Mercati europei positivi in chiusura, il Pil britannico tiene dopo Brexit
Raffaele Ricciardi, di RAFFAELE RICCIARDITra gli investitori prevale la cautela, in attesa degli appuntamenti americani delle prossime settimane: Fed sui tassi ed elezioni per la Casa Bianca. Bene a Piazza Affari le banche e Fca. Record di rendimenti negativi per i Bot a sei mesi in asta, ma schizzano quelli sul mercato secondario
MILANO - I listini europei trattano incerti oscillando sopra e sotto la parità, con i risultati trimestrali delle grandi compagnie d'Europa e d'Oriente che procedono corrente alternata. Alla fine le chiusure sono positive con poche eccezioni: Milano guadagna lo 0,84% trainato dalle buone performance di Stm, Fca e di Mps. Francoforte sale dello 0,07%, Londra dello 0,41% e Parigi resta praticamente invariata (-0,02%). Tra le grandi società internazionali, spicca la trimestrale di Deutsche Bank che è tornata sorprendentemente al profitto dopo mesi difficili tra scandali e dubbi sulla tenuta dei conti. Male invece Samsung, con utili in picchiata del 17% sui problemi per il Galaxy Note 7. Twitter, invece, ha confermato i suoi problemi annunciando il taglio del 9% della forza lavoro.
Wall Street tratta incerta: quando i mercati europei si apprestano a chiudere, il Dow Jones è invariato, lo Standard&Poor's 500 perde lo 0,2% e il Nasdaq cala dello…
Wall Street tratta incerta: quando i mercati europei si apprestano a chiudere, il Dow Jones è invariato, lo Standard&Poor's 500 perde lo 0,2% e il Nasdaq cala dello…
MILANO - I listini europei trattano incerti oscillando sopra e sotto la parità, con i risultati trimestrali delle grandi compagnie d'Europa e d'Oriente che procedono corrente alternata. Alla fine le chiusure sono positive con poche eccezioni: Milano guadagna lo 0,84% trainato dalle buone performance di Stm, Fca e di Mps. Francoforte sale dello 0,07%, Londra dello 0,41% e Parigi resta praticamente invariata (-0,02%). Tra le grandi società internazionali, spicca la trimestrale di Deutsche Bank che è tornata sorprendentemente al profitto dopo mesi difficili tra scandali e dubbi sulla tenuta dei conti. Male invece Samsung, con utili in picchiata del 17% sui problemi per il Galaxy Note 7. Twitter, invece, ha confermato i suoi problemi annunciando il taglio del 9% della forza lavoro.
Wall Street tratta incerta: quando i mercati europei si apprestano a chiudere, il Dow Jones è invariato, lo Standard&Poor's 500 perde lo 0,2% e il Nasdaq cala dello 0,3%. Protagonista Tesla, tornata a macinare profitti nel trimestre.
Sui mercati, spiegano nelle sale operative, prevale in questa fase la cautela in vista degli appuntamenti americani delle prossime due settimane: la Federal Reserve non dovrebbe toccare il costo del denaro, anche se un rialzo dei tassi è ormai dato per certo entro la fine dell'anno, mentre la corsa alla Casa Bianca dovrebbe riuscire a contenere lo spauracchio Donald Trump. Sullo sfondo restano le incertezze legate al comparto energetico: ieri il petrolio Wti è tornato a trattare sotto 50 dollari al barile, dopo che le prime crepe nell'accordo Opec sul taglio della produzione sono emerse in tutta visibilità. Un supporto è arrivato dal calo inatteso delle scorte Usa, ma restano i dubbi sulla capacità dell'Arabia Saudita di orientare le scelte dei Paesi del cartello e dei suoi "vicini" come la Russia.
L'agenda macroeconomica di giornata incassa il calo della fiducia dei consumatori in Italia, mentre recupera quella delle imprese. Ferme le retribuzioni contrattuali di settembre. Molto importante l'andamento del Pil della Gran Bretagna nel terzo trimestre, dunque con l'effetto-Brexit incluso: il Prodotto britannico è cresciuto dello 0,5% sul trimestre precedente, rallentando dal precedente +0,7% ma superando le attese degli analisti per un +0,3%. Da segnalare che la disoccupazione in Spagna cala sotto il 20% per la prima da sei anni a questa parte: nel terzo trimestre arretra al 18,9%, grazie al buon andamento dei servizi nel settore turistico. Negli Usa, scendono di 3mila unità le richieste di sussidi per la disoccupazione a quota 258mila, facendo peggio delle attese. In calo, ma sopra le stime, anche gli ordini di beni durevoli: -0,1% a settembre. Bene infine il numero di compromessi su case esistenti, con un +1,5% a settembre.
Chiusura sostanzialmente invariata per l'euro: la divisa unica europea ha terminato la sessione a 1,0913 contro il dollaro, in marginale rialzo rispetto all'1,0907 di mercoledì. Il cambio sullo yen si è invece attestato a 114,58. Recupera la sterlina dopo il dato positivo sul Pil: viaggia sopra 1,22 contro il dollaro. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi chiude poco sopra 140 punti base, ma le vendite colpiscono i titoli periferici dell'Eurozona e il decennale italiano che arriva a rendere l'1,6%, ai massimi dalla metà di febbraio. Il Tesoro ha collocato tutti i sei miliardi di euro di Bot a sei mesi offerti in asta oggi, con il tasso che tocca un nuovo minimo storico. Il rendimento medio è sceso a -0,295% da -0,257% del collocamento di settembre superando il precedente minimo di -0,262% registrato lo scorso maggio. La domanda ha raggiunto i 9,63 miliardi di euro con un rapporto di copertura in calo a 1,60 da 1,73 precedente.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha terminato le contrattazioni in calo, dopo le indicazioni deludenti della Apple nel settore tecnologia, e l'instabilità del dollaro che sconta le incertezze sui tassi di interesse negli Usa: l'indice Nikkei mostra un calo dello 0,32% a quota 17.336.42, perdendo 55 punti. Lo yen è ancora stabile nei confronti del dollaro, sopra quota 104,50 con gli investitori che puntano nuovamente a un rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti entro fine anno.
Il petrolio rimbalza a New York: quando si avviano a chisura i mercati europei, il Wti si riporta vicino a quota 50 dollari al barile (con un progresso dell'1,4%), mentre il Brent tratta a 50,6 dollari. L'oro spot è poco mosso a 1.268 dollari l'oncia.
Wall Street tratta incerta: quando i mercati europei si apprestano a chiudere, il Dow Jones è invariato, lo Standard&Poor's 500 perde lo 0,2% e il Nasdaq cala dello 0,3%. Protagonista Tesla, tornata a macinare profitti nel trimestre.
Sui mercati, spiegano nelle sale operative, prevale in questa fase la cautela in vista degli appuntamenti americani delle prossime due settimane: la Federal Reserve non dovrebbe toccare il costo del denaro, anche se un rialzo dei tassi è ormai dato per certo entro la fine dell'anno, mentre la corsa alla Casa Bianca dovrebbe riuscire a contenere lo spauracchio Donald Trump. Sullo sfondo restano le incertezze legate al comparto energetico: ieri il petrolio Wti è tornato a trattare sotto 50 dollari al barile, dopo che le prime crepe nell'accordo Opec sul taglio della produzione sono emerse in tutta visibilità. Un supporto è arrivato dal calo inatteso delle scorte Usa, ma restano i dubbi sulla capacità dell'Arabia Saudita di orientare le scelte dei Paesi del cartello e dei suoi "vicini" come la Russia.
L'agenda macroeconomica di giornata incassa il calo della fiducia dei consumatori in Italia, mentre recupera quella delle imprese. Ferme le retribuzioni contrattuali di settembre. Molto importante l'andamento del Pil della Gran Bretagna nel terzo trimestre, dunque con l'effetto-Brexit incluso: il Prodotto britannico è cresciuto dello 0,5% sul trimestre precedente, rallentando dal precedente +0,7% ma superando le attese degli analisti per un +0,3%. Da segnalare che la disoccupazione in Spagna cala sotto il 20% per la prima da sei anni a questa parte: nel terzo trimestre arretra al 18,9%, grazie al buon andamento dei servizi nel settore turistico. Negli Usa, scendono di 3mila unità le richieste di sussidi per la disoccupazione a quota 258mila, facendo peggio delle attese. In calo, ma sopra le stime, anche gli ordini di beni durevoli: -0,1% a settembre. Bene infine il numero di compromessi su case esistenti, con un +1,5% a settembre.
Chiusura sostanzialmente invariata per l'euro: la divisa unica europea ha terminato la sessione a 1,0913 contro il dollaro, in marginale rialzo rispetto all'1,0907 di mercoledì. Il cambio sullo yen si è invece attestato a 114,58. Recupera la sterlina dopo il dato positivo sul Pil: viaggia sopra 1,22 contro il dollaro. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi chiude poco sopra 140 punti base, ma le vendite colpiscono i titoli periferici dell'Eurozona e il decennale italiano che arriva a rendere l'1,6%, ai massimi dalla metà di febbraio. Il Tesoro ha collocato tutti i sei miliardi di euro di Bot a sei mesi offerti in asta oggi, con il tasso che tocca un nuovo minimo storico. Il rendimento medio è sceso a -0,295% da -0,257% del collocamento di settembre superando il precedente minimo di -0,262% registrato lo scorso maggio. La domanda ha raggiunto i 9,63 miliardi di euro con un rapporto di copertura in calo a 1,60 da 1,73 precedente.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha terminato le contrattazioni in calo, dopo le indicazioni deludenti della Apple nel settore tecnologia, e l'instabilità del dollaro che sconta le incertezze sui tassi di interesse negli Usa: l'indice Nikkei mostra un calo dello 0,32% a quota 17.336.42, perdendo 55 punti. Lo yen è ancora stabile nei confronti del dollaro, sopra quota 104,50 con gli investitori che puntano nuovamente a un rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti entro fine anno.
Il petrolio rimbalza a New York: quando si avviano a chisura i mercati europei, il Wti si riporta vicino a quota 50 dollari al barile (con un progresso dell'1,4%), mentre il Brent tratta a 50,6 dollari. L'oro spot è poco mosso a 1.268 dollari l'oncia.