MILANO - Gli umori della Rete sono a volte ballerini e le quote di consenso e dissenso variano influenzate dagli eventi quotidiani. Tuttavia, alcuni segnali lasciano poco spazio ai dubbi: è il caso della reazione dei social network ai commenti degli osservatori internazionali sulle possibili conseguenze del referendum costituzionale, una reazione che mostra quanto le ingerenze esterne siano poco gradite online.
Come è noto, il 13 settembre la stampa ha riportato i timori dell'ambasciatore Usa John Phillips circa le possibili ripercussioni negative di una vittoria dei "no" sugli investimenti stranieri in Italia. Lo stesso giorno anche i vertici dell'agenzia di rating Fitch si sono dichiarati preoccupati per il riflesso che il prevalere dei "no" potrebbe avere sul merito creditizio italiano sui mercati internazionali.
A questi pronunciamenti, avvertiti da molti come indebite ingerenze, la Rete ha reagito esibendo una forte flessione nei commenti positivi a proposito del tema referendario. Come mostra il grafico, infatti, se nei giorni immediatamente precedenti il sentiment positivo sulla riforma costituzionale faceva registrare alcuni tra i valori più alti della serie storica, il 13 settembre si rivela essere il "martedì nero" per i pro-referendum: i commenti positivi toccano un punto di minimo facendo registrare un notevole crollo. Nonostante una parziale risalita, nei giorni successivi il sentiment pro-referendum si mantiene su valori medi più bassi rispetto all'inizio di settembre.
L'analisi dei commenti postati tra il 13 ed il 19 settembre è emblematico di un certo malessere: quasi il 70% dei pareri esprime dissenso (in particolare, il 52,5% stigmatizza l'intervento dell'ambasciatore Phillips, e il 17,1% contesta la legittimità dei timori espressi dall'agenzia di rating). Al contrario, il 30% dei post condivide le opinioni espresse dagli osservatori internazionali: il 21,9% si schiera dalla parte dell'ambasciatore Usa, convinto che la bocciatura della riforma spaventi gli investitori esteri; il rimanente 8,4% esprime, più in generale, la convinzione che la vittoria del fronte del "sì" porti con sé un periodo di maggiore stabilità sul piano economico e finanziario, a tutto beneficio delle prospettive di investimento dall'estero.
"Voices from the Blogs" è l'osservatorio scientifico sui social media dell'Università Statale di Milano curato da A. Ceron, L. Curini, S.M. Iacus e G. Porro.
Come è noto, il 13 settembre la stampa ha riportato i timori dell'ambasciatore Usa John Phillips circa le possibili ripercussioni negative di una vittoria dei "no" sugli investimenti stranieri in Italia. Lo stesso giorno anche i vertici dell'agenzia di rating Fitch si sono dichiarati preoccupati per il riflesso che il prevalere dei "no" potrebbe avere sul merito creditizio italiano sui mercati internazionali.
A questi pronunciamenti, avvertiti da molti come indebite ingerenze, la Rete ha reagito esibendo una forte flessione nei commenti positivi a proposito del tema referendario. Come mostra il grafico, infatti, se nei giorni immediatamente precedenti il sentiment positivo sulla riforma costituzionale faceva registrare alcuni tra i valori più alti della serie storica, il 13 settembre si rivela essere il "martedì nero" per i pro-referendum: i commenti positivi toccano un punto di minimo facendo registrare un notevole crollo. Nonostante una parziale risalita, nei giorni successivi il sentiment pro-referendum si mantiene su valori medi più bassi rispetto all'inizio di settembre.
L'analisi dei commenti postati tra il 13 ed il 19 settembre è emblematico di un certo malessere: quasi il 70% dei pareri esprime dissenso (in particolare, il 52,5% stigmatizza l'intervento dell'ambasciatore Phillips, e il 17,1% contesta la legittimità dei timori espressi dall'agenzia di rating). Al contrario, il 30% dei post condivide le opinioni espresse dagli osservatori internazionali: il 21,9% si schiera dalla parte dell'ambasciatore Usa, convinto che la bocciatura della riforma spaventi gli investitori esteri; il rimanente 8,4% esprime, più in generale, la convinzione che la vittoria del fronte del "sì" porti con sé un periodo di maggiore stabilità sul piano economico e finanziario, a tutto beneficio delle prospettive di investimento dall'estero.
"Voices from the Blogs" è l'osservatorio scientifico sui social media dell'Università Statale di Milano curato da A. Ceron, L. Curini, S.M. Iacus e G. Porro.