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I carburanti alternativi mettono il turbo: il piano di sviluppo è da record

Alfredo Altavilla,  Chief Operating Officer Europe, Africa and Middle East di FCA (lapresse)
Fca, Iveco e Snam firmano uno storico Memorandum of Understanding per lo sviluppo del gas naturale come carburante alternativo ed ecocompatibile. Entro 10 anni 2000 punti di rifornimento per il metano. Delrio: "Le auto elettriche non sono l'unica strada e ovviamente noi siamo per la neutralità tecnologica"
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ROMA - "Scelta di forte incremento per la rete di ricarica elettrica e riduzione del trasporto su gomma. Sviluppo dei carburanti alternativi". Così il ministro Delrio ha presentato il Memorandum of Understanding finalizzato a favorire lo sviluppo del gas naturale come carburante per autotrazione, "nel più ampio scenario della mobilità sostenibile e delle iniziative per la sua promozione", appena firmato da Alfredo Altavilla (Chief Operating Officer di FCA Region EMEA), Pierre Lahutte (Brand President IVECO) e Marco Alverà (Chief Executive Officer di Snam).

Così alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio è stata messa nero su bianco una strategia che di fatto mette il turbo al settore dei carburanti alternativi. Un settore che - va detto - in Italia già vola: siamo all’avanguardia nel mondo, e l’Italia è il primo mercato europeo per i consumi di metano per autotrazione, con oltre 1 miliardo di metri cubi consumati nel 2015 e circa 1 milione di veicoli attualmente in circolazione...

"Le auto a batteria non sono l'unica strada - ha spiegato poi Delrio - e ovviamente noi siamo per la neutralità tecnologica". Si gioca a tutto campo quindi, dal Metano ai carburanti più diversi. Anche poi questo non vuol dire abbandonate le auto a batteria, anzi: "Non spingiamo solo i combustibili alternativi - ha concluso il ministro - ma puntiamo anche a creare 20 mila punti di ricarica per le auto elettriche".

Al ministro a fatto eco Altavilla: "Il gas naturale - ha spiegato il Chief Operating Officer di FCA Region EMEA - è un esempio di come la “green economy” crei opportunità anche per il nostro sistema Paese. La ricerca di soluzioni a basso impatto ambientale premia l’intelligenza nell’uso dell’energia: cresce chi ha “anche” know-how, non chi ha “solo” risorse naturali. L’accordo che presentiamo valorizza il patrimonio tecnologico dell’Italia nel campo delle soluzioni motoristiche ad alta efficienza e basse emissioni – e questo dal punto di vista sia dell’impatto ambientale, sia del potenziale di sviluppo".
 
"A disposizione di questo percorso - ha concluso Altavilla - FCA mette il suo know-how, la sua esperienza e la sua leadership commerciale: parliamo di circa 700.000 veicoli messi su strada dal 1997, con una quota in Europa stabilmente al di sopra del 50% nel segmento del gas naturale. La ragione di questi primati è semplice: a vincere sul mercato è una tecnologia italiana, sperimentata e sviluppata dal CENTRO RICERCHE FIAT a partire dagli anni novanta".

Ma torniamo all' Memorandum of Understanding: FCA, IVECO e Snam collaboreranno per accelerare l’ulteriore sviluppo del metano per autotrazione (CNG – Compressed Natural Gas). Il motivo è che è che questa soluzione è stata vista come un'alternativa immediatamente disponibile e più sostenibile rispetto ai carburanti tradizionali, in grado di generare importanti benefici ambientali ed economici per i consumatori, le imprese e la pubblica amministrazione.

Fca (che ha in gamma dodici modelli a Metano) è un partner naturale, ma lo stesso discorso vale anche per Iveco che ha acquisito un vantaggio tecnologico nelle motorizzazioni a gas naturale e sviluppato una  gamma completa di veicoli sia CNG sia LNG (Liquefied Natural Gas), dal veicolo commerciale leggero Daily all’autobus urbano Urbanway, al nuovo Stralis LNG per trasporto merci a lungo raggio, lanciato sul mercato lo scorso giugno.

Snam, dal suo canto, investirà in questo progetto circa 200 milioni di euro nei prossimi 5 anni: si punto quindi a raddoppiate il numero delle attuali 1.100 stazioni di servizio a metano, arrivando a oltre 2 mila nei prossimi 10 anni in coerenza con la Direttiva DAFI in corso di recepimento, sarà il principale fattore abilitante per il raggiungimento dell’obiettivo di crescita del parco circolante CNG fino a oltre 3 milioni di veicoli.

I benefici? Dicono alla Snam che ciò comporterà un impatto diretto di circa 1,5 miliardi di euro per la tecnologia a gas naturale prodotta in Italia e oltre 1 miliardo di euro di investimento per le infrastrutture di distribuzione del metano per autotrazione a livello nazionale, con evidenti benefici anche in termini occupazionali. Per i consumatori sono attesi risparmi fino a 800 milioni di euro in 5 anni, calcolati sulla base dei prezzi del petrolio degli ultimi mesi, storicamente tra i più bassi. "Sul piano sociale - spiega Marco Alverà, ad di Snam - una famiglia che passa a un'auto a metano risparmia 800€ all'anno, che corrisponde più o meno alla riduzione di spesa media di una famiglia a causa della crisi. Se facciamo un calcolo sui tre milioni di auto a metano, questo vale circa due miliardi di euro di risparmio annuo per le famiglie".

"Da un punto di vista ambientale - spiegano i tecnici - l’alimentazione a metano per automobili, camion e autobus consente una rilevante riduzione delle emissioni inquinanti del parco veicoli che si prevede possano essere sostituiti, stimata in un 40 per cento di CO2 (anidride carbonica) e oltre il 90 per cento di NOx (ossidi di azoto) rispetto alle alimentazioni tradizionali, con una pressoché totale riduzione di ciò che maggiormente inquina le nostre città, ovvero il PM (particolato)".

Numeri e prospettive a parte, una cosa è certa: il settore del gas naturale per autotrazione è enorme: vanta già oggi un fatturato di 1,7 miliardi di euro l’anno e circa 20 mila addetti.