banca del Giappone, con i mercati che si aspettano un giro di stimoli all'economia da Tokyo e che sono tornati a ritenere possibile una stretta ai tassi Usa già nel corso del 2016. I future che indicano le probabilità di cambio della politica monetaria da parte della Banca centrale Usa danno solo il 10% di possibilità a una mossa nella riunione che terminerà mercoledì 27 luglio; ma le chances per un rialzo a dicembre sono risalite al 45%, mentre dopo Brexit erano schiacciate al 12%.

I listini europei s'indeboliscono con l'andamento in ribasso di Wall Street, nel mezzo di un fase che tra alti e bassi ha riportato molti indici ai massimi dell'anno, altri ai picchi assoluti come accaduto negli Stati Uniti. Milano chiude in rosso dello 0,52%, Londra cede lo 0,3%. Vanno meglio Parigi, che chiude in rialzo dello 0,16%, e Francoforte che avanza dello 0,5%. La Borsa Usa torna a perdere, dopo una serie positiva durata quattro settimane: il Dow Jones cede lo 0,42%, il Nasdaq lo 0,05% e l'indice S&P500 lo 0,30%.

A sostenere le quotazioni c'è la tenuta della fiducia calcolata dall'Ifo per le imprese tedesche, che segna un calo a luglio a 108,3 punti contro i 108,7 di giugno. Il risultato è tuttavia migliore delle stime degli analisti che avevano previsto un calo più marcato a 107,5 punti (agenda). In Europa, inoltre, l'attenzione resta concentrata sul comparto bancario, con gli stress test dell'Eba in arrivo nella serata di venerdì. Prima della pubblicazione delle pagelle europee, il Monte dei Paschi, oggi venduto a Piazza Affari, è chiamato a dare una sistemazione definitiva a una decina di miliardi di euro di sofferenze, che dovrebbero essere cedute al di fuori della banca grazie all'intervento del fondo Atlante. In una seconda fase, dovrebbe partire l'aumento di capitale dell'istituto. Secondo Steve Hussey di AB-Alliance Bernstein "le banche italiane si trovano in una posizione difficile, con un settore indebolito da tassi di interesse bassi e crescita economica lenta, da una maggiore regolamentazione e da un attento esame politico. I problemi dell'Italia evidenziano la necessità di una maggiore armonizzazione in tutta Europa, una questione che avrebbe dovuto essere risolta già tempo addietro. In mancanza di intervento, “un'unione bancaria” sempre più stretta sarà ancora a rischio". Dagli Usa si registra la ripresa dell'indice manifatturiero relativo all'area di Dallas (Texas), passato a -1,3 punti, dai -18,3 punti del mese precedente e meglio dei -14 punti attesi.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è poco mosso in area 125 punti base, con il rendimento dei Btp decennali all'1,22% sul mercato secondario. L'euro chiude poco mosso a 1,0979 dollari e 116,30 yen in attesa delle indicazioni dalle Banche centrali.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso debole con l'indice Nikkei sceso a quota 16.620,29 punti, in calo dello 0,04%. Da segnalare il tracollo di Nintendo, che ha detto di aspettarsi impatti solo "limitati" sui conti dal successo di Pokemon Go. Il Giappone ha registrato intanto il primo surplus della bilancia commerciale dal disastro di Fukushima, nel marzo del 2011, in larga parte grazie alla flessione delle quotazioni del greggio. Secondo i dati del ministero delle Finanze, nel periodo da gennaio a giugno di quest'anno, l'avanzo si è assestato a 1.800 miliardi di yen (l'equivalente di 15,5 mld di euro), da un deficit di 1.700 miliardi di yen dello scorso anno.

Prosegue la tendenza al ribasso del prezzo del petrolio: l'abbondanza dell'offerta, come segnalato dai dati in costante crescita sulle trivelle attive in Usa, preme quindi sulle quotazioni. Quando gli scambi in Europa volgono al termine, il Wti cede due punti percentuali a 43,3 dollari al barile, il Brent di Londra perde l'1,7% e torna sotto 45 dollari al barile. Quotazioni in calo per l'oro sull'onda del recupero del dollaro. Alla chiusura dei mercati Ue, il lingotto con consegna immediata perde lo 0,7% scendendo a 1.313 dollari l'oncia.