Economia

Borse, Milano guida i rialzi dopo la produzione industriale

Piazza Affari chiude a +1,38%. Il peso messicano si è apprezzato durante il dibattito per la Casa Bianca: calano le possibilità di affermazione di Trump contro Clinton. Cina: lo yuan scende ai minimi da sei anni contro il dollaro. Putin allinea la Russia all'Opec: petrolio in rialzo. Twitter crolla con la fuga di pretendenti

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MILANO - Migliora l'andamento sui listini europei, mentre i mercati vedono crescere il vantaggio di Hillary Clinton nella corsa alla Casa Bianca contro Donald Trump. Milano recupera dalle perdite della mattinata e accelera fino a chiudere in rialzo dell'1,38% dopo la pubblicazione di dati sorprendenti sulla crescita della produzione industriale. In positivo anche le altre Piazze del Vecchio continente: Francoforte guadagna l'1,27%, Parigi l'1,06% e Londra lo 0,75%. Wall Street, reduce da una chiusura di settimana in negativo dopo tre ottave al rialzo, tratta positiva: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones e il Nasdaq sono allineati in rialzo dello 0,8%. Sfugge agli acquisti Twitter, che anzi crolla con la fuga dei potenziali acquirenti del social network. A spingere l'andamento generale dei listni contribuisce piuttosto il recupero del petrolio, con il Brent ai massimi da un anno dopo che la Russia ha dato disponibilità ad allinearsi alla scelta Opec di tagliare la produzione.

Agli investitori restano i dubbi sulle prossime mosse della Federal Reserve, che non sono state sciolte dal rapporto sul lavoro americano dello scorso venerdì: la prima economia del mondo ha creato 156mila nuovi posti, meno delle stime, mentre il tasso di disoccupazione è salito al 5%. Si tratta di numeri che rimettono in dubbio la velocità della stretta monetaria da parte della Fed, dalla quel gli operatori si aspettano comunque un rialzo dei tassi entro la fine dell'anno.

Il surplus commerciale in Germania è aumentato ad agosto a 22,2 miliardi secondo i dati pubblicati dall'Ufficio federale di statistica, Destatis. Le esportazioni hanno raggiunto i 102,3 miliardi (+5,4%) mentre le importazioni sono cresciute del 3% a 80,1 miliardi. L'economia tedesca è da tempo al centro delle critiche degli osservatori - da Bruxelles a Washington - perché faccia di più per far crescere investimenti e consumi interni, piuttosto che spingere l'acceleratore sulle esportazioni. L'agenda macroeconomica di giornata segnala poi i dati italiani sulla produzione industriale, che mostra un balzo del 4,1% annuo al top da cinque anni. Nel pomeriggio si tiene poi la riunione dell'Eurogruppo chiamato a fare il punto sugli aiuti internazionali alla Grecia: si aspetta il via libera a una tranche da 2,8 miliardi di euro di prestiti. Il superindice economico dell'Ocse continua a  puntare a una crescita stabile, restando in agosto a 99,7 punti come nei mesi scorsi. Scarica la giornata negli Stati Uniti, con il solo indice trend dell'occupazione di settembre da segnalare.

Anche i mercati finanziari hanno ovviamene guardato al dibattito tra Donald Trump e Hillary Clinton sulla strada della Casa Bianca: il peso messicano, considerato un indicatore attendibile delle possibilità che gli investitori attribuiscono al contestatissimo candidato repubblicano di vincere nelle elezioni presidenziali di novembre (la divisa centramericana sale allo scendere delle chances di affermazione di Trump, come accade al dollaro canadese), ha prima registrato un forte rialzo e quindi ha limitato il balzo pur resando in positivo. Al culmine di una settimana di critiche senza precedenti nella storia repubblicana, a causa delle frasi emerse dal passato di Trump che ancora una volta mostrano la sua posizione irrispettosa della dignità delle donne, un sondaggio della Cnn ha dato per il 57% dei rispondenti come vincitrice del dibattito la Clinton, contro il 34% a favore di Trump. "Il giudizio dei mercati è che il confronto sarebbe potuto andare peggio per Trump, che se non altro non è imploso", ha commentato a Bloomberg Ric Spooner, analista di CMC Markets Asia Pacific. In ogni caso, "sembra che sia data Clinton nettamente vincente a questo punto".

Chiusura in calo per l'euro sotto quota 1,12 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1162 dollari e a 115,55 yen. Il biglietto verde si rafforza anche sulla valuta nipponica a 103,58 yen. Stabile lo spread tra Btp e Bund tedeschi: il differenziale di rendimento tratta a 136 punti base, con il titolo decennale italiano che offre l'1,36% sul mercato secondario.

In mattinata, sono rimasti chiusi per festività i mercati di Tokyo, Hong Kong e Taiwan, mentre hanno riaperto dopo una settimana di pausa le Piazze cinesi di Shanghai e Shenzhen, che trattano in rialzo di un punto percentuale circa. In Cina si sottolinea la decisione della Banca centrale di abbassare il cambio di riferimento con il dollaro Usa a 6,7008 yuan. La valuta cinese può oscillare con un margine del 2% attorno a questo valore che è il minimo dal settembre 2010. Il petrolio, debole in Asia, gira poi in rialzo a New York: alla chiusura dei mercati europei il Wti guadagna il 3% circa oltre 51 dollari al barile. Vola il Brent, ai massimi da un anno a 53,45 dollari al barile, dopo che il presidente russo Vladimir Putin si è detto pronto a congelare o tagliare la produzione in linea con quanto deciso dall'Opec (l'organizzazione dei paesi produttori). Stabile l'oro in area 1.260 dollari l'oncia.