MILANO - Crescita al centro della prossima legge di Bilancio, rinnovo dei contratti sui tavoli di governo e imprese. In vista della prossima Finanziaria, "dobbiamo mettere al centro provvedimenti sulla crescita, in modo particolare a sostegno delle imprese che investono in innovazione e ricerca ma anche sul sociale". Lo ha detto, a margine del Meeting di Rimini, il segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan, replicando a chi le chiedeva un commento sul fatto che nei giorni scorsi, proprio al Meeting, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, aveva chiesto al governo di compiere scelte selettive nella manovra.
"Con il governo abbiamo aperto da molti mesi un confronto su lavoro e previdenza - ha argomentato -: un confronto molto serio, settembre deve essere il mese in cui concludiamo questo percorso e dobbiamo concluderlo in modo positivo". Questo perché, ha proseguito Furlan, "abbiamo oltre il 40% di giovani disoccupati e molti ultrasessantenni che non ce la fanno e che hanno in casa figli o addirittura nipoti. Questa situazione non funziona - ha concluso Furlan - bisogna metterci mano pesantemente".
Poi i temi del lavoro. "Già oggi abbiamo 8 milioni di lavoratrici e lavoratori che attendono il rinnovo dei loro contratti e, se guardiamo fino alla fine dell'anno, siamo a 12 milioni: quella dei contratti è una questione nodale", ha aggiunto. Lo è "per un senso di giustizia e di equità ma anche perché in un Paese dove il 75% delle nostre imprese lavora per i consumi interni sostenere, anche attraverso contrattazione, i consumi è assolutamente fondamentale". A giudizio di FUrlan, innanzi tutto, "vanno rinnovati i contratti che sono scaduti, a partire dal contratto del pubblico che è scaduto da 7 anni, ma anche - ha concluso - i contratti aperti un pò in ogni settore come grande distribuzione, chimica, tessile e edilizia".
"Con il governo abbiamo aperto da molti mesi un confronto su lavoro e previdenza - ha argomentato -: un confronto molto serio, settembre deve essere il mese in cui concludiamo questo percorso e dobbiamo concluderlo in modo positivo". Questo perché, ha proseguito Furlan, "abbiamo oltre il 40% di giovani disoccupati e molti ultrasessantenni che non ce la fanno e che hanno in casa figli o addirittura nipoti. Questa situazione non funziona - ha concluso Furlan - bisogna metterci mano pesantemente".
Poi i temi del lavoro. "Già oggi abbiamo 8 milioni di lavoratrici e lavoratori che attendono il rinnovo dei loro contratti e, se guardiamo fino alla fine dell'anno, siamo a 12 milioni: quella dei contratti è una questione nodale", ha aggiunto. Lo è "per un senso di giustizia e di equità ma anche perché in un Paese dove il 75% delle nostre imprese lavora per i consumi interni sostenere, anche attraverso contrattazione, i consumi è assolutamente fondamentale". A giudizio di FUrlan, innanzi tutto, "vanno rinnovati i contratti che sono scaduti, a partire dal contratto del pubblico che è scaduto da 7 anni, ma anche - ha concluso - i contratti aperti un pò in ogni settore come grande distribuzione, chimica, tessile e edilizia".