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La tregua su Deutsche Bank riporta la calma sui mercati: Borse alla finestra

Venerdì si sono diffuse voci di uno "sconto" sulla multa americana per il colosso tedesco, che hanno fatto recuperare terreno al titolo. Oggi Francoforte resta chiusa per le celebrazioni dell'unificazione tedesca. Vertice al Tesoro sulle banche italiane. Il manifatturiero tricolore torna in positivo, cade la sterlina sulla prospettiva Brexit
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MILANO - Deutsche Bank potrebbe strappare un accordo più tenero con la giustizia americana per le vicende del passato sui mutui subprime: l'Afp parla di 5,4 miliardi di dollari di multa sul tavolo, meno della metà di quanto si temeva. Una notizia, emersa nella seconda parte della giornata di venerdì, che ha portato un po' di distensione sui mercati azionari. Il colosso dai piedi d'argilla resta al centro dell'attenzione e il ministro dell'Economia tedesco, Sigmar Gabriel, non lesina le critiche al management quando parla di "dirigenti irresponsabili". I listini europei trattano in ordine sparso, con Francoforte chiusa per la celebrazione dell'Unità tedesca. Milano è in altalena e dopo un passaggio in territorio positivo chiude a -0,77%. Meglio le altre Borse: Londra guadagna l'1,2% sui massimi da oltre un anno grazie al crollo della sterlina che spinge i titoli dell'export, mentre Parigi sale dello 0,12%. Tra…
MILANO - Deutsche Bank potrebbe strappare un accordo più tenero con la giustizia americana per le vicende del passato sui mutui subprime: l'Afp parla di 5,4 miliardi di dollari di multa sul tavolo, meno della metà di quanto si temeva. Una notizia, emersa nella seconda parte della giornata di venerdì, che ha portato un po' di distensione sui mercati azionari. Il colosso dai piedi d'argilla resta al centro dell'attenzione e il ministro dell'Economia tedesco, Sigmar Gabriel, non lesina le critiche al management quando parla di "dirigenti irresponsabili". I listini europei trattano in ordine sparso, con Francoforte chiusa per la celebrazione dell'Unità tedesca. Milano è in altalena e dopo un passaggio in territorio positivo chiude a -0,77%. Meglio le altre Borse: Londra guadagna l'1,2% sui massimi da oltre un anno grazie al crollo della sterlina che spinge i titoli dell'export, mentre Parigi sale dello 0,12%. Tratta in negativo Wall Street: quando chiudono gli scambi in Europa, il Dow Jones e lo S&P500 limano lo 0,35%, mentre perde lo 0,25%.

I listini asiatici sono stati sostenuti dal comparto finanziario, che ha permesso di recuperare parte delle perdite dell'ultima seduta. Debole, invece, la sterlina dopo che la premier britannica Theresa May ha messo in agenda per il primo trimestre del 2017 l'avvio delle discussioni per dar concretezza alla Brexit. "Gli investitori restano nervosi per l'incertezza che circonda Db e per i possibili contraccolpi sulle altre banche europee", ha spiegato l'analista Yutaka Miura all'agenzia Bloomberg. "L'atteggiamento ora è di aspettare e vedere cosa succede".
ll grafico di Bloomberg sintetizza la paura dei mercati intorno a Deutsche Bank: mentre il titolo tedesco è crollato (linea bianca) di oltre 20 punti percentuali in pochi giorni, è schizzato l'indice della volatilità dei listini globali (linea blu) 
Anche in Italia, le banche restano al centro dell'attenzione con un summit al Tesoro tra il ministro Pier Carlo Padoan, il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, e i vertici delle principali istituzioni finanziarie. Sul tavolo delle discussioni c'è il tema della crisi del settore del credito, con le quattro good bank salvate ancora in attesa di compratori, ma anche l'anticipo pensionistico che ha bisogno del sistema bancario per funzionare.

L'agenda macroeconomica segnala gli indicatori Pmi che anticipano l'andamento del manifatturiero. In Italia, l'indice migliora a settembre tornando sopra la soglia di 50 punti (51 per la precisione) che separa la contrazione dall'espansione economica: il dato supera le attese. L'indice dell'Eurozona si rafforza da 51,7 a 52,6 punti, con la Germania in particolare che si issa a 54,3 punti. Il miglioramento del Pmi si accompagna al modesto recupero dell'attività industriale censito da Confindustria: +0,3% a settembre su agosto, dal -0,2% di luglio. L'Istat nel suo conto trimestrale ha rilevato un miglioramento del deficit e un aumento del potere d'acquisto delle famiglie. Negli Usa, la spesa per costruzioni ha registrato un calo inatteso dello 0,7% ad agosto.

L'euro chiude in calo e la sterlina tocca il minimo da tre anni sulla moneta europea, dopo che il premier britannico, Theresa May ha detto che metterà in moto entro la fine di marzo 2017 il processo formale di uscita dall'Ue. La moneta europea passa di mano a 1,1212 dollari, 113,93 sullo yen, dopo aver toccato un minimo dall'agosto di 87,42 pence sulla sterlina. Nei confronti del dollaro, la sterlina è arrivata a cadere sotto area 1,29, ai minimi da 31 anni. Poco mosso invece lo yuan nella prima giornata in cui viene trattato da valuta di riserva del Fmi. Andamento senza scossoni sul mercato dei titoli di Stato: il rendimento del Btp decennale si attesta all'1,20% con lo spread sul Bund tedesco che si mantiene poco sopra i 130 punti.
L'andamento del renminbi contro il dollaro, da inizio anno 
Seduta positiva in mattinata alla Borsa di Tokyo: l'indice Nikkei al termine degli scambi ha segnato un progresso dello 0,90% a 16.598 punti. Segnali di miglioramento del manifatturiero del Sol Levante: l'indice Pmi manifatturiero, nella lettura finale, è salito a settembre a 50,4 da 49,5 di agosto. Stabile l'indice Tankan della BoJ che misura il clima di fiducia tra gli imprenditori.

Prezzo del petrolio è poco mosso sui mercati, dopo che l'Iran ha annunciato un aumento dell'export di greggio nonostante l'accordo siglato all'Opec nel giorni scorsi per il taglio della produzione. Alla chiusura dei mercati europei, il Wti del Texas cede lo 0,2% in area 48,1 dollari al barile mentre il Brent è invariato a 50,2 dollari. Il rasserenamento delle tensioni su Deutsche Bank porta via gli investitori dai beni rifugio, oro in primis, verso i quali si erano mossi la scorsa settimana. Il metallo con consegna immediata cede così lo 0,3% a 1.311 dollari l'oncia, quando terminano gli scambi europei.