Borse nervose in attesa dei verbali Fed. May sottopone Brexit al Parlamento, la sterlina recupera
Raffaele Ricciardi
I mercati asiatici perdono terreno, Samsung continua ad esser colpita dalle vendite dopo lo stop al Galaxy 7. La premier britannica spiega che le trattative per il divorzio dall'Unione passeranno al vaglio del Parlamento e allontana i timori di un confronto muscolare. Bene la produzione industriale dell'Eurozona. Asta Bot, tasso record in negativo
2 minuti di lettura
MILANO - Il nervosismo domina sui mercati finanziari, giustificato da una serie di elementi di incertezza che pesano sulle considerazioni degli investitori. Milano chiude appena sotto la parità (-0,02%) dopo una buona mattinata. In rosso le altre Borse europee: Francoforte cede lo 0,51%, Parigi lo 0,44% e Londra lo 0,66%. Wall Street tratta debole, sulla falsariga di ieri: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones è poco sotto la parità, il Nasdaq cede lo 0,15%.
I listini asiatici hanno trattato deboli nella notte, con l'indice Msci Asia Pacific che ha rivisto i minimi da tre settimane. A spiegare i cali c'è il prosieguo delle vendite su Samsung, in un periodo tremendo a causa dello stop alla vendita del Galaxy Note 7, ma anche l'avvicinarsi della possibile stretta monetaria della Banca centrale Usa, che potrebbe avviare il percorso di chiusura dei rubinetti del denaro facile. Le Borse americane, in attesa di leggere i verbali dell'ultima riunione della Fed, sono per altro concentrate su una stagione di conti trimestrali che non è partita con il piede giusto. Resta poi sempre acceso un faro sulla Gran Bretagna e sulla preparazione delle trattative pre Brexit: dopo aver aggiornato i minimi da oltre trent'anni sul dollaro, la sterlina riprende un po' di fiato: il premier Theresa May ha detto che l'approccio alle trattative del governo britannico passerà sotto il voto del Parlamento, allontanando un po' i timori di imposizione di una linea dura che costerebbe moltissimo all'economia di Sua Maestà.
A fine seduta l'euro aggiorna a 1,1009 dollari il proprio minimo da due mesi a causa delle sempre più solide aspettative di un rialzo dei tassi Usa a dicembre. Si indebolisce anche lo yen, che arretra a quota 104,sul biglietto verde e a 114,55 nei confronti della moneta comune. In lieve calo lo spread tra il Btp e il Bund tedesco poco sotto 135 punti base, con un rendimento del titolo decennale italiano all'1,38%. Il Tesoro ha collocato interamente i 6,25 miliardi di Bot annuali oggi in asta. Il rendimento è pari a -0,238%, mai così basso, superando il precedente record pari a -0,190% dello scorso agosto.
Nell'agenda macro si iscrivono, per l'Italia, la votazione in Parlamento sulla Nota di aggiornamento del Def 2016. Nell'Eurozona, secondo i dati Eurostat relativi ad agosto, la produzione industriale è aumentata dell'1,6% e nella Ue dell'1,4% dopo -0,7% nelle due zone a luglio. Da segnalare anche il +2,9% dei prezzi delle case nell'area con la moneta unica nel secondo trimestre. I prezzi al consumo in Francia sono intanto scesi dello 0,2% congiunturale a settembre e saliti dello 0,4% su anno.
Due giorni sui mercati del dollaro contro le principali divise mondiali
La Borsa di Tokyo ha chiuso le contrattazioni col segno meno, stamane: l'indice Nikkei ha segnato un ribasso dell'1,09% a quota 16.840.00, con una perdita di 184 punti. La valuta nipponica si è assestata a quota 103,50 sul biglietto verde. Lo yuan ha ceduto ancora terreno sul dollaro, per il terzo giorno di fila: la parità centrale della divisa cinese ha perso 160 punti base, a 6,7258 sul dollaro. In Giappone, ad agosto gli ordini di macchinari industriali sono calati del 2,2% su base mensile, rispetto al +4,9% di luglio. Su base annua la crescita è stata dell'11,6%, rispetto al +5,2% di luglio.
Le quotazioni dell'oro si stabilizzano nel pomeriggio a 1.252 dollari l'oncia. Il prezzo del petrolio tratta debole a New York. Al Nymex il Wti perde l'1,3% e torna in area 50 dollari al barile, alla chiusura delle Borse Ue. Ieri il settore del greggio ha moderato gli entusiasmi che si erano registrati negli ultimi giorni: la Russia ha precisato che l'apertura al taglio delle estrazioni annunciato dall'Opec e spinto dall'Arabia Saudita è solo parziale. Mosca, infatti, intende al massimo congelare gli attuali livelli, ma non fare di più. Eppure, proprio in queste settimane l'Aie ha censito nuovi picchi dei livelli di produzione di oro nero: prendono corpo i timori degli analisti per i quali il taglio dell'Opec potrebbe non bastare a livellare il mercato.