La decisione presa dopo la presentazione della trimestrale avvenuta giovedì. E' in vendita da mesi. Tanti si sono fatti avanti, per poi tirarsi indietro
1 minuti di lettura
ROMA - Vanno male le cose per Twitter. La società che stenta a crescere e con gli utili in calo è da tempo sul mercato. Ma al momento, nonostante i possibili acquirenti, un vero sposo non l'ha ancora trovato, almeno in apparenza. Così, per risollevare i conti si appresta a calare nuovamente la scure sui dipendenti. Secondo Bloomberg potrebbe tagliare fino all'8 per cento dell'organico totale, pari a 300 posizioni e potrebbe farlo al più tardi entro la prossima settimana. In termini percentuali, si tratterebbe di una sforbiciata analoga a quella effettuata lo scorso anno, quanto il cofondatore, Jack Dorsey, rilevò la guida del social network, che da tempo stenta nel tentativo di far tornare a crescere gli utenti.
La Borsa di New York ieri ha penalizzato fortemente il titolo, che alla fine ha chiuso a -0,33 per cento, 18,03 dollari per azione. Il problema è che decimali dopo decimali, Twitter nel giro di un anno ha accumulato un calo di oltre il 41 per cento a Wall Street. Certo l'ultima parola non è detta, i contatti con gli acquirenti continuano, secondo le fonti anonime, menzionate da Bloomberg. E anche sui tagli al personale c'è cautela, il quadro resta "fluido" e la portata dei tagli potrebbe cambiare, dicono le fonti.
L'andamento del titolo Twitter dalla quotazione
Da mesi Twitter sta cercando di ridurre i costi, dopo il fallimento dei precedenti piani di crescita e espansione sono. Di recente aveva assegnato ad alcune banche d'affari un mandato esplorativo per cercare un compratore. E di pretendenti se ne sono presentati molti, da Salesforce, a Walt Disney (che acquistando Twitter si sarebbe rafforzata sui social network, a cominciare dallo sport dove è debole). Tra l'altro il fondatore di Twitter Dorsey, siede anche nel board di Disney, il cui chairman Bob Iger ha una reputazione di uomo capace di grande strategie. Fu lui da poco seduto sulla poltrona di Ceo a portare in ambito Disney la Pixar nel 2006, con un’offerta da 7,4 miliardi di dollari. Per poi e negli anni successivi portare avanti una politica di sviluppo nei media e nelle piattaforme digitali, investendo molto nelle nuove tecnologie. Ma anche Disney sembra essersi sfilata, come Alphabet. Ha dato forfait anche Apple. Il titolo del social media prmai è ormai ai minimi. Il valore totale di Twitter ai prezzi attuali è sceso attorno ai 12 miliardi, mentre aveva raggiunto i 53 miliardi di dollari nel dicembre 2013. Ma i messaggini da 140 caratteri che caratterizzano Twitter non piacciono più. E gli utenti se crescono lo fanno troppo lentamente.