MILANO - Dal tavolo del G20 finanziario di Washington e dalle parole del governatore Mario Draghi riecheggia il rallentamento dell'economia mondiale: "L'incertezza e i rischi che incombono sull'economia globale sono cresciuti" dice Lou Jiwei, ministro delle Finanze cinese a attuale leader del G20 finanziario. Secondo Lou i rischi crescenti dipendono "dal fatto che le maggiori economie sono entrate in un clima pre-elettorale, dall'incertezza sugli esiti della Brexit, dalla vulnerabilità del sistema finanziario e dalle crescenti tensioni geopolitiche".
Non è da meno il governatore italiano quando dice che l'economia dell'area dell'euro "sta continuando una fase di espansione a un ritmo moderato e stabile con slancio leggermente meno vivace rispetto a quanto previsto all'incontro primaverile" dell'fmi. Intervenendo in occasione dei lavori annuali del Fondo, e aggiungendo che "le informazioni in arrivo indicano che l'economia continua a essere resistente nei confronti delle incertezze politiche ed economiche in europa e a livello globale", Draghi conferma che le prospettive di crescita per l'area sono a livelli "moderati".
In giorni di indiscrezioni su possibili correnti interne all'Eurotower per iniziare a frenare gli stimoli, Draghi parla di un approccio equilibrato basato su tre pilastri - la politica monetaria, le riforme strutturali e la politica di bilancio che anch'essa deve essere improntata alla crescita - ma "con un focus particolare sulle riforme strutturali": questo è essenziale per "aumentare le prospettive di crescita di lungo termine, disperdere l'incertezza sul fronte economico e mettere le basi per una vita migliore e più equa per i popoli in tutto il mondo". La Bce dal canto suo "continuerà a fare la sua parte, rispettando il proprio mandato": il Qe andrà avanti fino a marzo 2017 e oltre, se necessario.
Non poteva mancare l'ennesimo passaggio sulle banche. "Negli ultimi anni la posizione di capitale delle banche si è rafforzata in modo sostanziale ed è aumentata la resistenza allo stress. Nondimeno, restano alcuni nodi, in particolare relativi alla redditività", ha detto Draghi spiegando che "le attuali, deboli prospettive di crescita si confermano un nodo fondamentale" mentre "lo scenario dominato da bassi tassi di interesse e curve dei rendimenti piatte si fanno sentire in particolare su quegli istituti che dipendono fortemente sulla trasformazione delle scadenze". Per rispondere a fattori strutturali, le banche, ha detto Draghi, "devono adeguare il loro modello di business".
Sul sistema del credito si è espresso anche Pier Carlo Padoan, per il quale "il sistema bancario italiano è solido. Gli Npl (i crediti dubbi) sono molti, ma non tanti quanti a volte leggo in giro". Alla Cnn, il ministro tranquillizza: "Non mi aspetto nessuna operazione di bail-in in Italia".
Non è da meno il governatore italiano quando dice che l'economia dell'area dell'euro "sta continuando una fase di espansione a un ritmo moderato e stabile con slancio leggermente meno vivace rispetto a quanto previsto all'incontro primaverile" dell'fmi. Intervenendo in occasione dei lavori annuali del Fondo, e aggiungendo che "le informazioni in arrivo indicano che l'economia continua a essere resistente nei confronti delle incertezze politiche ed economiche in europa e a livello globale", Draghi conferma che le prospettive di crescita per l'area sono a livelli "moderati".
In giorni di indiscrezioni su possibili correnti interne all'Eurotower per iniziare a frenare gli stimoli, Draghi parla di un approccio equilibrato basato su tre pilastri - la politica monetaria, le riforme strutturali e la politica di bilancio che anch'essa deve essere improntata alla crescita - ma "con un focus particolare sulle riforme strutturali": questo è essenziale per "aumentare le prospettive di crescita di lungo termine, disperdere l'incertezza sul fronte economico e mettere le basi per una vita migliore e più equa per i popoli in tutto il mondo". La Bce dal canto suo "continuerà a fare la sua parte, rispettando il proprio mandato": il Qe andrà avanti fino a marzo 2017 e oltre, se necessario.
Non poteva mancare l'ennesimo passaggio sulle banche. "Negli ultimi anni la posizione di capitale delle banche si è rafforzata in modo sostanziale ed è aumentata la resistenza allo stress. Nondimeno, restano alcuni nodi, in particolare relativi alla redditività", ha detto Draghi spiegando che "le attuali, deboli prospettive di crescita si confermano un nodo fondamentale" mentre "lo scenario dominato da bassi tassi di interesse e curve dei rendimenti piatte si fanno sentire in particolare su quegli istituti che dipendono fortemente sulla trasformazione delle scadenze". Per rispondere a fattori strutturali, le banche, ha detto Draghi, "devono adeguare il loro modello di business".
Sul sistema del credito si è espresso anche Pier Carlo Padoan, per il quale "il sistema bancario italiano è solido. Gli Npl (i crediti dubbi) sono molti, ma non tanti quanti a volte leggo in giro". Alla Cnn, il ministro tranquillizza: "Non mi aspetto nessuna operazione di bail-in in Italia".