MILANO - "Tutti danno per scontato l'intesa ma nessuno è in grado di dire l'entità delle cifre sul tavolo. C'è troppo entusiasmo, è una partita delicata che ha bisogno di discussione". Lo ha detto il leader della Cgil, Susanna Camusso, parlando a Radio anch'io della trattativa sulle pensioni. "Le cifre di cui abbiamo sentito parlare finora sono insufficienti", ha concluso. "Finora non abbiamo visto una riga scritta, una carta, un conto che ci dica quali siano le risorse", ha rimarcato. Camusso nega che ci possa essere "attinenza" fra il no della Cgil alla riforma costituzionale e la trattativa sulle pensioni. Secondo Camusso, fissare un tetto di 1.500 euro lordi cui agganciare la rata-zero, "creerebbe una divisione nel mondo del disagio".
La sperimentazione "è interessante, sarebbe in pratica come un superammortizzatore per poter andare in pensione. Ma l'Ape non deve tradursi in un taglio del reddito: sarebbe una soluzione sbagliata", ha detto. Sui precoci Camusso ha ribadito che "chi ha iniziato presto non deve inseguire la pensione tutta la vita". Il prossimo incontro con il governo sulle pensioni, annunciato ieri come conclusivo, è fissato il 21 settembre. "Mi pare molto difficile che il 21 possa essere l'incontro conclusivo. Spero almeno che possa essere l'incontro in cui ci saranno comunicate finalmente le risorse". La leader della Cgil è intervenuta dopo che ieri a un tavolo tra governo e sindacati è stato raggiunto un primo accordo sull'uscita anticipata dal lavoro: I lavoratori potranno usufruire dell'Ape, l'anticipo pensionistico, dall'età di 63 anni: il periodo anticipato sarà dunque di 3 anni e 7 mesi.
Sul tema ha parlato anche Elsa Fornero. "Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Tommaso Nannicini ha detto che l'anticipo pensionistico varrà per tutti: mi chiedete se queste misure rischiano così generalizzate di essere troppo costose, pericolose per il nostro debito? tutto dipende da come sono congegnate. Mi pare che molti esponenti del governo, forse con una parziale eccezione per il presidente, abbiano messo un po' le mani avanti, dicendo che questo sarà fatto in misura limitata", dice la Fornero. "La flessibilità pensionistica è un'ottima cosa, su questo sono d'accordo, e non la realizzai io perché all'epoca non c'erano le condizioni. Oggi invece queste condizioni ci sono, magari anche grazie alla mia riforma, ma si tratta di non esagerare. Si può concedere flessibilità, ma è chiaro che quello che non viene pagato dal futuro pensionato, e cioè da chi aderisce a questa Ape, o lo paga il pensionando o lo paga la collettività. Che paghi la collettività per alcune categorie più deboli mi pare corretto, che lo paghi invece per categorie di lavoratori non occupati in lavori usuranti e che hanno una buona pensione mi sembra un altro discorso".
La sperimentazione "è interessante, sarebbe in pratica come un superammortizzatore per poter andare in pensione. Ma l'Ape non deve tradursi in un taglio del reddito: sarebbe una soluzione sbagliata", ha detto. Sui precoci Camusso ha ribadito che "chi ha iniziato presto non deve inseguire la pensione tutta la vita". Il prossimo incontro con il governo sulle pensioni, annunciato ieri come conclusivo, è fissato il 21 settembre. "Mi pare molto difficile che il 21 possa essere l'incontro conclusivo. Spero almeno che possa essere l'incontro in cui ci saranno comunicate finalmente le risorse". La leader della Cgil è intervenuta dopo che ieri a un tavolo tra governo e sindacati è stato raggiunto un primo accordo sull'uscita anticipata dal lavoro: I lavoratori potranno usufruire dell'Ape, l'anticipo pensionistico, dall'età di 63 anni: il periodo anticipato sarà dunque di 3 anni e 7 mesi.
Sul tema ha parlato anche Elsa Fornero. "Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Tommaso Nannicini ha detto che l'anticipo pensionistico varrà per tutti: mi chiedete se queste misure rischiano così generalizzate di essere troppo costose, pericolose per il nostro debito? tutto dipende da come sono congegnate. Mi pare che molti esponenti del governo, forse con una parziale eccezione per il presidente, abbiano messo un po' le mani avanti, dicendo che questo sarà fatto in misura limitata", dice la Fornero. "La flessibilità pensionistica è un'ottima cosa, su questo sono d'accordo, e non la realizzai io perché all'epoca non c'erano le condizioni. Oggi invece queste condizioni ci sono, magari anche grazie alla mia riforma, ma si tratta di non esagerare. Si può concedere flessibilità, ma è chiaro che quello che non viene pagato dal futuro pensionato, e cioè da chi aderisce a questa Ape, o lo paga il pensionando o lo paga la collettività. Che paghi la collettività per alcune categorie più deboli mi pare corretto, che lo paghi invece per categorie di lavoratori non occupati in lavori usuranti e che hanno una buona pensione mi sembra un altro discorso".