Economia

Da Copenaghen a Tokyo, la corsa "effervescente" di Adriana Pontecorvo

Adriana Pontecorvo 
Donne impresa 7. Classe 1977, madre di due figlie, è responsabile dell'export nell'azienda di famiglia. Tra ambiziosi piani di espansione e una vita tradizionale: "Sono la classica donna del Sud trapiantata a Milano"
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Lady Ferrarelle va alla conquista del Giappone. È il paese del Sol Levante che Adriana Pontecorvo, classe 1977, vorrebbe vedere invaso dalla sua acqua minerale. Laureata in Lingue e letterature straniere nell'università Orientale di Napoli, responsabile dell'export nell'azienda di famiglia, per il momento è impegnata a cullare la seconda figlia di pochi mesi, ma subito dopo tornerà all'attacco.

Non a caso. L'export Ferrarelle è un "microcosmo" strategico che racchiude tutte le dinamiche societarie e apre le strade a nuovi mercati. La squadra è ristretta, cinque persone, un team compatto e ben collaudato. La società napoletana, con 130 milioni di fatturato nel 2015, 851 milioni di litri venduti, 350 dipendenti, quarto player italiano a volume nelle acque minerali con il 7,9% di market share, è proprietaria anche delle acque minerali Vitasnella, Essenziale, Santagata, Boario, Natìa e distributrice esclusiva per l'Italia del brand Evian.

Il percorso professionale di Adriana comincia tredici anni fa da un business assai diverso, la Lgr, azienda armatoriale che fa capo al padre, Carlo. Si trasferisce a Copenaghen per lavorare presso la Torm, la società danese che gestisce il versante commerciale della flotta di navi petroliere e gasiere della Lgr. "Era il 2003 - racconta -  e col gruppo familiare e con la società di navigazione facevo da supporto linguistico. L'anno dopo eccomi a Copenaghen a seguire le attività di tutto il gruppo".

Giusto il tempo di ambientarsi e il suo tragitto imprenditoriale cambia rotta. I Pontecorvo acquistano dai francesi della multinazionale Danone, la società Italaquae dandole il nuovo nome di Ferrarelle spa e vogliono rilanciare lo storico brand made in Italy, l'acqua che sgorga dalla fonte di Riardo, nel Casertano. "Quando mio padre nel 2005 ha acquisito Ferrarelle - prosegue -, mi ha chiesto di rientrare in Italia per addentrarci in questo nuovo mondo. E ci siamo buttati tutti, mio fratello Michele, mia sorella ed io seguendo il suo spirito trascinatore, cercando di stare sulla sua lunghezza d'onda. Ci intendiamo molto bene, diciamo che quando mi propone un'idea non posso che supportarlo".

Adriana vive a Milano, dove si è aperta la sede commerciale del gruppo. "Sono una classica donna meridionale - dice - con una tipica famiglia del Sud trapiantata al Nord". Ha un marito siciliano, cucina, invita gli amici a cena, prepara con la ricetta della nonna la brioche per le feste e le recite a scuola della prima figlia. "Perché a me l'export? Era il ramo aziendale che mi lasciava più spazio e serviva un esponente dell'impresa. Questo ruolo è stato una fortuna. Andavo almeno tre volte all'anno nel Far East, negli Stati Uniti, su e giù per l'Europa anche giornalmente. Negli Usa, dove già conoscevano il valore dell'acqua minerale perché la San Pellegrino era là da tempo, abbiamo gettato le basi. Questo risultato lo sento molto mio, per la tenacia con cui sono stata dietro agli importatori".

Il vantaggio per la società è che Adriana è una grande appassionata delle culture straniere, nel suo percorso universitario ha studiato e letto tanto di antropologia e delle diverse religioni. "Mi ha fatto crescere e acquisire facilità nelle relazioni. Grazie a questo, oggi, capisco più velocemente e meglio chi viene da altri paesi". Adriana ha fatto carriera anche nelle associazioni di categoria. È dal 2006 nel Consiglio nazionale dei Giovani di Federalimentare, è stata consigliere di Confimprese dal 2009 al 2011, e dal marzo scorso, dopo esserne stata consigliere per sette anni, è presidente del Gruppo merceologico alimentazione di Assolombarda. Ha messo la sua esperienza a servizio delle piccole realtà imprenditoriali.

Ma il lavoro in azienda viene prima di tutto. "La crescita è un processo molto lento - osserva l'imprenditrice -, il mondo delle acque minerali è difficile, è un prodotto che all'estero la gente non capisce. Non si spiega perché pagare per qualcosa che si può avere aprendo il rubinetto di casa. E poi l'acqua è considerata troppo banale, i pasti si preferiscono accompagnati dal tè. Anche l'educazione salutistica deve fare molti passi avanti. In questo momento però il mercato si sta riprendendo e mi auguro che il trend cresca e nel settore siamo presenti con due marchi di punta: Vitasnella ed Essenziale".

Il Giappone rimane per Adriana Pontecorvo la terra promessa. "Sogno di vedere Tokyo piena di Ferrarelle - confessa -. È stato uno dei mercati a cui mi sono dedicata di più e con molta cura, ce l'ho nel cuore, è un mercato che vale".