Pubblica amministrazione, solo un'azienda su 4 rispetta le scadenze dei pagamenti
di AGNESE ANANASSOUno studio elaborato da Cribis D&B del gruppo Crif ha rilevato che solo il 22,3% della aziende pubbliche è puntuale nel saldare i propri debiti, mentre il 25% paga con oltre un mese di ritardo. Le peggiori sono le Asl e quelle del settore sanitario
ROMA - Nella Pubblica amministrazione solo un’azienda su quattro è puntuale nel pagare i fornitori. È il dato più allarmante che emerge dallo “Studio pagamenti della Pa”, aggiornato a fine settembre 2016, e rilasciato in anteprima a Repubblica, elaborato da Cribis D&B, società del grupppo Crif specializzata nella business information. In sostanza solo il 22,3% della aziende pubbliche è puntuale nel saldare i propri debiti, contro il 35,9% delle imprese private.
Analizzando i ritardi, le aziende pubbliche che pagano con oltre un mese di ritardo sono oltre un quarto, il 25,3%, contro il 12,6% della media italiana, mentre oltre la metà, il 52,4%, paga entro il mese di ritardo. Negli ultimi sei anni la situazione è peggiorata, specialmente se si guarda al numero delle imprese che paga con enorme ritardo, perché se è vero che sono cresciute del 10,8% quelle che onorano il debito alla scadenza, quelle c…
Analizzando i ritardi, le aziende pubbliche che pagano con oltre un mese di ritardo sono oltre un quarto, il 25,3%, contro il 12,6% della media italiana, mentre oltre la metà, il 52,4%, paga entro il mese di ritardo. Negli ultimi sei anni la situazione è peggiorata, specialmente se si guarda al numero delle imprese che paga con enorme ritardo, perché se è vero che sono cresciute del 10,8% quelle che onorano il debito alla scadenza, quelle c…
ROMA - Nella Pubblica amministrazione solo un’azienda su quattro è puntuale nel pagare i fornitori. È il dato più allarmante che emerge dallo “Studio pagamenti della Pa”, aggiornato a fine settembre 2016, e rilasciato in anteprima a Repubblica, elaborato da Cribis D&B, società del grupppo Crif specializzata nella business information. In sostanza solo il 22,3% della aziende pubbliche è puntuale nel saldare i propri debiti, contro il 35,9% delle imprese private.
Analizzando i ritardi, le aziende pubbliche che pagano con oltre un mese di ritardo sono oltre un quarto, il 25,3%, contro il 12,6% della media italiana, mentre oltre la metà, il 52,4%, paga entro il mese di ritardo. Negli ultimi sei anni la situazione è peggiorata, specialmente se si guarda al numero delle imprese che paga con enorme ritardo, perché se è vero che sono cresciute del 10,8% quelle che onorano il debito alla scadenza, quelle che accumulano ritardi gravi sono passate dal 20% del 2010 al 25,3% del 2016. E l’aspetto ancora più inquietante è che le aziende meno virtuose sono quelle del settore sanitario e delle Asl: non solo nessuna rispetta le scadenze ma il 61% paga con gravi ritardi e solo il restante 39 riesce a saldare entro un mese. Va meglio se guardiamo agli enti territoriali - puntuali nel 15% dei casi e in grave ritardo nel 28,3% - e agli altri tipi di aziende pubbliche – il 33,8% è puntuale mentre il 18,4% paga dopo oltre un mese - ma è una magra consolazione, considerando che la puntualità nei pagamenti è uno dei primi indicatori dello stato di salute di un’impresa e soprattutto che i ritardi delle realtà pubbliche hanno degli effetti amplificati su tutta la filiera dei fornitori, come sottolinea Marco Preti, amministratore delegato di Cribis D&B: "Gli impatti sui flussi di cassa di tutte le imprese fornitrici sono molto rilevanti e rappresentano una criticità importante. La situazione ormai, purtroppo, stabilizzata del settore sanitario, in cui abitualmente le fatture non solo non vengono onorate alla scadenza ma vengono pagate con gravi ritardi, è un chiaro segnale di difficoltà in cui versano Asl e imprese e di conseguenza i fornitori collegati. Anche se non mancano realtà virtuose, situate soprattutto nel Nordovest e nel Nordest, c’è ancora molto da lavorare. Essere puntuali rappresenterebbe un vantaggio sia per chi acquista che per chi vende. Come avvenuto per altri settori infatti i fornitori della Pa inizieranno a rivolgersi alle imprese più virtuose e, viceversa, per le aziende pubbliche essere puntuali costituirà un elemento positivo per la loro reputazione". Anche a livello territoriale, come sottolineato da Preti, c’è da fare delle distinzioni. Nel Nordovest si concentrano le aziende pubbliche più virtuose con un tasso del 26,4% di puntuali nei pagamenti e “solo” un quinto, il 20,2%, che accumula un ritardo superiore al mese. Panorama simile al Nordest con un dato leggermente peggiore, 22,4%, per il primo caso e nettamente più basso nel secondo, con i ritardatari gravi solo al 16,3%. Va decisamente peggio al Sud e nelle isole dove a saldare i conti dopo oltre 30 giorni dalla scadenza sono il 41% delle imprese della Pa, ben oltre la media nazionale.
Analizzando i ritardi, le aziende pubbliche che pagano con oltre un mese di ritardo sono oltre un quarto, il 25,3%, contro il 12,6% della media italiana, mentre oltre la metà, il 52,4%, paga entro il mese di ritardo. Negli ultimi sei anni la situazione è peggiorata, specialmente se si guarda al numero delle imprese che paga con enorme ritardo, perché se è vero che sono cresciute del 10,8% quelle che onorano il debito alla scadenza, quelle che accumulano ritardi gravi sono passate dal 20% del 2010 al 25,3% del 2016. E l’aspetto ancora più inquietante è che le aziende meno virtuose sono quelle del settore sanitario e delle Asl: non solo nessuna rispetta le scadenze ma il 61% paga con gravi ritardi e solo il restante 39 riesce a saldare entro un mese. Va meglio se guardiamo agli enti territoriali - puntuali nel 15% dei casi e in grave ritardo nel 28,3% - e agli altri tipi di aziende pubbliche – il 33,8% è puntuale mentre il 18,4% paga dopo oltre un mese - ma è una magra consolazione, considerando che la puntualità nei pagamenti è uno dei primi indicatori dello stato di salute di un’impresa e soprattutto che i ritardi delle realtà pubbliche hanno degli effetti amplificati su tutta la filiera dei fornitori, come sottolinea Marco Preti, amministratore delegato di Cribis D&B: "Gli impatti sui flussi di cassa di tutte le imprese fornitrici sono molto rilevanti e rappresentano una criticità importante. La situazione ormai, purtroppo, stabilizzata del settore sanitario, in cui abitualmente le fatture non solo non vengono onorate alla scadenza ma vengono pagate con gravi ritardi, è un chiaro segnale di difficoltà in cui versano Asl e imprese e di conseguenza i fornitori collegati. Anche se non mancano realtà virtuose, situate soprattutto nel Nordovest e nel Nordest, c’è ancora molto da lavorare. Essere puntuali rappresenterebbe un vantaggio sia per chi acquista che per chi vende. Come avvenuto per altri settori infatti i fornitori della Pa inizieranno a rivolgersi alle imprese più virtuose e, viceversa, per le aziende pubbliche essere puntuali costituirà un elemento positivo per la loro reputazione". Anche a livello territoriale, come sottolineato da Preti, c’è da fare delle distinzioni. Nel Nordovest si concentrano le aziende pubbliche più virtuose con un tasso del 26,4% di puntuali nei pagamenti e “solo” un quinto, il 20,2%, che accumula un ritardo superiore al mese. Panorama simile al Nordest con un dato leggermente peggiore, 22,4%, per il primo caso e nettamente più basso nel secondo, con i ritardatari gravi solo al 16,3%. Va decisamente peggio al Sud e nelle isole dove a saldare i conti dopo oltre 30 giorni dalla scadenza sono il 41% delle imprese della Pa, ben oltre la media nazionale.