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Il Parlamento Ue affitta un museo: era la casa dell'artista belga Antoine Wiertz

Il museo costerà il prezzo simbolico di un euro al mese. Il Presidente dell'Europarlamento, Martin Shultz, però frena sul suo utilizzo preoccupato dai problemi europei del momento
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ROMA - E' forse il miglior affare mai fatto dal Parlamento Europeo: l'affitto di un piccolo museo adiacente gli uffici parlamentari. La location, una villa con una fuga di sale e un grande giardino circostante è stata affittata a un prezzo simbolico, appena un euro. E non è chiaro se l'obolo sarà mensile (com'è probabile) o annuale. Cosa che comunque non cambierebbe molto le cose. Un euro è una cifra irrisoria o "politica" se preferite, concordata tra il ministro dell'Interno belga, Jan Jambon e alcuni parlamentari europei che si occupano di affari amministrativi. Ma cosa se ne fa il Parlamento di un museo, seppur storico, amato e già frequentato gratuitamente da turisti e belgi?

L'accordo, anticipato dal giornale online Politico, che ha visto le carte del contratto, prevede che il Parlamento continui a tenere aperto il museo, si occupi della manutenzione e in cambio i suoi europarlamentari potranno godere de…
ROMA - E' forse il miglior affare mai fatto dal Parlamento Europeo: l'affitto di un piccolo museo adiacente gli uffici parlamentari. La location, una villa con una fuga di sale e un grande giardino circostante è stata affittata a un prezzo simbolico, appena un euro. E non è chiaro se l'obolo sarà mensile (com'è probabile) o annuale. Cosa che comunque non cambierebbe molto le cose. Un euro è una cifra irrisoria o "politica" se preferite, concordata tra il ministro dell'Interno belga, Jan Jambon e alcuni parlamentari europei che si occupano di affari amministrativi. Ma cosa se ne fa il Parlamento di un museo, seppur storico, amato e già frequentato gratuitamente da turisti e belgi?

L'accordo, anticipato dal giornale online Politico, che ha visto le carte del contratto, prevede che il Parlamento continui a tenere aperto il museo, si occupi della manutenzione e in cambio i suoi europarlamentari potranno godere dei meravigliosi giardini che lo circondano e di qualche sala, dove potranno ospitare, chissà, ospiti stranieri. "Il governo belga - ha confermato Jaume Duch Guillot, portavoce dei parlamentari europei - ha accettato la proposta. I dettagli sono stati negoziati da poco, ma non c'è dubbio che due saranno i vincoli, la proprietà delle operare rimarrà in capo allo stato belga e non ci sarà alcuna variazione nelle collezioni che si trovano al suo interno".

Ma c'è dell'altro. Il Parlamento europeo ha già acquisito un altro edificio storico vicino al suo campus con l'obiettivo di aprire quella che nelle intenzioni dovrebbe essere una Casa della storia europea, dove organizzare mostre o esporre opere prese in prestito da altre collezioni. Un progetto frenato, al momento, per problemi di sicurezza. Ma non solo. Secondo quanto scrive il giornale online, Martin Shultz, presidente del Parlamento europeo, l'uomo a cui Silvio Berlusconi offrì una parte da kapò in un ipotetico film, sollevando un caso internazionale, avrebbe qualche dubbio sul progetto. Almeno questo è quanto ha riferito un anonimo funzionario vicino al presidente. Cerchiamo di non trasformare il Parlamento in un luna park con tutte le attrazioni possibili, dal cibo ai gadget per turisti. Non è il caso in un momento in cui i problemi europei sono ben altri e di tutt'altro genere: questa la sintesi del pensiero che Shultz avrebbe fatto arrivare agli europarlamentari.

Sia come sia intanto per un euro il Parlamento ha strappato l'accordo col governo belga portandosi a casa la gestione del museo intitolato a Antoine Wiertz, grande pittore belga dell'Ottocento, un romantico, ma con una personalità molto controversa per le sue tele gigantesche e per la scelta di soggetti tetri, immagini di suicidi, morti, bambini straziati, dipinti dove forte è il contrasto tra vita e morte. All'entrata di quella che è stata la casa dell'artista e ancora prima il suo studio, c'è una targa che descrive lo descrive con queste parole: "Visionario, campione della pittura monumentale, filosofo, potente scultore e prolifico scrittore". Chissà se su quell'entrata vedremo sventolare la bandiera europea.