Economia

La pubblicità e il web tornano a spingere il mercato dei media

Secondo l'annuale rapporto di PriceWaterhouseCooper dopo anni difficili, il settore è in ripresa: il giro d'affari salirà da quota 29,6 miliardi del 2015 ai 36 miliardi del 2020. Bene gli investimenti pubblicitari che arriveranno oltre quota 9 miliardi
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MILANO - Il mercato dei media mostra segnali di ripresa. Dopo anni di recessione, nel 2015 il settore ha registratro una crescita del 3,1% a 29,6 miliardi che a dicembre potrebbero salire a quota 31,16 miliardi. Di più, nel periodo 2016-2020 è prevista una crescita media annua del 4%, fino ad arrivare ad un valore totale di 36 miliardi, trainata dall'espansione della componente digitale e principalmente da internet (+7,2% crescita media annua), videogames (+4,6%), tv (+4,6%) e radio (+2,4%). E' quanto emerge dal rapporto di PriceWaterhouseCooper Italia "E&M Outlook Italy 2016-2020", che per l'ottavo anno consecutivo descrive l'andamento (con metodo econometrico) dei 13 segmenti del mercato dei media e dell'intrattenimento.

La ripresa coinvolgerà anche il mercato pubblicitario che nel 2020 potrebbe salire a 9,1 miliardi di euro: "Nella valutazione di questi trend - ha spiegato Andrea Samaja, responsabile del settore per Pwc - si deve tenere conto dell'alta volatilità di questo mercato rispetto agli andamenti economici del paese. Questo fenomeno tende ad acuire i picchi sia nei momenti di trend negativo che positivo. Nei primi anni di crisi economica l'italia aveva infatti consuntivato performance medie più negative tra i mercati europei".

Secondo il rapporto annuale, l'impatto dei ricavi da accesso a internet crescerà dal 29,7% del 2015 al 34,1% nel 2020 grazie anche alla penetrazione di smartphone e tablet che in salita al 92,1% incentiva la spesa degli utenti finali nell'accesso al web. In particolar modo, secondo Pwc, si registrerà un impatto significativo sui ricavi dei segmenti videogames, tv e internet advertising.

I ricavi dal segmento pay tv subscription continueranno a crescere (3,4% crescita media annua) beneficiando del crescente interesse dei consumatori per i servizi ott/streaming, nell'ambito della più ampia tendenza ad una fruizione dei contenuti su base integrata 'omni-canale', su tv, computer portatile, tablet e smartphone. Ed è proprio su questo che ci si attende, ha spiegato Samaja, una progressiva erosione del modello di abbonamento flat ai contenuti premium a favore del modello pay per view "infatti è da notare - ha spiegato - come, ad esempio Netflix, in caso di interruzione di un abbonamento non intraprenda particolari azioni promozionali per la retention del cliente". Il mercato è comunque caratterizzato da un'alta dinamicità, dove i principali operatori media hanno tra gli obiettivi strategici di riuscire ad approfondire la conoscenza del consumatore e le sue esigenze specifiche.