Economia

Addio a Caprotti, il re dei supermercati Esselunga

E' stato il primo a investire nella grande distribuzione in Italia dopo aver imparato il mestiere negli anni '50 da Nelson Rockfeller. Lascia un gruppo con oltre 7 miliardi di fatturato e 22mila dipendenti. Lunedì mattina negozi chiusi per lutto

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MILANO - All'età di 91 anni, Bernardo Caprotti, fondatore e proprietario del gruppo di supermercati Esselunga si è arreso a un male incurabile. Ma soltanto fino a pochi mesi fa si era presentato in ufficio, come sempre negli ultimi 50 anni. Perché di andare in "pensione" non ne aveva mai voluto sentire parlare e tanto meno di vendita a qualche gruppo straniero, nonostante avesse ricevuto più di una offerta. Tanto è vero che il progetto di vendita di Esselunga nasce solo negli ultimi mesi, con l'aggraversi della malattia.

Con Caprotti se ne va il pioniere della grande distribuzione in Italia. Nato a Milano nel 1925 (avrebbe compiuto gli anni il prossimo 7 ottobre), è figlio di un imprenditore del settore tessile. Terminati gli studi in legge, nel 1951 il padre lo manda negli Stati Uniti per fare esperienza nell'industria del cotone e della meccanica tessile. Ma al ritorno, dopo un periodo passato alla guida dell'azienda familiare per la morte del genitore, nel 1957 ha l'occasione che gli cambierà la vita: investe nella prima società fondata in Italia con l'obiettivo di realizzare supermercati, che vede come socio principale il miliardario americano Nelson Rockfeller. Fino al 1965, rimane alla guida della sua azienda tessile, ma con l'uscita di scena dell'impreditore statunitense rileva l'intero pacchetto azionario e si dedica a tempo pieno alla nuova attività.

Da allora, lo sviluppo di esselunga non si è mai fermato. Se Milano rimane il suo quartier generale, la società si aspande fino agli attuali 150 punti vendita, presenti soprattutto nel nord Italia, e 22mila dipendenti. Con una quota di mercato attorno al 9,7 per cento, a fine 2015 il fatturato complessivo ha superato i 7 miliardi di euro. Oltre a una grande capacità di lavoro, Caprotti ha sempre messo una cura maniacale nell'organizzazione dei sui supermercati fino a controllare personalmente la disposizione dei prodotti sugli scaffali.

Dotato di una forte personalità, Caprotti passerà alla storia non solo per i suoi successi imprenditoriali, ma anche per i suoi scontri sia all'interno della sua famiglia sia con i rivali storici della Coop. In entrambi i casi, la vicenda è finita nella aule di giustizia. I figli del primo matrimonio, Giuseppe e Violetta, hanno fatto ricorso per riavere le quote di Esselnga che il padre aveva prima loro assegnatoi e poi revocato. Il figli hanno perso in Cassazione, ma hanno presentato un nuovo ricorso. 
Contro la Coop, Caprotti scrisse un libro "Falce e Carrello", in cui accusava il colosso delle cooperative "rosse" di aver ostacolato il suo sviluppo commerciale in alcune regioni italiane. Querelato, fu condannato a sei mesi per diffamazione, ma almeno in un caso l'Antitrust gli diede ragione.

Solo negli ultimi mesi, è stato avviato un progetto di cessione di Esselunga: due settimane fa la banca americana Citigroup è stata incaricata di svolgere un ruolo di consulenza per scegliere il compratore. 

La notizia della sua scomparsa non poteva che generare grandi reazioni. "Una vita trascorsa in azienda, una grande passione per il suo lavoro e all'avanguardia nelle scelte imprenditoriali, in questi anni ha lasciato sicuramente un segno nel campo della distribuzione organizzata nel nostro paese.Voglio in particolare ricordare la sua costante attenzione al mondo dei produttori agricoli e agroalimentari di ogni filiera. Con lui perdiamo purtroppo una delle figure più rappresentative dell'impresa italiana", ha commentato il ministro dell'Agricoltura, Maurzio Martina. La società intanto ha deciso che i supermercati saranno chiusi nella mattinata di lunedì prossimo 3 ottobre in segno di lutto e omaggio nei confronti del fondatore. Circola intanto una lettera firmata dal presidente Vincenzo Mariconda e dall'amministratore delegato Carlo Salza. "Ci ha lasciato il nostro fondatore, la nostra guida, il nostro ispiratore - scrivono -. Con la sua presenza quotidiana ci è stato costantemente vicino, soffrendo e gioendo con ciascuno di noi e facendo sue le nostre personali vicende". "Fino all'ultimo - proseguono Mariconda e Salza - come sempre del resto, la sua preoccupazione più grande è stata rivolta alle donne e agli uomini di Esselunga, alle loro famiglie, al loro presente e al loro futuro. Il suo grande insegnamento e i suoi valori rimangono il nostro impegno per il futuro".