Economia

Upb: l'Ape meno conveniente per il lavoratore, ma salva i conti pubblici

L'Ufficio parlamentare di bilancio ha esaminato la proposta di legge governativa sull'anticipo pensionistico mettendola a confronte con quelle di Boeri e Damiano. La flessibilità in uscita potrebbe aiutare a riequilibrare i livello occupazionali: dopo la riforma Fornero sono gli over 55 sono aumentati a dispetto dei giovani

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MILANO - L'anticipo della pensione (Ape) potrebbe essere "meno conveniente per il lavoratore", ma salva i conti dello Stato. Lo ha messo nero su bianco l'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) sottolineando come "rispetto alle proposte 'Damiano' e 'Boeri'" la "proposta governativa comporta un minore coinvolgimento dei conti pubblici". L'Upb riflette anche sull'orizzonte ventennale della restituzione del prestito, spiegando che "una totale standardizzazione del contratto potrebbe rivelarsi subottimale". Quanto a Rita, l'anticipo tramite la previdenza complementare, "difficilmente" potrà "essere subito risolutiva".

La proposta governativa per uscire prima dal lavoro, la cosiddetta Ape, "nasce dall'esigenza di ridurre il più possibile l'impatto della flessibilità sui conti pubblici. Ogni lavoratore sarebbe chiamato a sostenere in prima persona i costi del suo accesso anticipato alla pensione" con l'assistenza pubblica "che si attiverebbe solo a favore dei redditi più bassi". Secondo l'Upb il costo della proposta di Boeri sarebbe di 650 milioni nel 2017 (2,8 miliardi nel 2024) mentre l'ipotesi Damiano peserebbe per oltre 3 miliardi inizialmente (8 al 2024).

La flessibilità in uscita potrebbe aiutare a ridurre lo "spiazzamente generazionale" creato dalla Riforma Fornero che da un lato ha fatto aumentare il tasso di occupazione nella fascia di età 55-64 anni dimezzando il divario con con il resto d'Europa (da 10 a 5 punti percentuali), ma dall'altro ha fatto sì che si verificasse "un declino del tasso di occupazione delle fasce di età più giovani (15-24 e 25-49 anni)".

Entrando nel dattagli del disegno di legge ancora in fieri, l'Ufficio parlamentare di bilancio si concentra su due aspetti in particolare. Il primo, spiega, è l'arco ventennale "uguale per tutti" per la restituzione del prestito bancario. Questa soluzione, si legge nel dossier, "ha il vantaggio di ridurre l'importo della rata di restituzione del capitale, ma ha anche i controeffetti di aumentare sia l'onere di interessi passivi sia il premio per la copertura assicurativa per l'evento premorienza che diviene tanto più probabile quanto più dura il prestito". Ecco che, si immagina, "potrebbe essere conveniente per il pensionato avere a disposizione qualche margine di adattabilità del contratto con la banca a seconda dell'età, del genere, degli anni di utilizzo della flessibilità e dell'importo della pensione".

Il secondo aspetto su cui l'Upb si concentra "è l'istituto assistenziale di sostegno pubblico per i pensionati in condizioni di bisogno economico". Per individuare la platea lo strumento che appare "più semplice e immediato è l'importo della pensione pubblica" ma raffigurerebbe "in maniera solo parziale la condizione economica, non includendo i redditi diversi da pensione e neppure il patrimonio dell'individuo e del nucleo familiare". Secondo l'Upb "per un quadro più completo si dovrebbe ricorrere a un indicatore composito corretto per dimensione e composizione familiare". Inoltre, è sempre scritto nel focus, sarebbe "da valutare se, almeno nei casi in cui si attivasse il sostegno pubblico, ci fosse totale incompatibilità con la ripresa di attività lavorativa post pensionamento".