Economia

Pensioni, Poletti: "Per lavoratori precoci costi alti"

Il ministro non si sbilancia in vista dell'incontro con i sindacati del 21 settembre: "Non sono un mago, ma abbiamo fatto un buon lavoro". Negli ultimi sette anni il potere d'acquisto delle pensioni medio basse è calato del 3-4%

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MILANO - Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, incontrerà i sindacati sul tema pensioni il prossimo 21 settembre, ma come il numero uno della Cgil Susanna Camusso, preferisce non sbilanciarsi in previsioni. A chi gli chiedeva della possibilita di un accordo si è limitato a dire: "Non sono un mago. Io penso che si sia fatto un bel lavoro comunque, un lavoro approfondito, che ha reso chiari quali siano i problemi e le possibili soluzioni, poi ognuno farà le sue valutazioni".

Il ministro è intervenuto a margine di un convegno al Cupla (Comitato unitario pensionati lavoro autonomo) durante il quale è stato presentato un rapporto del Cer (Centro Europa ricerche) secondo il quale negli ultimi sette anni le pensioni medio basse hanno ridotto il loro potere d'acquisto di circa il 3-4%, una perdita in valore assoluto mediamente di 70 euro, una caduta "totalmente da attribuire al maggiore prelievo fiscale diretto". Anche per questo Poletti ha aggiunto: "La no tax area dei pensionati va equiparata a quella dei lavoratori dipendenti" augurandosi che ciò possa avvenire in "legge di Bilancio".

Inoltre, lo studio mostra che le pensioni private di importo basso, compreso cioè tra 500 e 1.000 euro sono oltre 6 milioni, di cui circa 4 milioni riguardano il fondo dipendenti, gli altri 2 milioni e mezzo i fondi degli autonomi. "Nel Centro e nel Nord Italia negli ultimi dieci anni - fa notare ancora il rapporto - la soglia di povertà assoluta, cioè quel paniere che garantisce un livello di consumo minimamente accettabile, ha spesso mostrato incrementi percentuali di costo maggiore della rivalutazione percentuale delle pensioni basse. In altre parole, le pensioni basse non hanno retto il passo della soglia di povertà. Inoltre, negli ultimi dieci anni il costo del paniere di consumo delle 5 famiglie relativamente più povere è incrementato di circa 50 euro il mese in valore reale. Nello stesso periodo il valore reale delle pensioni più povere, al lordo della tassazione, si è mantenuto pressochè costante".

Tuttavia, un bonus Irpef per 3,2 milioni di pensionati costerebbe alle casse dello Stato 2,6 miliardi. Il problema delle pensioni per i lavoratori precoci è "molto difficile da affrontare", i costi sono alti e bisogna fare i conti ha aggiunto Poletti secondo cui la soluzione della questione "è un tema della discussione, abbiamo detto in termini molto chiari che questo era un problema difficile da affrontare perchè ha un livello di costo molto alto, quindi dobbiamo fare i conti".