Economia

Tlc: rapporto Asstel, investimenti in crescita del 9% a 6,6 miliardi

Si arresta la discesa dei ricavi della filiera: crescono dell'1% rispetto all'anno precedente, assestandosi attorno a quota 42,7 miliardi di euro. Dal 2008 al 2014 il segno era sempre stato negativo e sono stati "bruciati" complessivamente oltre 11 miliardi di euro

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MILANO - Nel 2015 gli investimenti del settore telecomunicazioni hanno registrato un incremento del 9% a 6,6 miliardi rispetto al 2014. Lo indica il Rapporto presentato da Asstel con Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, che mostra anche una piccola crescita dei ricavi (+1% a 42,7 miliardi di euro) dopo anni di forte calo.

Guardando alle diverse voci dello studio, elaborato dal Politecnico di Milano, la banda ultralarga fissa ha coperto il 44% delle abitazioni, ma l'utilizzo è fermo al 3% (media Ue 22%); quella mobile, invece, copre il 95% della popolazione, con una penetrazione delle Sim 4G dell'11% (media Ue 23%). Il traffico dati sale del 44% su telefonia mobile e del 27% sul fisso, ma i volumi di traffico dati da fisso valgono più di dieci volte quelli da mobile. Per quanto riguarda le tariffe, tra il 2010 e il 2015 si registra una flessione del 13% per il fisso e del 37% per il mobile. Tiene, infine, l'occupazione, che nel 2015 è cresciuta dello 0,5% per un totale di circa 123mila addetti.

L'aumento dei ricavi si deve a una riduzione limitata (-2,5%) dei ricavi di tlc fisse e a una sostanziale stabilità dei ricavi di tlc mobili (+0,7%). In crescita tutte le altre categorie di attori della filiera: +2,5% i ricavi da Contact Center da committenti tlc, +8% quelli da fornitori di apparati, +8% le vendite di terminali, +5% i ricavi legati all'infrastruttura e +6% quelli del comparto It. Nello specifico i ricavi degli operatori tlc dopo anni di forte contrazione, si avvicinano alla stabilizzazione: nel 2015 scendono dello 0,9%, perdendo circa 300 milioni di euro. Il calo è imputabile al mercato fisso (-0,4 miliardi) e in particolare alla fonia fissa. Per gli operatori gli anni dal 2007 al 2015 hanno comportato una perdita di oltre 14 miliardi di euro, pari al 31% del valore iniziale. Il mobile ha perso il 33% pari a quasi 8 miliardi di euro; il fisso il 29% pari a 6,4 miliardi di euro.

Con l'aumento degli investimenti del 9%, cresce anche l'incidenza degli stessi sui ricavi, arrivando nel 2015 al 21%, il valore più alto raggiunto da 8 anni a questa parte. Nel 2015 a tali investimenti si aggiungono circa 600 milioni di euro legati all'acquisto e al rinnovo delle licenze per la rete. Sommando anche questa voce la quota degli investimenti aumenta del 19% e pesa il 23% dei ricavi.

Molti investimenti sono stati riservati alla banda ultralarga fissa, dove l'Italia ha accumulato un forte ritardo rispetto ai partner europei. Da dicembre 2013 a giugno 2015 la copertura è aumentata di ben 23 punti percentuali, segnando una velocità di crescita più elevata rispetto alla media Ue28. Con il 44% di copertura ora l'Italia tallona la Francia, la cui copertura è pari al 45% delle abitazioni, mentre rimane il gap di copertura rispetto alla media Ue28 (71%) e verso i principali Paesi: Regno Unito (91%), Germania (81%), Spagna (77%). In merito all'utilizzo, a luglio 2015 le sottoscrizioni riguardavano appena l'1,3% della popolazione e segnavano un tasso di crescita di appena 0,8 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Ciò a fronte di una media Ue28 che vede la percentuale di utilizzo al 9,5% con un tasso di crescita di 2,6 punti.

"Fra i fattori principali che stanno concorrendo a produrre questo nuovo scenario - afferma la presidente di Asstel Dina Ravera -, gioca un ruolo importante la crescente attenzione del Governo sul tema banda larga, che ha condotto anche all'introduzione di misure per la semplificazione normativa per la posa in opera della fibra ottica, che gli operatori attendevano da tempo".