MILANO - Trentatré prodotti venduti al minuto per un totale di 17 milioni di pezzi nell'intero 2015. Samsung celebra i 25 anni dall'arrivo della società in Italia con un evento al Samsung District di Milano, presentando una ricerca dell'Università Bocconi: l'impatto economico dell'azienda lungo la Penisola, tra salari, indotto e imposte, vale 1.328 milioni di euro. Una cifra che equivale allo 0,08% del Pil italiano. Non poco in un momento in cui lo Stato è chiamato a tirare la cinghia per far quadrare i conti tra tagli alle spese e risorse da destinare alla crescita.
"Questo anniversario rappresenta una tappa molto importante per Samsung - commenta il presidente Carlo Barlocco -, in Italia abbiamo deciso di continuare ad investire e crescere. In questi anni abbiamo contribuito all'evoluzione digitale del Paese. Il nostro segreto? Avere il consumatore al centro dei nostri pensieri". Uno smartphone su due in Italia è griffato Samsung che si piazza al 52mo posto tra tutte le società italiane con un fatturato di 3 miliardi di euro, valore che equivale allo 0,2 % del Pil.
D'altra parte per l'azienda coreana l'Italia rappresenta un mercato strategico, tra i primi in Europa per performance: paradossalmente, nonostante i ritardi negli investimenti tecnologici, il consumatore italiano si rivela pioniere nell'adozione dell'innovazione, rapido nella sostituzione delle tecnologie più obsolete e con il più alto tasso di penetrazione degli smartphone tra i paesi europei. "Per noi è un bilancio positivo - ha detto Barlocco - e ce lo dicono anche i nostri consumatori. Samsung non è più solo percepito come leader di mercato ma anche come un leader che ha saputo innovare e innalzare l'asticella della qualità dei propri prodotti".
Nel futuro "c'è la volontà di intercettare le preferenze e le passioni dei consumatori. Capite queste, negli anni a venire si predispongono prodotti che andranno a supportare il consumatore nella propria quotidianità e nelle proprie abitudini. Si va verso un internet delle cose e noi ci sentiamo abbastanza avanti su questo". L'Italia per Samsung ha ancora un grande potenziale su cui puntare in futuro, per accelerare il processo innovativo, incrementando gli investimenti nel digitale, il suo livello di adozione presso cittadini e organizzazioni e diffondendo in modo pervasivo una cultura dell'innovazione.
"Questo anniversario rappresenta una tappa molto importante per Samsung - commenta il presidente Carlo Barlocco -, in Italia abbiamo deciso di continuare ad investire e crescere. In questi anni abbiamo contribuito all'evoluzione digitale del Paese. Il nostro segreto? Avere il consumatore al centro dei nostri pensieri". Uno smartphone su due in Italia è griffato Samsung che si piazza al 52mo posto tra tutte le società italiane con un fatturato di 3 miliardi di euro, valore che equivale allo 0,2 % del Pil.
D'altra parte per l'azienda coreana l'Italia rappresenta un mercato strategico, tra i primi in Europa per performance: paradossalmente, nonostante i ritardi negli investimenti tecnologici, il consumatore italiano si rivela pioniere nell'adozione dell'innovazione, rapido nella sostituzione delle tecnologie più obsolete e con il più alto tasso di penetrazione degli smartphone tra i paesi europei. "Per noi è un bilancio positivo - ha detto Barlocco - e ce lo dicono anche i nostri consumatori. Samsung non è più solo percepito come leader di mercato ma anche come un leader che ha saputo innovare e innalzare l'asticella della qualità dei propri prodotti".
Nel futuro "c'è la volontà di intercettare le preferenze e le passioni dei consumatori. Capite queste, negli anni a venire si predispongono prodotti che andranno a supportare il consumatore nella propria quotidianità e nelle proprie abitudini. Si va verso un internet delle cose e noi ci sentiamo abbastanza avanti su questo". L'Italia per Samsung ha ancora un grande potenziale su cui puntare in futuro, per accelerare il processo innovativo, incrementando gli investimenti nel digitale, il suo livello di adozione presso cittadini e organizzazioni e diffondendo in modo pervasivo una cultura dell'innovazione.