Economia

Borse Ue, prese di beneficio dopo Yellen. Tokyo vola sulla promessa di stimoli

I mercati stanno ancora digerendo le parole della presidente Fed a Jackson Hole, che ha avvicinato la possibilità di una stretta monetaria. Milano perde l'1,1%. Sale l'attesa per la riunione della Bce della prossima settimana. Male la fiducia in Italia, ma i rendimenti dei Bot sfiorano i minimi

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MILANO - Le possibilità che la Federal Reserve rialzi i tassi già nella riunione del 20 e 21 settembre sono cresciute dopo il discorso di Janet Yellen a Jackson Hole, nonostante la convinzione degli operatori che siano ancora necessari alcuni tasselli (a cominciare dal report sul mercato del lavoro di venerdì prossimo) perché si sciolgano definitivamente le riserve. Intanto, però, i mercati emergenti registrano la risalita delle chances di una stretta monetaria nella prossima riunione oltre il 40%, secondo i future sui Fed Fund, e il dollaro si rafforza: il Bloomberg Dollar Spot Index, misura della forza del biglietto verde contro le principali divise concorrenti, venerdì ha registrato il maggior balzo da giugno e oggi consolida la sua posizione, mentre le materie prime sono deboli.

Anche i listini europei trattano in terreno negativo, con Londra chiusa per festività e volumi di conseguenza ridotti. Dopo che la scorsa settimana si è chiusa in rialzo, scattano alcune prese di profitto da parte degli investitori: Milano chiude in calo dell'1,12%, con i titoli del comparto bancario in ordine sparso. Positiva Mps mentre il cda fa il punto su aumento di capitale e piano. Recuperano parte delle perdite le altre Borse Ue: Parigi cede lo 0,4% finale e Francoforte lo 0,41%. A sostenere le quotazioni c'è la buona intonazione di Wall Street: quando in Europa terminano le contrattazioni, il Dow Jones e lo S&P500 aggiungono mezzo punto percentuale e il Nasdaq cresce dello 0,2%.

Mentre le ultime attenzioni sono state integralmente catalizzate dalle aspettarive verso Yellen, sullo sfondo si avvicina la prima riunione post-vacanze della Bce di Mario Draghi (in programma l'8 settembre). Il governatore ha chiaramente legato le scelte della Banca centrale europea alle previsioni aggiornate in arrivo dagli economisti di Francoforte e il calendario delle pubblicazioni macro - inflazione a parte - non riserva dati così dirimenti da cambiare l'atteggiamento di Draghi alla prossima riunione. Nella giornata di oggi, l'agenda macro incassa l'andamento al ribasso della fiducia di imprese e consumatori italiani in agosto, che getta nuove preoccupazioni sull'economia tricolore. Negli Usa, in linea con le attese il +0,3% delle spese per consumi a luglio e il +0,4% dei redditi personali. Sotto i target Fed lo 0,1% di crescita dei prezzi a luglio e il +1,6% annuale. Cala a -6,2 punti l'indice manifatturiero della Fed di Dallas in agosto.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi chiude stabile in area 120 punti base, con il rendimento del decennale italiano all'1,1%. Scende vicino al minimo storico il rendimento dei Bot a sei mesi: il Tesoro ha venduto in asta tutti i sei miliardi di euro del Bot a sei mesi con tassi in discesa a -0,236% da -0,185% del collocamento di luglio, avvicinandosi al record negativo di -0,262% registrato lo scorso maggio. La domanda ha superato i nove miliardi. L'euro chiude in calo, sotto 1,12 euro: la moneta europea passa di mano a 1,1167 dollari e 114,05 yen. Dollaro/yen in rialzo a 102,15.

In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in buon rimbalzo dopo che il governatore Haruhiko Kuroda, nel fine settimana, ha ribadito la disponibilità della BoJ ad incrementare gli stimoli monetari, qualora la situazione economica e finanziaria lo renda necessario. L'indice Nikkei ha messo a segno un aumento del 2,3% a quota 16.735,49 punti. Sui mercati ha pesato anche l'indebolimento dello yen, che supporta l'export del Sol Levante.

Come accennato, con il recupero del biglietto verde le quotazioni del petrolio sono in calo a New York: al termine della giornata di scambi in Europa il Wti cede quasi 2 punti percentuali sotto la soglia di 47 dollari al barile. Da segnalare il movimento al rialzo dei future sull'oro nero, con la speculazione che si posiziona per un prossimo rally. Poco mosso l'oro, a 1.323 dollari l'oncia.