Economia

Cdm: rimandata la discussione sulla riforma dei manager pubblici. Tagliate le partecipate

Salta nell'ultimo consiglio dei ministri prima della pausa estiva la discussione sulla parte della riforma Madia dedicata ai funzionari della pubblica amministrazione, in cui era previsto il licenziamento

3 minuti di lettura
MILANO - Nessuna riforma per i dirigenti della pubblica amministrazione, ma via - seppur a rilento -  al taglio delle società pubbliche. Approvate anche le norme sulla cittadinanza digitale. Sono queste le principali novità varate dall'ultimo consiglio dei ministri prima della pausa estiva, che ha visto sul tavolo tre decreti di competenza del ministro della funzione pubblica, Marianna Madia. 

La riforma dei manager pubblici non è stata discussa nella riunione del consiglio dei ministri. Ma la delega non sarà fatta scadere (28 agosto). Il decreto dovrebbe infatti andare in una riunione del cdm il 24 o 25 agosto. Il Consiglio dei ministri ha invece approvato tre decreti Madia, il 'taglia-partecipate', il nuovo Codice dell'amministrazione digitale e il provvedimento sul processo contabile. E' rimasto fuori dal Cdm anche il riordino delle Camere di commercio.
Ecco i provvedimenti principali.

PARTECIPATE, VIA SCATOLE VUOTE; TETTI A STIPENDI MANAGER. Tra sei mesi parte il primo piano di revisione per eliminare le micro società e i doppioni, tra un mese la definizione di cinque fasce retributive. Il ventaglio delle novità è quindi ampio. Le società partecipate pubbliche sono 8 mila e il governo Renzi si è posto l'obiettivo di ridurle a mille. Eliminando sprechi, poltronifici, scatole vuote. L'effetto sprint è stato però ridimensionato, visto che il nuovo testo prevede il 2018 come anno per affondare la lama. Nei primi sei mesi dalla legge si avvia una prima revisione straordinaria. Ma per una vera pulizia dovremo attendere due anni. Non era così nel testo inviato dal governo alle Camere a gennaio. Lì si diceva: razionalizzazione straordinaria in sei mesi, ordinaria entro la fine dell'anno (e per ogni anno).

I premi ai manager delle partecipate (la parte variabile della retribuzione) saranno assicurati anche se le società sono in perdita,  purché siano comunque inferiore rispetto all'esercizio precedente. E solo in casi eccezionali e quando sia dimostrato un miglioramento della situazione rispetto al punto di partenza. Servirà comunque un decreto ad hoc per fissare i criteri con cui calcolare i premi. Paletti deboli su tetti retributivi e trattamenti di fine mandato per i manager, nelle società a partecipazione pubblica ma non a controllo pubblico. Lo Stato o l'amministrazione pubblica  - se titolari di una partecipazione superiore al 10% del capitale - "propone" agli organi societari la possibile introduzione di un limite a stipendi e faraoniche buonuscite. 

Quanto ai dipendenti in esubero, la gestione degli esuberi (i sindacati parlano di 150 mila lavoratori) viene affidata alle Regioni che "agevolano i processi di mobilità in ambito regionale". L'elenco del personale non ricollocato viene poi spedito, entro sei mesi, all'Anpal, la nuova agenzia per le politiche attive. Nel frattempo le società a controllo pubblico non possono procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato fino al 30 giugno 2018. Uno sconto: era il 31 dicembre.


IL CODICE DELL'AMMINISTRAZIONE DIGITALE, PAGAMENTI VIA SMS. Il Governo ha rivisto da cima a fondo l'ormai vecchio Codice, aprendo le porte al domicilio digitale e ai micropagamenti via sms. Nel testo saranno inserite anche clausole volte ad incentivare lo smartworking e l'istituzione di un commissario all'Agenda digitale. Viene poi gettato un salvagente alle amministrazioni ritardatarie, ancora impreparate a dire addio alla carta: avranno tempo fino a gennaio 2017.

UN CODICE PER LA GIUSTIZIA CONTABILE. Un testo unico per tutti i processi e i giudizi, compresi quelli pensionistici, che si svolgono davanti alla Corte dei Conti. "In questi giudizi - recita la nota del governo - sono stati recepiti i principi del "giusto processo", ed in particolare quello della parità delle parti. Sono stati disciplinati i poteri del pubblico ministero, al quale si chiede di svolgere attività di indagine non solo per provare gli elementi costitutivi della responsabilità erariale, ma anche per accertare gli elementi che escludono tale responsabilità; è stato previsto l'obbligo di motivazione degli atti istruttori e introdotta, in difetto, una specifica causa di nullità; sono state valorizzate le tutele difensive sin dalla fase istruttoria; sono stati introdotti riti alternativi e semplificati, con l'obiettivo di ridurre il volume del contenzioso senza trascurare le finalità risarcitorie, in parallelismo con gli analoghi sistemi deflattivi del contenzioso introdotti per i giudizi ordinari; sono state dettate norme per rendere più certa l'esecuzione delle sentenze di condanna".

Tra le novità l'invito a dedurre, cioè il tipico atto attraverso il quale un presunto responsabile è reso edotto del fatto che è stata effettuata un'indagine per danno erariale, viene arricchito di contenuti informativi per consentire al destinatario di comprendere la portata delle contestazioni a suo carico e argomentare la propria difesa. La parte ha diritto di essere sentita (audizione personale) con l'assistenza dell'avvocato e, dopo l'invito a dedurre, ha diritto di accedere a tutti gli atti del fascicolo istruttorio. Il pm, invece, può accede agli atti sui siti delle Pubbliche amministrazioni che, in particolare dopo gli ultimi interventi normativi (vedi FOIA), consentono di verificare online la maggior parte dei documenti che caratterizzano l'attività di una P.A.