Economia

Imprese, in un anno calano del 13% i ritardi gravi nei pagamenti

Dai dati del Cribis D&B (gruppo Crif) emege che un'azienda su tre onora il debito coi fornitori alla scadenza. Il Nord est è l'area più virtuosa, in Lombardia il 44% delle aziende è puntuale. In difficoltà il commercio al dettaglio, bene i servizi finanziari
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ROMA - Piccolo segnale di ripresa per le imprese italiane. Nell'ultimo anno si è infatti ridotto del 13% il "ritardo grave" nei pagamenti dei fornitori. A fronte di questo dato positivo però c'è una lieve flessione, quasi un punto percentuale, del numero di aziende che paga puntuale (dal 36,8 al 35,9%) e una crescita di quelle che pagano con un ritardo fino a 30 giorni, passando dal 48,7% al 51,5%. È ciò che emerge dallo "Studio pagamenti" realizzato Cribis D&B, società del gruppo Crif specializzata in businnes information, relativo al terzo trimestre del 2016. 
"Un segnale positivo che lascia spazio a un cauto ottimismo per il futuro" spiega l'ad di Cribis D&B Marco Preti. "Le aziende che hanno ottenuto le migliori performance sono quelle che hanno da una parte utilizzato la gestione del credito come uno dei parametri di segmentazione della clientela, in sinergia con le esigenze e gli obiettivi commerciali; dall'altra hanno reso la puntualità dei pagamenti uno degli elementi chiave per ottimizzare i flussi di cassa e migliorare i processi interni. Nella gestione del credito la priorità è diventata il monitoraggio costante della clientela, l’adozione di strategie per la riduzione degli insoluti e l’efficientamento delle procedure. Le aziende ora devono approfittare di questo clima di fiducia per continuare a investire nella gestione del credito per non disperdere il patrimonio di competenze e di risultati ottenuto. Questi segnali positivi però non devono far abbassare la guardia". Infatti c'è poco da stare allegri: se si guardano i dati del 2010, i ritardi gravi erano solo del 5,5%, quindi in 6 anni c'è stata un'impennata del 129%.
Facendo un'analisi di tipo geografico l'area più virtuosa è quella del Nord est: il 44,4% delle aziende paga puntuale, mentre quelle che pagano con ritardi gravi sono solo il 7,4%. Situazione ribaltata per le imprese del Sud e delle isole, che solo nel 22,7% dei casi paga alla data di scadenza. Si comportano bene anche le imprese del Nord ovest con il 41,7% che paga puntuale e l'8,4% con oltre un mese di ritardo. Al Centro le imprese sono meno virtuose rispetto al Nord ma comunque con un 31,5% rispettose delle scadenze e un 15% di cattive pagatrici.

Scendendo ancora più nel dettaglio è la Lombardia la regione che si comporta meglio, con il 45,5% di imprese rigorose. Seguono a stretta misura l’Emilia Romagna (45,3%) e il Veneto (44,9%). La regione peggiore è la Sicilia, dove i gravi ritardi (23,2%) superano i pagamenti puntuali, che sono appena il 19,1%.

Italia spaccata in due anche a livello provinciale con Sondrio provincia più virtuosa, seguita da Bergamo, Lecco, Belluno, Brescia, Trento, Como, Mantova, Cremona e Vicenza; e Enna e Caltanissetta fanalini di coda.
Facendo una distinzione per settore merceologico, il commercio al dettaglio appare il settore più in difficoltà, con solo il 26% delle imprese puntuali nel pagare e il 20% in affanno. Al contrario dei servizi finanziari che nel 46,3% dei casi paga puntuale e accumula un grave ritardo solo nel 9,5% dei casi.

Emerge infine un dato interessante che evidenzia una netta differenza di comportamento tra microimprese e grandi imprese: le prime infatti si rivelano le più puntuali con il 37% che paga alla data di scadenza ma c'è anche un 13,8% che registra un grave ritardo e quasi la metà che riesce a contenere il ritardo entro i 30 giorni. Le grandi aziende invece, pur facendo scendere a un tasso del 6,1% i ritardi gravi, non brillano in puntualità: solo il 13,8% infatti rispetta le scadenze e addirittura l'80% normalmente registra ritardi che arrivano ai 30 giorni.