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L'autunno caldo di Renzi e Padoan tra manovra, tasse e flessibilità

(ansa)
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E' un doppio salto mortale quello che attende la politica economica d'autunno. Renzi e Padoan dovranno sfoderare tutte le loro migliori doti atletiche per compiere la manovra senza sbavature e riscuotere l'applauso finale. Altrimenti, come in tutte le arene gli umori del pubblico potrebbero risentirne. Il quadro generale non è buono - e questo va sottolineato: Brexit e costante e drammatica tensione internazionale, si sono aggiunte alle altre variabili negative, a partire dalla crisi dei cosiddetti Brics.

Non è male ricordare che quest'anno il Brasile delle Olimpiadi registra una contrazione del Pil del 3,3 per cento e la Russia di Putin dell'1,2 per cento. L'Europa stenta: le stime dell'Fmi post-Brexit hanno già lasciato sul tavolo uno 0,1 portando il Pil 2016 al magro 1,6 per cento, il secondo trimestre dell'anno già ci segnala una Francia a crescita zero e il Pil italiano, per l'intero anno 2016, viaggia abbondantemen…
E' un doppio salto mortale quello che attende la politica economica d'autunno. Renzi e Padoan dovranno sfoderare tutte le loro migliori doti atletiche per compiere la manovra senza sbavature e riscuotere l'applauso finale. Altrimenti, come in tutte le arene gli umori del pubblico potrebbero risentirne. Il quadro generale non è buono - e questo va sottolineato: Brexit e costante e drammatica tensione internazionale, si sono aggiunte alle altre variabili negative, a partire dalla crisi dei cosiddetti Brics.

Non è male ricordare che quest'anno il Brasile delle Olimpiadi registra una contrazione del Pil del 3,3 per cento e la Russia di Putin dell'1,2 per cento. L'Europa stenta: le stime dell'Fmi post-Brexit hanno già lasciato sul tavolo uno 0,1 portando il Pil 2016 al magro 1,6 per cento, il secondo trimestre dell'anno già ci segnala una Francia a crescita zero e il Pil italiano, per l'intero anno 2016, viaggia abbondantemente sotto le stime del governo allo 0,8-0,9 per cento.

Le nostre pubbliche finanze risentono della caduta del Pil per almeno 5 miliardi che si proietteranno nella legge di Bilancio 2017 portando la caccia alle risorse almeno a 15 miliardi che salirebbero a 20 se, oltre alla partita pensioni, si tenterà di fare qualche improbabile ulteriore riduzione di tasse. L'urgenza è quella di pagare un debito con il passato: cioè disinnescare la clausola di salvaguardia ai conti pubblici che prevede l'aumento dell'Iva di due punti dal 1° gennaio del 2017 e sostituirla con tagli alle spese.

L'Europa ci verrà in aiuto, ormai tardivamente convita che l'austerità non paga: così, come sono state evitate le sanzioni a Spagna e Portogallo e si tollera la Francia, la flessibilità concessa a Roma potrebbe allargarsi e il deficit-Pil invece di fermarsi all'1,8 per cento potrebbe salire al 2-2,2 per cento. Non va dimenticato peraltro  che esistono alcune poste positive che si stanno manifestando negli ultimi giorni: come la diminuzione della spesa per interessi e il funzionamento del meccanismo anti-evasione dello split payment che sta incrementando il gettito Iva.

Il dosaggio accorto delle poche risorse sarà fondamentale per far fronte alle questioni che si porranno in autunno: pensioni, tasse, nuovi investimenti, lavoro. La legge di Stabilità, che con la nuova disciplina appena approvata in Parlamento si chiama legge di Bilancio, dovrà essere consegnata alla Camera entro il 20 ottobre: sembra che si vada verso un esame rapido per consentire il referendum costituzionale a novembre.

Sul piano concettuale è bene che le due scadenze assai importanti restino a debita distanza tra di loro in modo da non influenzare le decisioni nei rispettivi campi. Quello istituzionale per il referendum e quello delle urgenze di politica economica per la ex Finanziaria.

L'agenda economica dei temi dell'autunno è del resto già talmente abbondante e complicata da richiedere la massima concentrazione possibile: la questione bancaria, con lo svolgimento delle procedure che porteranno al salvataggio di Mps, resterà al centro dell'attenzione di opinione pubblica e mercati. Mentre sul piano sociale ci sono 8,2 milioni di lavoratori che attendono il rinnovo del contratto a partire dai metalmeccanici e dei 3,5 milioni di dipendenti pubblici: si conta anche sul loro rinnovato potere d'acquisto per rilanciare l'economia, ormai, nel 2017. Sarà bene utilizzare al meglio il breve riposto di agosto per ravvogliere le energie necessarie alla ripresa.