Economia

I mercati in recupero con le banche. Petrolio volatile, attese novità dal vertice Opec

Terminano le riunioni di Algeri, restano i dubbi sulla capacità di Arabia Saudita e Iran di conciliare i diversi obiettivi. Il governatore Bce, Mario Draghi, sotto il fuoco della Camera bassa tedesca. Lagarde: "Crescita fragile". Asta di Bot da 6 miliardi, rendimenti in calo

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MILANO - I mercati guardano ad Algeri per capire se tra i maggiori produttori di petrolio ci sono spazi d'intesa per congelare (almeno) la produzione di greggio e tornare dunque a far riprendere quota ai prezzi del barile. Il nodo da sciogliere è quello sull'asse Arabia Saudita-Iran, con i protagonisti dei due schieramenti che negli ultimi giorni hanno lasciato filtrare più volte intenzioni di apertura seguite da immediate chiusure. Oggi il greggio trascorre buona parte della seduta in rialzo, salvo poi indebolirsi alla chiusura dei mercati europei in attesa di novità dall'Opec. Intanto è emerso che Russia e Libia hanno continuato ad aumentare il ritmo di pompaggio, mentre è arrivato un calo a sorpresa delle scorte Usa di 1,882 milioni di unità, contro attese per un aumento di 3,1 milioni di barili. Il Wti oscilla di conseguenza intorno a 45 dollari al barile e il Brent intorno a quota 46 dollari. I listini del Vecchio continente chiudono in rialzo: Milano sale dello 0,54%, Francoforte dello 0,77% e Parigi aggiunge lo 0,74%, Londra lo 0,61%. Bene anche Wall Street: il Dow Jones guadagna lo 0,60%, il Nasdaq lo 0,24% e lo S&P 500 lo 0,53%.
I mercati al ritmo del petrolio: l'indice azionario globale (bianco) segue le variazioni del barile Wti (blu) 
A guidare i rialzi, anche a Piazza Affari, c'è poi il comparto bancario, con Unicredit che ha annunciato che l'esito della revisione strategica avviata lo scorso 11 luglio, verrà presentato a Londra il prossimo 13 dicembre durante il Capital Market Day.

Sui listini asiatici ha pesato invece, in mattinata, la progressiva rivalutazione dello yen: la valuta giapponese provoca un'ondata di vendite sui titoli del comparto auto e l'elettronica da consumo legata all'export. La Borsa di Tokyo, per altro gravata dallo stacco delle cedole, ha chiuso in calo dell'1,31%.

L'euro chiude debole a 1,1201 dollari ed è stabile sullo yen a quota 122,77. Il biglietto verde arretra a 100,12 yen dopo il recente rafforzamento. Il mercato dei cambi si mantiene cauto mentre è in corso l'audizione di Janet Yellen alla Camera dei Rappresentanti. "Non c'è una tabella di marcia fissata per i tassi di interesse. La maggioranza all'interno della Fed prevede che un aumento dei tassi sia probabilmente necessario quest'anno", ha spiegato la presidente della Fed respingendo le accuse di una Banca centrale politicizzata.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è ormai sopra 130 punti base, anche se il rendimento del decennale italiano rimane sotto l'1,2% sul mercato secondario. Il Tesoro ha intanto collocato tutti i 6 miliardi di euro di Bot a sei mesi offerti in asta oggi. Il rendimento medio è sceso a -0,257% da -0,236% del collocamento di agosto, avvicinandosi al minimo storico di -0,262% registrato lo scorso maggio.

Dal fronte macroeconomico si registra il calo del morale dei consumatori tedeschi per il mese di ottobre, depresso dalle incertezze create dal voto della Brexit. L'indice di fiducia misurato da Gfk per ottobre è a 10 punti, da 10,2 di settembre. Il dato è inferiore alle attese del mercato che si aspettava un dato stabile. Gfk - che aveva stimato alla fine di agosto che il morale dei consumatori tedeschi aveva "apparentemente ben digerito" la decisione britannica di lasciare l'Ue - ora spiega che "il voto di giugno ha evidentemente ha avuto un effetto post". In Francia, la fiducia è stabile a settembre: l'indicatore che misura il morale dei consumatori francesi resta stabile a 97 sui valori di agosto. In Italia, male l'indicatore dei consumatori e bene quello delle imprese.

Cerchiato in rosso in agenda c'era però l'appuntamento del governatore Bce, Mario Draghi, alla camera bassa tedesca. Dal Bundestag, il presidente della Banca centrale è tornato a difendere le scelte di politica monetaria e ricordato ai tedeschi che il bilancio di Berlino è stato tra i primi beneficiari dei tassi bassi, invitando inoltre a investire di più. Intervento pubblico anche per la direttrice del Fmi, Christine Lagarde, che dall'Università di Chicago ha ricordato come la ripresa sia "fragile" e ci sia "molta incertezza".