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Clinton ancora avanti, il peso messicano si rafforza. La Bce non tocca tassi e Qe

Le sale operative assegnano la vittoria alla candidata democratica nel terzo dibattito sulla corsa verso la Casa Bianca. Tutto rinviato a dicembre dalla Banca centrale europea. Milano chiude a +0,6%: bene Mps, male Mediaset. Chiusura in netto rialzo per Tokyo, euro in calo dopo Draghi
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MILANO - Il terzo dibattito sulla strada verso le elezioni presidenziali americane ha visto ancora una volta una pur non brillante affermazione di Hillary Clinton. Sembrano esserne convinti anche gli operatori della finanza, che puniscono Donald Trump con il rafforzamento del peso messicano, ai massimi da un mese e mezzo: è questo - secondo l'interpretazione degli addetti ai lavori - un chiaro segnale della sconfitta del candidato repubblicano nella corsa alla Casa Bianca. Le azioni asiatiche hanno trattato al rialzo, mentre i listini europei restano cauti dopo la riunione della Bce che non ha toccato i tassi e il Qe. Il governatore Mario Draghi ha rimarcato i rischi al ribasso sull'economia e sfuggito ogni sollecitazione su possibilità di ritocco al programma d'acquisto di titoli o alla sua graduale chiusura. Milano chiude in rialzo dello 0,57%, Londra aggiunge lo 0,07%, Parigi sale dello 0,44% e Francoforte dello 0,52%. Negativa invece Wall Street: il Dow J…
MILANO - Il terzo dibattito sulla strada verso le elezioni presidenziali americane ha visto ancora una volta una pur non brillante affermazione di Hillary Clinton. Sembrano esserne convinti anche gli operatori della finanza, che puniscono Donald Trump con il rafforzamento del peso messicano, ai massimi da un mese e mezzo: è questo - secondo l'interpretazione degli addetti ai lavori - un chiaro segnale della sconfitta del candidato repubblicano nella corsa alla Casa Bianca. Le azioni asiatiche hanno trattato al rialzo, mentre i listini europei restano cauti dopo la riunione della Bce che non ha toccato i tassi e il Qe. Il governatore Mario Draghi ha rimarcato i rischi al ribasso sull'economia e sfuggito ogni sollecitazione su possibilità di ritocco al programma d'acquisto di titoli o alla sua graduale chiusura. Milano chiude in rialzo dello 0,57%, Londra aggiunge lo 0,07%, Parigi sale dello 0,44% e Francoforte dello 0,52%. Negativa invece Wall Street: il Dow Jones perde lo 0,22%, il Nasdaq lo 0,09% e lo S&P 500 lo 0,14%.
Il peso messicano si è rafforzato (ne servono di meno, per acquistare un dollaro) dopo il primo dibattito Clinton-Trump: secondo gli addetti ai lavori, è un segnale di indebolimento delle prospettive di vittoria per l'imprenditore repubblicano 
A Piazza Affari si segnala il via libera del cda di Leonardo-Finmeccanica alla salita in Avio dall'attuale circa 14% a circa il 28%, cui farà seguito la quotazione dopo la fusione in Space. Soffre invece Mediaset all'indomani del nuovo scontro con Vivendi: il braccio di ferro su Premium, a questo punto, si deciderà in Tribunale. Ancora intensi acquisti sul Monte dei Paschi, protagonista di questi giorni con fortissimi volumi di scambi e un balzo del +14%.

L'euro si conferma stabile sotto quota 1,1 dollari in chiusura dei mercati: la moneta unica passa di mano a 1,0973 dopo aver aggiornato i minimi da quattro mesi a 1,0935 dopo le parole del governatore Bce. Carlo Alberto De Casa, analista di ActivTrades, sottolinea l'importanza per i mercati "del fatto che Draghi abbia escluso ogni possibilità di una fine del Qe senza passare da una graduale diminuzione degli acquisti. Ora gli investitori si aspettano un percorso simile a quello intrapreso dalla Fed un paio d'anni fa". Lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco si attesta nei primi scambi di seduta a 135 punti base: il rendimento del bond decennale italiano sul mercato secondario è all'1,39%. Il Tesoro ha chiuso oggi il collocamento della nuova emissione del Btp Italia raccogliendo nel complesso 5,2 miliardi di euro. Dall'agenda macro si evidenzia il calo a sorpresa dei prezzi alla produzione in Germania: -0,2% mensile a settembre e -1,4% annuo, contro attese per un rialzo mensile dello 0,2% e un calo dell'1,2% su base annua. Occhi anche sulle vendite al dettaglio in Gran Bretagna, stabili a settembre nel raffronto mensile e in crescita del 4,1% sul 2015. Secondo i dati Eurostat, ad agosto il surplus delle partite correnti della Ue è aumentato a 13,5 miliardi rispetto a 11,3 miliardi a luglio e 8,2 miliardi ad agosto 2015.

Dagli Stati Uniti, invece, sono arrivati i dati sull'occupazione. Nella settimana chiusa al 15 ottobre il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è aumentato. Secondo gli analisti il rialzo è una conseguenza dell'uragano Matthew, che ha colpito a inizio mese la parte sudorientale del Paese. Secondo quanto riportato dal Dipartimento del lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono salite di 13mila unità a quota 260mila, contro le 247mila della settimana precedente (dato rivisto al rialzo dalle 246mila della prima stima). Il dato si attesta in media sotto quota 300mila da 85 settimane, la serie migliore dal 1970. L'indice è inoltre peggiore delle previsioni: gli analisti attendevano un dato in rialzo a 250mila. Da segnalare anche il calo a 9,7 punti dell'indice manifatturiero della Fed di Philadelphia, comunque sopra le attese, mentre il superindice dell'economia è salito dello 0,2% come da stime. Sopra le attese, infine, il +3,2% della vendita di case esistenti.

In mattinata si è registrata la chiusura in netto rialzo per la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei a 17.235,50 punti a +1,39%. Per il listino del Sol levante sono i massimi da sei mesi.

Il petrolio è in calo a New York: alla chiusura dei mercati europei le quotazioni perdono il 2% con il Wti a 50,5 dollari al barile. L'oro è poco mosso a 1.266 dollari l'oncia.