LONDRA. Ivana Bartoletti, attivista Labour, collaboratrice del sindaco di Londra Sadiq Khan e italiana residente da anni in Inghilterra, come giudica questa proposta?
"Al National Health Service, il servizio sanitario pubblico, dove lavoro, ci sono 120 mila dipendenti stranieri: senza di noi gli ospedali chiuderebbero. Invece di ringraziarci, la ministra Rudd vorrebbe metterci in una lista della vergogna. È un'iniziativa che alimenta la xenofobia".
Perché è stata fatta?
"Più per dare un messaggio al partito conservatore sulle intenzioni della premier May di eseguire Brexit fino in fondo, che per manifestare una volontà reale. Quasi metà degli abitanti di Londra sono stranieri, che portano un prezioso contributo in opere e tasse alla società britannica".
Quindi le liste di stranieri non ci saranno?
"Difficile fare previsioni. Tira una brutta aria, qui, in Europa, in America. Liam Fox, uno dei ministri che negozieranno Brexit, non esclude di usare "tatticamente" i 3 milioni di europei residenti in Gran Bretagna nella trattativa con la Ue. Come se fossimo merce di scambio".
"Al National Health Service, il servizio sanitario pubblico, dove lavoro, ci sono 120 mila dipendenti stranieri: senza di noi gli ospedali chiuderebbero. Invece di ringraziarci, la ministra Rudd vorrebbe metterci in una lista della vergogna. È un'iniziativa che alimenta la xenofobia".
Perché è stata fatta?
"Più per dare un messaggio al partito conservatore sulle intenzioni della premier May di eseguire Brexit fino in fondo, che per manifestare una volontà reale. Quasi metà degli abitanti di Londra sono stranieri, che portano un prezioso contributo in opere e tasse alla società britannica".
Quindi le liste di stranieri non ci saranno?
"Difficile fare previsioni. Tira una brutta aria, qui, in Europa, in America. Liam Fox, uno dei ministri che negozieranno Brexit, non esclude di usare "tatticamente" i 3 milioni di europei residenti in Gran Bretagna nella trattativa con la Ue. Come se fossimo merce di scambio".